A Cremona è stato inaugurato il complesso di via Vecchia 7, riqualificato grazie a oltre 1,4 milioni di euro di fondi PNRR e comunali. L’intervento ha trasformato lo storico edificio in 14 alloggi pubblici (SAP) moderni, accessibili e ad alta efficienza energetica, inserendosi nel piano di rigenerazione del quartiere Po.
Inaugurati 14 nuovi alloggi pubblici
Il futuro dell’abitare pubblico a Cremona passa anche attraverso la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico. Nella mattinata di sabato 6 giugno 2026, è stato ufficialmente inaugurato il rinnovato complesso immobiliare di via Vecchia 7, un intervento inserito nella più ampia cornice di riqualificazione della storica area Frazzi. Il progetto, inizialmente finanziato tramite il bando PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) e successivamente confluito nei fondi PNRR, ha permesso di restituire alla città 14 alloggi SAP (Servizi Abitativi Pubblici) completamente rivoluzionati dal punto di vista architettonico, ambientale e dei consumi.
Alla cerimonia, culminata con la benedizione di don Gianpaolo Maccagni in rappresentanza del vescovo e il tradizionale taglio del nastro insieme ai residenti, ha preso parte un folto parterre istituzionale: dal sindaco Andrea Virgilio alla vice sindaca Francesca Romagnoli, passando per gli assessori Paolo Carletti (Opere Pubbliche) e Marina Della Giovanna (Politiche Sociali), fino al consigliere regionale Marcello Ventura, ai dirigenti comunali Giovanni Donadio ed Eugenia Grossi, al vice presidente del Comitato di Quartiere 10 Tommaso Pulito e al direttore dei lavori, l’architetto Giancarlo Frosi.
Il piano strategico per il quartiere Po
Nel suo discorso inaugurale, il sindaco Andrea Virgilio ha inserito questo traguardo all’interno di una visione molto più ampia che sta ridisegnando l’intera zona della città:
“La conclusione di questo intervento è un risultato concreto del percorso di rigenerazione urbana che la nostra amministrazione sta portando avanti nel quartiere Po. Restituire alla comunità 14 alloggi SAP completamente riqualificati significa aumentare la disponibilità di abitazioni pubbliche di qualità, ma anche valorizzare il contesto urbano, migliorandone gli aspetti ambientali, energetici e sociali. La riqualificazione di via Vecchia si inserisce in un più ampio programma di investimenti che negli ultimi anni ha interessato l’intero quartiere con la riqualificazione dell’area Frazzi, la rimessa in funzione della fontana di piazza Cadorna dopo anni di inattività, la realizzazione della nuova viabilità di largo Moreni e la riqualificazione di via del Porto, le vasche di laminazione di via Monviso e il nuovo Polo dell’Infanzia Mario Lodi, che verrà inaugurato all’inizio del prossimo anno scolastico. A questi interventi si aggiungerà a breve anche la sistemazione attesa del ponte sul Morbasco, che prenderà avvio nelle prossime settimane. Interventi diversi ma uniti da una stessa visione: investire sulla qualità degli spazi pubblici, sui servizi, sulla mobilità e sull’abitare per costruire un quartiere più vivibile, attrattivo e ricco di opportunità. Per questo consideriamo la casa non soltanto una risposta a un bisogno primario, ma un investimento strategico per il futuro della città. Investire sull’abitare significa garantire dignità e sicurezza alle persone, sostenere le famiglie, favorire l’inclusione sociale e rafforzare il senso di comunità. Significa anche valorizzare il patrimonio pubblico, contrastare il degrado e creare le condizioni affinché ogni quartiere possa crescere in modo sostenibile”.
