Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, Coldiretti Cremona e le aziende di Campagna Amica partecipano alla storica manifestazione “Tre Giorni in Piazza” di Pizzighettone. Presso le Casematte delle antiche mura, i produttori agricoli espongono i frutti dell’agricoltura locale, dalle fragole ai piselli, con uno spazio dedicato anche al miele in vista della Giornata mondiale delle Api del 20 maggio. L’esposizione comprende salumi nostrani, vino, confetture e prodotti derivati da erbe spontanee, offrendo ai visitatori la possibilità di acquistare prodotti di qualità garantiti direttamente dai coltivatori.
La battaglia per l’origine nel codice doganale
La presenza istituzionale allo stand mira a sensibilizzare cittadini e autorità sulla necessità di tutelare il lavoro delle imprese agricole italiane. Il Direttore di Coldiretti Cremona, Giovanni Roncalli, ha ribadito l’urgenza di una revisione normativa:
“La nostra presenza, anche in questo fine settimana sul territorio, sarà occasione per proseguire nel dialogo, con i cittadini e i rappresentanti delle Istituzioni, in merito al nostro impegno a tutela del vero made in Italy, sempre a difesa del lavoro e del reddito delle imprese agricole – sottolinea Giovanni Roncalli, Direttore di Coldiretti Cremona –. Insieme agli agricoltori presenti allo stand, testimonieremo contenuti e obiettivi della mobilitazione che ci ha portati nelle scorse settimane al Brennero, con diecimila agricoltori giunti da tutta Italia, uniti nel rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro della nostra mobilitazione c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Al Brennero, all’interno dei tir fermati dalle forze dell’ordine, abbiamo visto interi carichi di prosciutti freschi e mozzarelle, ma anche di orticole, fusti di miele, pronti per entrare in Italia, ricevere una minima lavorazione ed essere “italianizzati”. Un fiume di prodotto rappresentativo dell’invasione che ogni giorno vede tonnellate e tonnellate di prodotti alimentari stranieri varcare i confini per raggiungere industrie e laboratori in tutta Italia per essere lavorata e commercializzata, alimentando inganni che colpiscono agricoltori e consumatori”.

Contratti di filiera e legalità
L’agroalimentare nazionale rappresenta una filiera da 707 miliardi di euro che impiega 4 milioni di lavoratori. In questo contesto, l’approvazione della legge sui reati agroalimentari dello scorso aprile costituisce un traguardo fondamentale per il contrasto alle agromafie. Roncalli conclude evidenziando l’importanza di strumenti di equità:
“La battaglia per l’origine è da sempre una priorità sindacale per Coldiretti – prosegue Roncalli –. Nel mese di aprile abbiamo raggiunto un risultato storico, con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera. L’agroalimentare è una filiera strategica per il nostro Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, e la nostra mobilitazione nasce per difendere questo patrimonio. Non si tratta solo di contributo al Pil, ma di presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy. Per questo – conclude Roncalli – è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilità alle imprese agricole e costruendo un rapporto più equilibrato con il mondo della trasformazione. Servono accordi chiari e trasparenti che valorizzino la materia prima agricola e consentano di redistribuire correttamente il valore. Per questo chiediamo con forza un intervento a livello europeo che consenta di superare le attuali distorsioni e di restituire agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza l’origine dei prodotti a partire dalla materia prima agricola. Non si tratta di penalizzare l’industria di trasformazione, ma di ristabilire regole eque e trasparenti lungo tutta la filiera. Di tutto questo parleremo, come avviene quotidianamente nei nostri incontri e nelle nostre iniziative, anche in occasione della partecipazione alla Tre Giorni in Piazza di Pizzighettone”.