CRONACA

Arrestato il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo contro il portiere della Cremonese: è un 19enne dei Viking

Individuato attraverso l’analisi delle immagini e fermato entro 48 ore: non è il tifoso rimasto ferito da un secondo ordigno

Arrestato il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo contro il portiere della Cremonese: è un 19enne dei Viking

È scattato l’arresto, come previsto, per il responsabile del folle gesto compiuto durante la partita tra Inter e Cremonese, che si è tenuta nella serata di domenica 1 febbraio 2026 all’interno dello stadio Giovanni Zini di Cremona.

Rintracciato il responsabile

Dopo le accurate indagini svolte dal personale della Digos della Questura di Cremona, grazie anche al confronto incrociato tra le analisi delle immagini della videosorveglianza dello stadio e quelle effettuate dalla Polizia Scientifica, è stato rintracciato e arrestato il responsabile del gesto inaccettabile compiuto allo stadio.

Secondo quanto riportato, si tratta di un 19enne inserito nel contesto ultras interista. È lui ad aver lanciato il petardo che, all’inizio del secondo tempo, è esploso a poca distanza dal portiere della Cremonese. Non è invece il tifoso rimasto ferito dallo scoppio di un secondo ordigno.

Audero a terra

Dopo l’esplosione, Emil Audero è caduto a terra ed è rimasto stordito per qualche minuto, circostanza che ha portato l’arbitro a sospendere la gara, permettendo al personale medico di prestare i soccorsi necessari. Fortunatamente, il portiere della Cremonese ha dichiarato di stare meglio, rassicurando tutti sulle proprie condizioni di salute.

Arresto differito

L’autore del lancio della bomba carta è stato quindi rintracciato ed è stato sottoposto ad arresto differito entro le 48 ore, in applicazione della normativa di contrasto alla violenza sportiva. Continuano le indagini della Digos di Cremona per risalire all’identità dei responsabili che, poco prima dell’inizio del match, hanno lanciato altri petardi.

 

Membro di un Inter Club

Le ricostruzioni proseguono anche su quanto accaduto sugli spalti. Il 19enne arrestato martedì 3 febbraio 2026 non è l’unico ad aver creato disordini: a farlo anche un 40enne, inizialmente associato a entrambi gli episodi, rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un altro petardo.

Le condizioni del 40enne – apparentemente tesserato dell’Inter Club San Marino, che ha subito preso le distanze e richiesto la sua espulsione, collaborando con la Digos – sono migliorate dopo il trasferimento al Policlinico di Modena. Qui è stato sottoposto a un intervento per ricostruire la mano: sono state salvate le dita, ma ha perso la falange dell’indice e del medio.

Il 19enne risulterebbe inoltre legato a un gruppo di una ventina di ultras, oggi riuniti sotto il nome No Name, conosciuti fino alla scorsa stagione come Gioventù Vikinga: una frangia giovane e radicale del tifo organizzato nerazzurro, storicamente collegata all’area dei Viking.