I Carabinieri della Stazione di Gussola hanno concluso un’indagine per truffa denunciando un ventidueenne domiciliato in provincia di Parma. L’attività investigativa è scaturita dalla querela presentata a metà marzo 2026 da un residente del luogo, vittima di un raggiro iniziato su una piattaforma social e culminato nell’utilizzo indebito dei propri dati personali per finalità bancarie.
La promessa di profitti con il trading online
La vicenda ha avuto origine quando il querelante ha iniziato a interagire digitalmente con un profilo che si spacciava per un professionista dei mercati finanziari. Il sedicente esperto, dopo aver instaurato un rapporto di fiducia tramite messaggi privati, ha prospettato al cittadino la possibilità di ottenere guadagni rapidi attraverso operazioni di compravendita di strumenti finanziari. I due interlocutori hanno successivamente spostato la conversazione su utenze telefoniche per definire i dettagli tecnici della collaborazione.
L’attivazione del fido a insaputa della vittima
Durante il colloquio telefonico, l’indagato ha convinto la controparte della necessità di attivare una carta prepagata per gestire i presunti investimenti, facendosi inviare la fotografia dei documenti di identità. Ottenuti i file, il giovane parmense non ha però aperto una semplice prepagata, bensì una carta di credito dotata di un fido di diverse migliaia di euro. Senza che il titolare dei documenti ne fosse a conoscenza, il 22enne ha iniziato a utilizzare il plafond disponibile per eseguire varie transazioni economiche.
Le indagini telematiche e la denuncia
Una volta scoperto l’ammanco e l’attivazione della linea di credito non autorizzata, il malcapitato si è rivolto ai militari della caserma locale. Gli accertamenti condotti dai Carabinieri hanno permesso di tracciare i flussi telematici e di verificare che sia il profilo social utilizzato per l’adescamento, sia l’utenza telefonica impiegata per le istruzioni, erano riconducibili al 22enne. Al termine delle verifiche documentali e informatiche, l’autore del raggiro è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa.