CRONACA GIUDIZIARIA

Operazione della Guardia di Finanza: maxi-frode nel settore edile tra Cremona e Brescia

Indagini della Procura bresciana portano a sequestri per due milioni di euro

Operazione della Guardia di Finanza: maxi-frode nel settore edile tra Cremona e Brescia

La Guardia di Finanza di Cremona ha smantellato un’associazione a delinquere dedita a frodi fiscali, autoriciclaggio e somministrazione illecita di manodopera. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha portato all’esecuzione di una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore residente nel territorio bresciano.

Il sistema di frode e le accuse

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il meccanismo illecito sarebbe stato ideato da due imprenditori edili originari di Castrezzato. Il gruppo avrebbe gestito una rete di 29 società cartiere, intestate a prestanome compiacenti e con sedi inesistenti.

Le indagini hanno accertato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la compensazione indebita di crediti fittizi e l’omesso versamento di contributi previdenziali e assistenziali. Questo sistema avrebbe generato un debito verso l’INPS di 3,5 milioni di euro e coinvolto 925 lavoratori impiegati in modo irregolare.

Sequestri e provvedimenti patrimoniali

Il GIP del Tribunale di Brescia ha disposto il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, a carico di 15 persone fisiche e 29 persone giuridiche. Il decreto ha interessato:

  • 4 immobili

  • 1 autovettura

  • 15 rapporti finanziari e quote societarie

  • 6 orologi Rolex e vari gioielli

  • 30.000 euro in contanti rinvenuti durante le perquisizioni

Le responsabilità delle società e i profili di bancarotta

Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno evidenziato l’assenza di modelli organizzativi idonei alla prevenzione dei reati fiscali e fallimentari, determinando l’applicazione delle sanzioni previste dal D.Lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Il Tribunale di Brescia ha inoltre disposto la liquidazione giudiziale per 13 delle società coinvolte, a causa dell’emersione di condotte riconducibili alla bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione di beni aziendali.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La colpevolezza dei soggetti coinvolti sarà determinata esclusivamente in caso di sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio di presunzione di innocenza.