MINACCIA AGGRAVATA

“Non disturbarmi mai più”: firma la raccomandata, poi punta una pistola al petto del postino

Un giovane operaio stringe tra le mani un'arma a salve e minaccia il portalettere: denunciato

“Non disturbarmi mai più”: firma la raccomandata, poi punta una pistola al petto del postino

A Cremona, un giovane operaio ha firmato una raccomandata e subito dopo ha puntato una pistola al petto del postino, intimandogli di non disturbarlo più. Il portalettere è fuggito denunciando l’accaduto ai Carabinieri, che hanno perquisito l’abitazione, sequestrato l’arma e denunciato l’aggressore (foto di copertina realizzata con Ai).

La consegna della raccomandata

Una firma sul registro, il ritiro della busta e poi il terrore, improvviso e inspiegabile. Quello che doveva essere un tranquillo venerdì di lavoro per un portalettere di Poste Italiane si è trasformato in una brutta disavventura nel primo pomeriggio del 22 maggio 2026. Intorno alle 13:50, l’uomo si è visto puntare una pistola dritta al petto, solo per aver adempiuto al proprio dovere: consegnare una lettera raccomandata.

Denunciato

L’incredibile episodio di violenza ha visto come protagonista un giovane operaio della zona di Cremona, un volto già noto alle forze dell’ordine per precedenti passati. Il ragazzo è stato immediatamente denunciato in stato di libertà dai Carabinieri della Compagnia locale con la pesante ipotesi di reato di minaccia aggravata.

Dalla firma alla minaccia di morte

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dai militari, il postino aveva raggiunto l’abitazione del giovane per fargli recapitare una raccomandata che richiede la firma per ricevuta. Nulla lasciava presagire la follia dei secondi successivi. Il destinatario ha infatti accettato la posta e apposto regolarmente la propria firma sul terminale.

Subito dopo, però, ha aperto un cassetto vicino all’ingresso, ha estratto una pistola e l’ha puntata contro il dipendente postale. “Non disturbarmi mai più”, gli ha intimato con freddezza.

La denuncia in caserma

Mantenendo per quanto possibile il sangue freddo, il malcapitato portalettere non ha reagito. Fortemente impaurito e temendo per la propria vita, si è allontanato rapidamente dall’abitazione del giovane prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Una volta al sicuro, si è recato tempestivamente presso la più vicina Stazione dei Carabinieri per raccontare i dettagli dell’accaduto e sporgere formale denuncia, permettendo un intervento immediato degli uomini dell’Arma.

Il sequestro dell’arma

La risposta dei militari del Comando Compagnia di Cremona è stata fulminea. Una pattuglia si è diretta d’urgenza presso il domicilio dell’operaio per eseguire una perquisizione domiciliare straordinaria, attivata ai sensi dell’articolo 41 del T.U.L.P.S. (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che regolamenta la ricerca di armi non denunciate).

Le ricerche all’interno delle stanze hanno dato esito positivo. I Carabinieri hanno infatti rinvenuto proprio l’arma utilizzata pochi minuti prima per l’intimidazione: si trattava di una pistola a salve, priva del tappo rosso occlusivo (particolare che l’ha resa identica a un’arma vera agli occhi della vittima), completa di caricatore e due colpi residui. L’arma è stata posta sotto sequestro e l’Autorità Giudiziaria è stata informata per i successivi accertamenti di rito.