È finita la fuga del 44enne ritenuto responsabile della rapina avvenuta lo scorso 31 marzo 2026 al centro CR2 Sinapsi di Cremona. I Carabinieri della Sezione Radiomobile lo hanno rintracciato nella sua abitazione la sera del 2 aprile 2026, assicurandolo alla giustizia e recuperando quasi tutta la somma sottratta.
Filippo Ruvioli della Fondazione Occhi Azzurri ha commentato:
“Siamo sollevati che il responsabile sia stato individuato e fermato”.
I momenti concitati della rapina
La vicenda era iniziata poco dopo le 15, quando un uomo con il volto parzialmente coperto e armato di coltello e falcetto aveva fatto irruzione nella struttura, impedendo ai presenti di usare i telefoni e costringendoli a restare in una sala mentre lui si impossessava del denaro presente nella cassa e della teca delle offerte. Il bottino complessivo ammontava a meno di 200 euro, ma a destare maggiore allarme erano stati la violenza e l’aggressività del soggetto.
L’uomo era poi fuggito in sella a una bicicletta, ma alcuni testimoni lo avevano già riconosciuto come la persona che quella mattina si era presentata presso l’associazione chiedendo acqua e l’uso dei servizi.
Indagini rapide e determinanti
Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di ricostruire con precisione i movimenti del rapinatore. I militari del Nucleo Investigativo, supportati dalla Radiomobile, hanno perlustrato il quartiere di residenza dell’uomo, notandolo vicino a un’auto mentre si cambiava gli indumenti. Nonostante un tentativo di fuga e un’aggressione a un carabiniere, il 44enne è stato fermato, immobilizzato e portato in caserma.
Recupero della refurtiva e sequestri
All’interno dell’auto abbandonata i Carabinieri hanno trovato lo zaino con i vestiti utilizzati per la rapina. Nelle scarpe del 44enne sono state rinvenute banconote per 150 euro, restituite all’associazione. L’uomo ha inoltre indicato dove aveva gettato il casco e le armi, recuperati nei pressi del centro tra i rovi.
Misura cautelare e sicurezza ristabilita
Considerati i precedenti penali, la violenza della rapina e il rischio di ulteriori reati, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la misura cautelare in carcere. La comunità del centro CR2 Sinapsi può ora tirare un respiro di sollievo, mentre la Fondazione Occhi Azzurri sottolinea l’importanza di garantire sicurezza ai propri ospiti e operatori.