Tre sculture di Mario Coppetti, sono esposte temporaneamente al Vittoriale degli Italiani, creando un dialogo artistico tra musica, poesia e tradizione classica. L’iniziativa valorizza il patrimonio culturale italiano e arricchisce il programma culturale 2026 del complesso (foto di copertina: Il Museo D’Annunzio segreto con le opere di Mario Coppetti)
Tre sculture di Coppetti al Vittoriale
Il Vittoriale degli Italiani si arricchisce di tre opere dello scultore cremonese Mario Coppetti, esposte temporaneamente fino a metà settembre. Le sculture “Torso femminile”, “Il vento” e “Claudio Monteverdi”, provenienti dalla Fondazione Coppetti di Cremona, sono state presentate durante la conferenza stampa dedicata al palinsesto culturale 2026 del complesso monumentale voluto da Gabriele D’Annunzio. L’iniziativa nasce da un dialogo culturale tra la Fondazione Coppetti e il Vittoriale, con l’obiettivo di valorizzare una scultura che, pur radicata nella tradizione classica, si apre a una sensibilità moderna e vibrante.
Il corpo femminile come forma archetipica
Nel Museo D’Annunzio Segreto è esposto il “Torso femminile” (2004), un bronzo che rappresenta uno dei temi centrali della ricerca di Coppetti: il corpo femminile come archetipo scultoreo. Attraverso torsioni e contrasti chiaroscurali, l’artista reinterpreta la tradizione classica, evocando la lezione di Auguste Rodin. La scultura, con le sue mutilazioni, assume l’aspetto di un reperto archeologico, simbolo di una bellezza senza tempo e di un’intensa tensione emotiva.

“Il vento”: la forza della natura in forma umana
Di fronte al torso, si trova “Il vento” (1990), un bronzo che trasforma il nudo femminile in personificazione di una forza naturale. La posa dinamica e le linee oblique suggeriscono un movimento leggero e armonico, quasi una danza. Quest’opera dimostra la capacità di Coppetti di fondere realismo e simbolismo, mantenendo il corpo umano come fulcro della sua ricerca artistica.

Omaggio a Monteverdi e D’Annunzio
Il legame tra le due sculture femminili e Gabriele D’Annunzio è profondo: entrambi evocano temi cari al poeta, come l’amore per l’antico e il fascino della figura femminile. In questo contesto, assume particolare rilievo il busto in bronzo di Claudio Monteverdi (2007), esposto nell’Auditorium del Vittoriale. Il ritratto, modello della replica presente a Cremona dal 2013, testimonia la ricerca di Coppetti di un equilibrio tra verosimiglianza e introspezione psicologica. Monteverdi, pioniere del melodramma, e D’Annunzio, maestro del rapporto tra parola, musica ed emozione, si incontrano idealmente in questa mostra, sottolineando il valore della musica e della poesia come espressioni profonde dell’animo umano.

Un progetto culturale che arricchisce il Vittoriale
Questa esposizione rappresenta un importante momento di collaborazione tra istituzioni culturali italiane impegnate nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Le opere di Mario Coppetti non solo arricchiscono il programma culturale del Vittoriale per il 2026, ma creano anche un ponte ideale tra Cremona e Gardone Riviera, tra scultura, musica e letteratura, offrendo ai visitatori un’esperienza artistica completa e suggestiva.