Il Teatro Ponchielli di Cremona si prepara a ospitare, dal 3 all’8 marzo 2026, la rassegna “Destini di donne”, un percorso artistico che si snoda tra spettacoli di prosa e danza.
Un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Soroptimist Club Cremona, intende celebrare la Giornata Internazionale della Donna attraverso una riflessione sulle lotte per l’uguaglianza e la dignità nella società contemporanea.
Il dramma del femminicidio secondo Emma Dante
Sono quattro gli appuntamenti organizzati per la settimana dedicata alla Giornata della donna, pensati per raccontare figure femminili consapevoli, segnate da abusi o impegnate in un percorso di riscatto personale. L’apertura della rassegna è affidata a L’angelo del Focolare, in programma martedì 3 marzo alle 20:30. Lo spettacolo, con testo e regia di Emma Dante — Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2026 — mette in scena la ritualità e la ripetizione tragica di un femminicidio, trasformandola in un atto teatrale di denuncia e memoria.
La narrazione affronta la brutalità della violenza domestica e il silenzio che circonda le vittime. La protagonista, uccisa dal marito, torna ogni mattina in forma di “angelo” per rivivere le azioni quotidiane, consapevole che la sera stessa sarà nuovamente vittima delle violenze del coniuge. Un loop continuo che costringe la donna a ripetere la vita domestica nonostante l’aggressione letale subita, in un ciclo di violenza che non trova fine.
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Ritratti storici e archivi giudiziari nel Ridotto
Il secondo appuntamento è previsto per sabato 7 marzo, alle ore 17:45, presso il Ridotto del Teatro, che ospiterà l’incontro a ingresso libero “Ritratti di donne cremonesi dell’800”. L’appuntamento, curato da Fabrizio Superti, nasce dalla sinergia con l’Archivio di Stato di Cremona e la compagnia teatrale “La Casta D”.
Attraverso una ricerca condotta negli archivi del Tribunale, verranno ricostruite le esistenze di una nobile, una prostituta, una maestra d’asilo e una giovane contadina. Le attrici del gruppo amatoriale interpreteranno monologhi scritti da Denise Valentino per ridare voce a queste figure storiche e al contesto sociale dell’epoca.
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Omaggio alla danza e alla genialità di Eleonora Duse
Nella serata di sabato 7 marzo, alle ore 20:30, la Compagnia Opus Ballet porta sul palco “La Duse. Nessuna opera”. La coreografia, firmata da Adriano Bolognino e Rosaria Di Mauro, ha vinto il Premio Danza&Danza 2024 come miglior produzione italiana di media scala.
Il lavoro è un tributo alla creatività di Eleonora Duse e alla sua capacità di sfidare le convenzioni recitative per esplorare un’emotività più profonda. L’opera coreografica analizza la visione del teatro e della figura femminile dell’artista, celebrandone la forza innovatrice.
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Il sogno come riscatto nelle canzoni di Mina
La rassegna si conclude domenica 8 marzo alle 20:30 con “Vorrei una voce”, scritto e interpretato dall’attore siciliano Tindaro Granata. Il monologo utilizza i brani di Mina cantati in playback ed è ispirato all’esperienza teatrale vissuta dall’autore con le detenute di alta sicurezza della Casa Circondariale di Messina.
La drammaturgia pone al centro il tema del sogno come elemento vitale per l’individuo. La rappresentazione è dedicata a chi ha smarrito la capacità di sognare, chiudendo il cammino di sensibilizzazione contro le discriminazioni e le violenze di genere.