Nella mattina di ieri, giovedì 9 aprile 2026, l’Aula magna dell’Ospedale di Cremona ha ospitato la cerimonia di apertura dell’anno accademico 2025/2026 per i corsi di laurea in Infermieristica, Fisioterapia e Assistenza sanitaria dell’Università di Brescia.
La rete formativa tra università e territorio
L’evento ha ufficializzato l’avvio delle attività didattiche per 279 iscritti, sottolineando la cooperazione tra l’ateneo, l’ASST di Cremona e l’ATS Val Padana. La mattinata è stata scandita dall’ingresso dei docenti in toga e dall’esibizione musicale dell’Aeris Quintet, che ha eseguito l’Inno di Mameli e l’Inno alla Gioia.
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Prof Alessandro Morandi
Il Rettore dell’Università di Brescia, Francesco Castelli, ha presieduto l’inaugurazione insieme ai vertici sanitari locali e ai rappresentanti istituzionali. La presenza dei corsi di laurea nel polo cremonese si inserisce in una strategia di potenziamento dei servizi sanitari regionali, mirata a creare una connessione diretta tra il percorso di studi e l’attività clinica sul campo. Marina della Giovanna, Assessore al Welfare del Comune di Cremona, ha evidenziato come tale sinergia rappresenti una risorsa per la città, specialmente nell’ambito della ricerca sulla longevità.
“Le opportunità generate dalla collaborazione con l’Università di Brescia e dalla presenza a Cremona dei corsi di studio per le professioni sanitarie rappresentano una grande ricchezza per la città e per l’intero territorio, anche alla luce del percorso che si sta sviluppando sui temi della longevità – ambito nel quale formazione, ricerca e servizi sono chiamati a dialogare in modo sempre più integrato -afferma Marina della Giovanna. – Alle studentesse e agli studenti l’augurio, da parte dell’Amministrazione comunale, di un anno accademico all’insegna dell’impegno e della crescita”
“L’Università di Brescia – dichiara il Rettore Professore Francesco Castelli – apre ufficialmente le attività didattiche nella sede di Cremona confermando la propria presenza sul territorio per continuare ad alimentare, insieme con ASST Cremona e ATS Val Padana, la rete regionale dell’assistenza”.
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Occupazione e nuove sfide della longevità
I dati relativi all’inserimento lavorativo dei laureati nelle professioni sanitarie confermano la validità dei percorsi formativi. Il Direttore Generale dell’ASST di Cremona, Ezio Belleri, ha riportato percentuali di impiego superiori all’84% a dodici mesi dal conseguimento del titolo, con picchi del 90% in alcuni settori.
“Le professioni sanitarie continuano a garantire prospettive occupazionali molto elevate, con oltre l’84% dei neolaureati già inseriti nel mondo del lavoro a un anno dalla laurea e punte vicine al 90% in alcune discipline. Fisioterapia resta tra i percorsi più richiesti, ma Infermieristica rappresenta oggi una delle figure più necessarie per rispondere alla carenza di professionisti negli ospedali e sul territorio” ha spiegato Belleri.

La lectio magistralis del docente di Geriatria Alessandro Morandi ha approfondito il tema dell’invecchiamento in salute, ricordando che il 32,3% dei soggetti con più di 65 anni convive con patologie croniche gravi.
“Viviamo in una società sempre più longeva e, per questo, parlare di invecchiamento significa parlare soprattutto di invecchiamento in salute. Nei prossimi anni sarà fondamentale costruire percorsi e servizi capaci di promuovere benessere, prevenzione, attività fisica, stimolazione cognitiva e socialità per le persone anziane.
Oggi il 32,3% degli over 65 convive con gravi patologie croniche e multimorbilità, percentuale che sale al 47,7% tra gli over 85. Sono circa 3,8 milioni gli anziani con una grave riduzione dell’autonomia nelle attività quotidiane e circa un milione necessita di assistenza o ausili per la cura della persona.

Un esempio concreto è rappresentato dall’iniziativa “frAgilità al Centro”, promossa lo scorso anno da Fondazione Longevitas ETS con il coinvolgimento di Regione Lombardia, università, ordini professionali e società scientifiche. L’esperienza ha visto anche la partecipazione degli studenti, che hanno contribuito alle attività di informazione, sensibilizzazione e screening rivolte alla popolazione anziana. Queste iniziative permettono di intercettare precocemente eventuali segnali di deficit cognitivi e di promuovere una maggiore attenzione ai temi della prevenzione e della fragilità.
Il contributo degli studenti dei corsi di laurea delle professioni sanitarie sarà sempre più importante: formazione, sensibilità e partecipazione attiva rappresentano un valore decisivo per il futuro del sistema sanitario” ha concluso Morandi.
Il punto di vista delle giovani leve e della prevenzione
Nel corso della cerimonia è intervenuta Giorgia Pedrinazzi, iscritta al corso di Assistenza Sanitaria, per dare voce alla componente studentesca. Il focus si è spostato sulla responsabilità del prendersi cura e sulla necessità di integrare l’assistenza ospedaliera con quella territoriale.

“Rappresentare gli studenti e le studentesse delle professioni sanitarie in un’occasione così significativa è per me motivo di grande orgoglio. Scegliere questo percorso significa assumersi responsabilità importanti e affrontare un cammino che richiede impegno, sensibilità e capacità di mettersi al servizio degli altri. Nelle diverse discipline impariamo a lavorare insieme, come parte di un unico sistema orientato alla tutela della salute delle persone e della comunità. Un sistema in continua evoluzione, sempre più innovativo e attento all’integrazione tra ospedale e territorio. Gli studi ci preparano non solo a una professione, ma ci danno anche la possibilità di contribuire in modo concreto al futuro della sanità e della società” ha dichiarato la studentessa.
Anche Stefano Manfredi, Direttore Generale di ATS Val Padana, ha ribadito l’importanza di formare figure specializzate nell’educazione sanitaria per rispondere ai nuovi bisogni di salute collettiva.

I numeri e il sostegno alla formazione
L’anno accademico corrente registra la presenza di 152 iscritti a Infermieristica, 92 a Fisioterapia e 35 ad Assistenza Sanitaria. Il corpo docente è composto da 193 esperti, supportati da 575 assistenti di tirocinio attivi nei reparti.
A conclusione dell’evento sono state assegnate le borse di studio in memoria di Mariangela Folesani alle studentesse Elisa Cavalera e Zamira Selenica. Ulteriori riconoscimenti per le migliori tesi sono stati promossi da enti locali e associazioni del territorio, consolidando il supporto economico per chi intraprende queste carriere.
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