Una violenta ondata di maltempo, caratterizzata da nubifragi, grandinate eccezionali e forti raffiche di vento, ha colpito duramente nei giorni scorsi la provincia di Cremona e il Cremasco. Gli eventi atmosferici estremi hanno provocato devastazioni estese alle coltivazioni agricole, alle abitazioni, agli edifici pubblici, agli impianti fotovoltaici e al patrimonio storico e culturale locale, tra cui il danneggiamento del rosone del Duomo di Cremona (immagine di copertina: di repertorio).
La richiesta istituzionale alla Regione
Nella giornata del 20 luglio 2026, il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ha inviato una lettera formale al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per richiedere l’attivazione dell’iter finalizzato al riconoscimento dello stato di calamità naturale e dello stato di emergenza. Come evidenziato dal presidente Roberto Mariani:
“Di fronte a eventi di questa portata è indispensabile che le istituzioni agiscano con tempestività e in modo coordinato – dichiara il presidente Roberto Mariani –. La Provincia si è fatta immediatamente portavoce delle segnalazioni provenienti dai Comuni, rappresentando alla Regione la gravità della situazione. Oggi chiediamo che venga attivato con la massima rapidità l’iter previsto dalla normativa, affinché si possa arrivare in tempi certi alla richiesta dello stato di emergenza nazionale. Le nostre comunità, le imprese agricole, le aziende e i cittadini non possono essere lasciati soli. Le grandinate e i nubifragi di questi giorni hanno colpito un territorio già messo a dura prova dagli eventi climatici estremi. È necessario che tutti i livelli istituzionali facciano la propria parte per garantire risposte concrete e risorse adeguate per la ricostruzione e il ripristino dei danni.
La Provincia continuerà a lavorare al fianco dei Comuni – conclude Mariani – per sostenere il percorso istituzionale che dovrà portare all’ottenimento dei fondi straordinari. È fondamentale che il nostro territorio possa contare su interventi rapidi ed efficaci, all’altezza della gravità della situazione che stiamo vivendo”.
Raccolta delle segnalazioni e moduli Ra.S.Da
A seguito del nubifragio del 15 luglio e del temporale del 17 luglio 2026, il Comune di Cremona ha comunicato ai cittadini e ai titolari di attività produttive la possibilità di trasmettere le schede Ra.S.Da (Raccolta Schede Danno) all’Ufficio Protezione Civile entro lunedì 27 luglio 2026. La documentazione risulta necessaria per quantificare le perdite e consentire alla Regione di valutare eventuali stanziamenti economici.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Virgilio e dall’assessora Simona Pasquali, ha tenuto una riunione online con i consiglieri regionali Marcello Ventura, Matteo Piloni e Riccardo Vitari per fare il punto sui riscontri territoriali.

Sulla situazione è intervenuto il consigliere regionale della Lega Riccardo Vitari, il quale ha dichiarato:
“Le violente grandinate che negli ultimi giorni hanno colpito il Cremasco e il Cremonese hanno provocato danni ingenti a edifici pubblici e privati, aziende agricole, attività produttive e autovetture. Esprimo la mia vicinanza alle famiglie, alle imprese e alle amministrazioni comunali che stanno affrontando le conseguenze di questi eventi eccezionali. Ho già portato all’attenzione del presidente Attilio Fontana la situazione del nostro territorio affinché venga valutata ogni possibile iniziativa.
In queste ore i Comuni stanno procedendo con le ricognizioni dei danni attraverso le procedure previste per quantificare con precisione l’entità delle conseguenze del maltempo. Si tratta di un passaggio fondamentale per avere un quadro completo della situazione e consentire agli enti competenti di assumere le valutazioni necessarie. Anche il patrimonio storico e culturale ha subito conseguenze, come dimostra il danneggiamento del rosone del Duomo di Cremona, a conferma della straordinarietà degli eventi meteorologici che hanno interessato il nostro territorio. Continuerà a seguire costantemente l’evoluzione della situazione, mantenendo un confronto con i Comuni e con Regione Lombardia affinché il Cremasco e il Cremonese ricevano tutta l’attenzione necessaria”.