Sabato 30 maggio 2026, con il patrocinio del Comune di Cremona, si terrà il Cremona Pride, la manifestazione dedicata ai diritti e alla visibilità della comunità LGBTQIA+. L’annuncio dell’evento ha immediatamente acceso il dibattito pubblico, dividendo l’opinione dei lettori tra chi sostiene con convinzione l’iniziativa e chi, al contrario, l’ha criticata con toni duri sui social e negli spazi di discussione online (immagine di copertina presa dalla pagina Facebook di Cremona Pride).
A rispondere alle polemiche sono stati gli stessi organizzatori, che in una nota hanno condannato i messaggi d’odio e ribadito che le intimidazioni non fermeranno la manifestazione. Sottolineando inoltre la volontà di portare avanti un appuntamento che per molte persone rappresenta un momento fondamentale di visibilità, sicurezza e rivendicazione dei propri diritti.
Cremona Pride: il programma
Il Cremona Pride 2026 torna in città riportando nelle strade il colore, le rivendicazioni e la visibilità della comunità LGBTQIA+. La manifestazione rivendica il diritto di vivere liberamente la propria identità, di camminare per le strade senza timore, di amare senza nascondersi. Quindi torna a Cremona con un messaggio chiaro: dare voce e spazio a chi troppo spesso vede la propria esistenza messa in discussione.
Il concentramento è fissato alle 15 in piazza Stradivari, dove partecipanti, associazioni e cittadinanza si ritroveranno per dare avvio alla manifestazione. Da lì, intorno alle 16, partirà il corteo che attraverserà le vie del centro, trasformando lo spazio urbano in un luogo di espressione collettiva, orgoglio e diritti.
Al termine della sfilata sono previsti gli interventi di ospiti, associazioni e volontarie/i, momento centrale per ribadire le ragioni politiche e sociali del Pride.
La giornata proseguirà alle Colonie Padane con il Cremona Pride Party: apertura cancelli alle 20, stand-up di Sofia Gottardi alle 20.30, concerto di Immanuel Casto alle 21.15 e dj set di Dj Bertuccia e Dj Rebel8. Sul palco anche le performance del Collettivo Dragattack. L’area offrirà food trucks, opzioni veg e gluten free, cocktail e servizi accessibili.
L’iniziativa, come anticipato, è patrocinata dal Comune di Cremona, dal Comune di Crema e dalla Provincia di Cremona, a conferma di un sostegno istituzionale che negli ultimi anni ha assunto un valore sempre più significativo.
Le critiche e la risposta degli organizzatori
Tutto è partito da un articolo pubblicato da Cremona Oggi, che annunciava data e programma del Cremona Pride 2026. La notizia è stata poi rilanciata anche sui canali social della testata, proprio dove si è scatenata una valanga di commenti critici, spesso dai toni offensivi, che ha portato alla successiva rimozione del post.
A seguito delle polemiche, gli organizzatori del Cremona Pride sono intervenuti con un comunicato pubblico per affrontare la situazione e chiarire alcuni punti fondamentali. Nel testo hanno condannato i messaggi d’odio e ribadito con fermezza che la manifestazione si terrà comunque, come previsto dal programma. Una presa di posizione netta, volta a riaffermare il valore dell’iniziativa e il diritto della comunità LGBTQIA+ a essere visibile e presente nello spazio pubblico.
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Immagine di Cremona Pride
Immagine di Cremona Pride
Immagine di Cremona Pride
Di seguito il comunicato reso pubblico:
Dopo una sola ora dalla pubblicazione dell’ articolo di CremonaOggi, nel quale si annuncia che il Comune di Cremona ha concesso il patrocinio al Pride, l’indignazione nei commenti ha superato di gran lunga quella sotto articoli che ci hanno parlato di indagini per favoreggiamento della prostituzione sul nostro territorio, di rievocazioni neofasciste, di maxi indagini per riciclaggio e frode, di inchieste serie sull’inquinamento e tanto altro ancora Nulla, quanto il Pride, merita l’indignazione concitata di una certa parte della cittadinanza che si definisce “per bene” e “civile”, ma che, allo stesso tempo, è la stessa che riversa commenti d’odio, insulti, minacce e piogge di negatività su una manifestazione delle (e per le) persone LGBTQIA+.
Perché ce la possiamo raccontare quanto ci pare, ma la realtà è che l’indignazione sociale è mediata dal clima di omonegatività e dai sentimenti che esso produce. L’idea che un qualsiasi elemento queer possa essere pubblicamente visibile (esistendo, semplicemente) scatena un panico morale irrazionale 100 volte superiore a qualsiasi altra cosa realmente problematica. Ma noi sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Lo sappiamo da una vita, perché conosciamo il peso dell’omotransfobia, ed è proprio per questo che lottiamo ogni giorno per creare un’alternativa sul nostro territorio che sia cura, condivisione, apertura, inclusione. Abbiamo trovato insieme la forza di farlo a volto scoperto, sapendo che queste ondate di negatività hanno proprio lo scopo di ricacciarci nella vergogna e nel silenzio. E l’abbiamo fatto con le associazioni del terzo settore, con tantissimi esercizi commerciali locali, con le Istituzioni, i collettivi, con la rete anti discriminazione della nostra città e con tante, tantissime altre persone che hanno scelto di stare dalla parte giusta.
Saranno queste che ci affiancheranno il 30 maggio – perché la migliore risposta a tutto quest’odio è la presenza attiva. Cremona ha bisogno che le cittadine e i cittadini siano presenti per dire a gran voce che non siamo più nel secolo scorso; che Cremona non resterà il fanalino di coda sui diritti civili e che le persone LGBTQIA+ devono poter vivere sicure e con gli stessi diritti di tutte le altre, sul nostro territorio. Noi ci saremo pur sapendo che qualsiasi cosa verrà usata contro di noi per strumentalizzare la manifestazione. Infine, vogliamo rassicurare chi ci sostiene: i commenti violenti verso di noi e verso la nostra comunità non resteranno ignorati e saranno segnalati e tenuti da conto per provvedimenti opportuni. Vi invitiamo a non cedere alle provocazioni e a non rispondere con lo stesso tenore, perché è ciò che cercano. La nostra risposta sarà in piazza il 30 maggio.