Welfare abitativo
Ristrutturare un edificio storico mantenendo la continuità abitativa per i residenti ha rappresentato una prova complessa per la macchina comunale. Una sfida vinta, come ha sottolineato l’assessore alle Opere Pubbliche, Paolo Carletti, che guarda già ai prossimi obiettivi del mandato:
“14 appartamenti da mettere completamente a nuovo in un context da preservare con alcuni inquilini sempre presenti all’interno dei locali: la sfida non era facile ma l’abbiamo vinta grazie alle competenze ed alla sincera passione messa in campo grazie all’impegno di tutto lo staff del Settore Programmazione Progettazione, Esecuzione e Manutenzione al quale esprimo gratitudine, delle ditte, delle maestranze e anche degli inquilini. Con la riqualificazione di questi alloggi sono 19 gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica recuperati nel solo 2026. La nuova scommessa è quella almeno di raddoppiare questi numeri entro fine mandato”.
Al centro dell’operazione non ci sono però solo i muri, ma il benessere e l’inclusione delle persone, un concetto ribadito con forza dall’assessora alle Politiche Sociali e Fragilità, Marina Della Giovanna:
“Con il completamento di questi lavori miglioriamo in modo tangibile la qualità degli spazi in cui vivono le famiglie, rendendo gli edifici più decorosi, confortevoli ed efficienti dal punto di vista energetico. Un intervento che testimonia l’attenzione dell’Amministrazione verso il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e la volontà di investire nel benessere delle persone che ogni giorno lo abitano”.
Il cammino tecnico e amministrativo, partito da lontano, è stato riassunto dal dirigente del Settore Programmazione, Giovanni Donadio, che ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto:
“Oggi si restituisce ai cittadini un fabbricato completamente riqualificato inserito in un ambito di rigenerazione urbana importante. Un ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti nelle diverse fases dal progetto all’esecuzione sia interno all’Ente che esterno agli operatori economici, alle maestranze e a quanti a vario titolo hanno portato pazienza. Per nessuno è stato un compito agevole, il risultato come sempre e’ il frutto della passione e senso di responsabilità di tutti. Era il 2020 quando abbiamo accarezzato un sogno che oggi è una bella realtà restituita alla città. Siamo felici di tutto questo”.
Dalla vecchia cascina al comfort moderno
L’immobile di via Vecchia conserva la suggestiva configurazione della tipica cascina a corte chiusa, caratterizzata dai tradizionali ballatoi in facciata che servono i vari alloggi. L’edificio si sviluppa su due livelli fuori terra e si colloca ai margini del quartiere Po, in un tessuto edilizio storico fortemente segnato dalla vicina ex fornace Frazzi. Nonostante il complesso non fosse sottoposto a vincoli da parte della Soprintendenza, il restauro ha seguito una linea conservativa, rispettando l’identità originaria della struttura e senza consumare nuovo suolo.
I lavori strutturali sono stati costantemente affiancati da un percorso di accompagnamento sociale curato dai Servizi Sociali del Comune, pensato per supportare i nuclei familiari dall’ingresso negli alloggi fino alla gestione della convivenza negli spazi comuni.
Dal punto di vista della ridistribuzione degli spazi, due precedenti bilocali sono stati accorpati: il numero complessivo delle unità è così passato da 16 a 14. Questa scelta ha permesso di ricavare appartamenti più ampi, ideali per accogliere famiglie con bambini, pur mantenendo una quota di bilocali per nuclei di una o due persone. Sotto il profilo tecnologico e del comfort, sono state abbattute le barriere architettoniche verso il primo piano grazie all’installazione di un nuovo ascensore.
L’immobile, che oggi vanta una superficie costruita di 1.108 mq e un’area esterna comune di 511 mq adibita all’aggregazione, è stato dotato di un sistema di coibentazione interna, impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) e moderne caldaie a condensazione, interventi mirati ad azzerare la salubrità pregressa e a ridurre drasticamente i consumi energetici.
Il quadro economico dell’opera
L’investimento complessivo per la rinascita del complesso immobiliare ammonta a 1.474.507,06 euro. I costi sono stati coperti grazie a una stretta sinergia tra risorse nazionali e locali: la quota maggiore è arrivata dal finanziamento PNRR del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un totale di 1.122.307,20 euro, a cui si sono aggiunti 224.461,44 euro provenienti dal Fondo Opere Indifferibili del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Comune di Cremona ha infine partecipato direttamente all’intervento con uno stanziamento proprio di 127.738,42 euro.




