La provincia cremonese si è tinta di macabro con la profanazione di una tomba nel cimitero di Persico Dosimo. Restano ancora molte le domande sulla vicenda e, tra le ipotesi che stanno circolando in paese, prende piede anche quella del possibile rito satanico, alimentata dalla ricorrenza del numero 27.
Il macabro gesto
Dubbi, sconforto e ipotesi raccapriccianti si legano al caso cremonese – gesto malato compiuto da chi si è reso protagonista di un’azione tanto vile quanto incomprensibile, superando ogni limite di decenza e umanità – alimentando interrogativi e inquietudine.
La storia della vittima, del resto, non presenta alcun elemento che possa essere collegato alla vicenda. La novantaquattrenne, deceduta nel 1998, sembra essere stata scelta senza alcun criterio logico.
Tomba profanata a Persico Dosimo
L’efferato atto — presumibilmente compiuto venerdì 27 marzo 2026 — si è consumato presso il cimitero di Persichello, frazione di Persico Dosimo. Gli autori, dopo aver infranto la lapide e scoperchiato il feretro, hanno prelevato le spoglie della novantaquattrenne per poi ammassarle e appiccare il fuoco all’interno dell’area cimiteriale.
Una notizia che ha sconvolto l’intera comunità cremonese e che ha alimentato numerosi dubbi su ciò che potrebbe realmente nascondersi dietro un gesto così brutale. Secondo quanto ricostruito, potrebbe trattarsi di una scelta compiuta a caso, senza un criterio preciso: un’ipotesi rafforzata anche dall’assenza di minacce o atti vandalici rivolti alla famiglia della 94enne.
Sull’accaduto indagano i Carabinieri, che al momento mantengono il massimo riserbo senza escludere alcuna pista. Vista la gravità dei fatti, il sindaco Giuseppe Bignardi ha disposto la chiusura del cimitero per consentire ai militari di svolgere tutte le operazioni necessarie.
Cosa ha spinto i responsabili?
Comprendere le motivazioni che si celano dietro questo atto efferato pare davvero difficile. Solitamente vengono tenute aperte diverse piste, comprese quelle del ritorno economico, che in questo caso potrebbe però essere smontata dalla mancanza di “intimidazioni” rivolte alla famiglia, oltre al fatto che i resti della novantaquattrenne siano stati bruciati proprio all’interno del cimitero, rendendo quindi lontana questa ipotesi.
Ciò che invece sembra avvicinarsi maggiormente è l’ipotesi di un gesto compiuto da una persona – o più persone – in preda a una grave alterazione mentale, qualcuno capace di azioni disturbanti e prive di qualsiasi logica, riconducibili a comportamenti deviati e profondamente inquietanti.
Un profilo che potrebbe includere anche comportamenti di tipo feticistico o necrofilo, ipotesi che tuttavia non spiegherebbe la scelta di dare alle fiamme i resti. Un elemento, questo, che apre invece alla possibilità di una pista satanica o di un rituale occulto.
Le ipotesi – in qualsiasi direzione si guardi – restano comunque disturbanti e difficili da comprendere per chiunque abbia un minimo di decenza e umanità.
Il numero 27
Ciò che continua a turbare i cittadini, però, è la ricorrenza del numero 27. Un dettaglio che ritorna nella data in cui si è verificato il fatto, nel numero del loculo della 94enne e persino nel giorno di nascita dei coniugi dell’altro loculo danneggiato.
Si tratta però di supposizioni che rasentano la follia, anche perché non esiste alcun collegamento reale tra questo numero e presunti atti satanici. A circolare sono soprattutto credenze popolari legate al cosiddetto Club 27, ovvero il gruppo di artisti morti all’età di 27 anni – tra cui Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse.
Inoltre, il numero 27 – insieme al 13, al 17 e al 666 – ricorre spesso in contenuti online, ma si tratta di folklore digitale e interpretazioni senza fondamento. Il satanismo documentato non attribuisce alcun significato particolare al numero 27.
Ciò non toglie che oggi il 27 venga percepito come un numero oscuro, complice la numerologia esoterica e le numerose coincidenze che circolano sul web. Potrebbe certamente avere un significato per chi ha compiuto il folle e inquietante gesto, ma non dovrebbe essere interpretato come portatore di altri significati o simbologie particolari.