I Carabinieri della Stazione di Crema hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due persone di 68 e 42 anni, residenti rispettivamente nelle province di Piacenza e Lodi, con l’accusa di furto in abitazione.
Le indagini, condotte dai militari dell’Arma, hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’evento verificatosi lo scorso 10 aprile 2026, quando un’abitante del luogo è stata derubata di preziosi per un valore complessivo di circa 3.000 euro.
La dinamica del raggiro a domicilio
L’episodio ha avuto inizio intorno alle 14:00, quando la proprietaria dell’immobile ha risposto alla chiamata del citofono. Tratta in inganno da una presunta conoscenza pregressa con la visitatrice più anziana, la vittima ha consentito l’accesso alla proprietà.
In quel frangente, una seconda figura più giovane, ferma in auto all’esterno, ha raggiunto la prima chiedendo di poter usufruire dei servizi igienici per una necessità impellente. Una volta all’interno dell’appartamento, la complice sessantottenne ha trattenuto la padrona di casa in soggiorno con una conversazione di disturbo, mentre la quarantaduenne si è introdotta nella zona notte.
Il bottino e la fuga delle responsabili
Mentre la vittima era impegnata nel colloquio in salotto, l’autrice materiale del furto ha setacciato la camera da letto. La ricerca ha portato al rinvenimento di alcuni portagioie, dai quali sono stati sottratti bracciali, catenine, orecchini e diversi manufatti in oro. Terminato il prelievo illecito, le due figuranti si sono congedate rapidamente, salendo a bordo della vettura parcheggiata in strada e dileguandosi prima che la derubata potesse accorgersi dell’ammanco.
L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia formale presentata il giorno successivo presso la caserma locale. Elemento fondamentale per la risoluzione del caso è stata l’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza interno, che ha immortalato i volti delle sospettate e le fasi del reato. L’incrocio dei dati con le banche dati delle forze dell’ordine ha permesso di dare un nome alla sessantottenne, già nota per precedenti specifici.
Il riconoscimento fotografico e la denuncia
Sulla base dei riscontri iniziali, i militari hanno predisposto un primo fascicolo fotografico, sottoposto alla vittima, che ha confermato l’identità della persona che l’aveva distratta. Ulteriori accertamenti hanno rivelato i frequenti legami tra la sospettata e la complice quarantaduenne, la cui fisionomia corrispondeva alle immagini registrate.
Un secondo confronto fotografico ha chiuso il cerchio: la denunciante ha riconosciuto nella minore delle due l’esecutrice che era entrata nella stanza da letto. Entrambe le presunte autrici devono ora rispondere del reato di furto in abitazione.