ATTUALITà

A Cremona la salute mentale si spiega con l’arte nelle scuole superiori

Dialogo tra specialisti e studenti per superare lo stigma attraverso le emozioni e la creatività

A Cremona la salute mentale si spiega con l’arte nelle scuole superiori

Il 29 gennaio 2026, presso l’Istituto tecnico Janello Torriani, lo IAL e il Liceo Artistico Antonio Stradivari di Cremona, si è tenuto un ciclo di incontri dedicato al benessere psichico.

Arianna Bellandi e Luciano Adamo, educatori professionali, insieme ai tecnici della riabilitazione psichiatrica Federica Bellantuono e Alessandro Filippini e alla coordinatrice Gloria Bonaldi, hanno dialogato con circa sessanta rappresentanti d’istituto.

L’arte come linguaggio per narrare fragilità e pettegolezzi

L’iniziativa, promossa dalla struttura di Neuropsichiatria Infantile dell’ASST di Cremona diretta da Cristina Resi, mira a trasformare temi complessi in concetti vicini alla quotidianità scolastica e familiare dei giovani.

Durante le sessioni sono stati consegnati pannelli artistici realizzati da coetanei seguiti dai servizi specialistici. Le opere, che resteranno esposte permanentemente negli istituti, utilizzano metafore visive: “Un ragazzo che abbraccia i propri difetti”, “i pettegolezzi dipinti come un fumo che contamina” e “il giudizio degli altri disegnato come tanti occhi che osservano”.

Un filo rosso collega i dipinti, simboleggiando il legame tra paure e domande comuni. Secondo Bellandi, “Le opere sono state realizzate da ragazzi della loro età. L’arte comunica, arriva non solo alla testa, ma soprattutto al cuore”.

Dalla gestione dell’ansia alla richiesta di supporto in famiglia

Il confronto ha permesso di superare l’iniziale diffidenza dei presenti, spostando l’attenzione da definizioni cliniche a vissuti concreti come sport, verifiche e relazioni.

“Se parli di neuropsichiatria infantile o di salute mentale, i ragazzi restano in silenzio, come se fosse qualcosa che non li riguardasse. Quando invece si parla di futuro, ansia, verifiche, giornate no, allora l’attenzione si accende. Sono esperienze che vivono tutti i giorni”, rivela Bonaldi.

Tra i quesiti posti dai discenti è emerso il timore di non essere compresi dai genitori dinanzi a una richiesta di aiuto.

Alfabetizzazione emotiva per riconoscere i segnali di disagio

L’obiettivo degli esperti è fornire strumenti per identificare correttamente i propri stati d’animo.

“Con gli adolescenti dobbiamo partire dall’alfabetizzazione delle emozioni. In questa fase della vita le emozioni sono tante e spesso confuse. Aiutare a dare un nome a quello che si prova è fondamentale: dare un nome rassicura. Sapere che quella sensazione si chiama ansia, ad esempio, permette di capire come affrontarla”, sostiene Bellandi.

Questa pratica di consapevolezza è ritenuta essenziale per prevenire l’aggravarsi di malesseri latenti.

Incremento dei casi e servizi di assistenza sul territorio

La Neuropsichiatria Infantile di Cremona assiste attualmente circa 4.500 utenti, un volume raddoppiato dopo l’emergenza pandemica. La tendenza rispecchia i dati regionali forniti dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, che ha conteggiato oltre 140 mila visite in Lombardia, segnando il picco storico.

Per rispondere a questa necessità, Bonaldi precisa:

“Chiedere aiuto è possibile, e farlo presto è importante. Così come per un dolore fisico ci si rivolge a un medico, anche il disagio emotivo merita attenzione e cura”.

Oltre ai canali scolastici e medici, a Cremona è operativo Spazio Agio in Piazza Giovanni XXIII, aperto ogni martedì dalle 14:30 alle 17:30 per l’ascolto gratuito.