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La richiesta

Lombardia zona rossa? "Alla luce dei numeri chiediamo deroga per Cremona e provincia"

I primi cittadini di Cremona, Cremona e Casalmaggiore e il Presidente della Provincia scrivono al ministro Speranza e al Governatore Fontana.

Lombardia zona rossa? "Alla luce dei numeri chiediamo deroga per Cremona e provincia"
Politica Cremona, 15 Gennaio 2021 ore 17:45

Covid: "Lombardia zona Rossa? Anche noi (alla luce dei numeri) chiediamo la deroga territoriale prevista dal decreto". E' con queste parole che il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, annuncia su Facebook di aver inviato una lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente della Regione Attilio Fontana per chiedere che la provincia di Cremona venga esclusa dalla zona rossa. Una lettera firmata anche dai sindaci di Crema, Casalmaggiore e dal Presidente della Provincia di Cremona, Paolo Mirko Signoroni.

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Lombardia zona rossa? Chiediamo una deroga per Cremona

Come territorio cremonese chiediamo a Regione e Governo una deroga alle limitazioni, come previsto dal Dpcm. Lo ha già fatto Bergamo e lo fa anche #Cremona, in base ai numeri. Con il sindaco di Crema Stefania Bonaldi, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e il Presidente della Provincia Mirko Signoroni stiamo per inviare la lettera.

Scuola

In particolare chiediamo un allentamento sulla scuola: eravamo pronti a far rientrare in classe anche gli studenti delle superiori, in presenza al 50% e con un unico turno dei trasporti, ma con l’obiettivo di passare a breve al 75% con un doppio turno di trasporti e un potenziamento del trasporto pubblico. Ora, se dovessimo entrare in zona rossa ci sarebbe un nuovo stop.

Commercio e ristorazione

Altra situazione su cui chiediamo una seria valutazione è quella relativa a commercio e ristorazione. Occorre rispettare le regole e noi siamo i primi a sostenerlo e a lavorare per questo, ma - laddove situazione e numeri lo consentono - occorre anche favorire un progressivo ritorno alla normalità in sicurezza. Rispetto al settore ristorazione, proprio oggi, ho incontrato alcuni esercenti (che ringrazio) e con loro, scriveremo al Governo e alla Regione una serie di richieste condivise per sostenere e far ripartire il settore.

Quadro epidemiologico molto diversificato

Sappiamo che i dati epidemiologici lombardi nel loro insieme non sono incoraggianti, ma la Lombardia, regione di oltre 10 milioni di abitanti, un sesto del Paese, presenta anche un quadro epidemiologico al momento molto diversificato, con situazioni provinciali di grande sofferenza ed altre, come la provincia di Cremona, con indici di contagiosità al di sotto della media lombarda e ancor più di quei territori che presentano valori superiori a 200 casi ogni 100.000 abitanti.

Regole aderenti alla realtà

Dopo undici mesi di regime emergenziale e di provvedimenti restrittivi, immaginare una applicazione delle regole più aderente alle realtà territoriali ci pare doverosa. Per i nostri giovani e per tutte quelle attività economiche che stanno realmente toccando il fondo e che non chiedono aiuti e sussidi, chiedono solo di lavorare nel rispetto dei protocolli!

Il testo integrale della lettera

Egregio Ministro, Egregio Presidente,

sappiamo che i dati epidemiologici lombardi nel loro insieme non sono incoraggianti e per le prossime ore si prospettano scenari ancora una volta cupi per i nostri cittadini, stretti nella morsa di una emergenza, che come voi sapete bene, non è più solo sanitaria ma tocca anche le dimensioni economiche e sociali delle famiglie e delle comunità.

La Lombardia, Regione di oltre 10 milioni di abitanti, un sesto del Paese, presenta pero' anche un quadro epidemiologico al momento molto diversificato, con situazioni provinciali di grande sofferenza ed altre, come la provincia di Cremona, con indici di contagiosità al di sotto della media lombarda.

Forse proprio perché eravamo stati fra i primi ed i più colpiti dell'ondata primaverile, ora il virus da noi colpisce meno e la situazione appare più sotto controllo.

L’incidenza dei nuovi contagi colloca la provincia di Cremona al di sotto della media regionale e ancor più di quei dei territori che presentano valori superiori a 200 casi ogni 100.000 abitanti.

Questo ci conforta nel chiedere che si possa ipotizzare, per la Lombardia, un trattamento differenziato per province, sulla scorta appunto dei dati epidemiologici raccolti.

Vero che nel primo lockdown si erano fermati anche i territori lombardi meno coinvolti, rispetto a Cremona, Lodi e Bergamo, ma è vero anche che dopo undici mesi di regime emergenziale e di provvedimenti restrittivi, immaginare una applicazione delle regole più aderente alle realtà territoriali ci pare doverosa.

Anche per andare incontro a tutte quelle attività economiche che stanno realmente toccando il fondo e che non chiedono aiuti e sussidi, conosciamo bene l'orgoglio e l'operosità dei lombardi, chiedono solo di lavorare.

Anche per la scuola, caro Ministro e caro Presidente, la nostra Provincia, sotto il coordinamento del tavolo prefettizio, era pronta a riprendere la didattica in presenza al 50% dallo scorso 11 gennaio.

Ciò premesso, Gentili Sig. Ministro e Sig. Presidente, siamo a chiederVi di valutare, per la provincia di Cremona, l’applicazione di quanto previsto dall’art. 2 comma 2 nonché dall’art. 3 comma 2 del DPCM del 14 gennaio 2021, che prevede testualmente:

“Con ordinanza del Ministro della salute adottata ai sensi del comma 1, d’intesa con il Presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione delle misure di cui al comma 4”.

Anche nel testo del nuovo DPCM è chiaramente ribadito che la decisione spetta al Ministro della Salute d'intesa con il Presidente della Regione, cui chiediamo un dirimente, prioritario consenso, in ragione anche del parere che potrà ricevere dal CTS regionale.

Facciamo nostre, signor Ministro e Signor Presidente, le istanze dei nostri concittadini e concittadini e delle categorie più vessate, siamo reduci in queste ore da incontri in cui abbiamo ad esempio ascoltato le ragioni di baristi e ristoranti, ma poi ci sono il mondo dello sport, le palestre, una infinità di attività commerciali e artigianali delle nostre città in ginocchio. E, ancora una volta, i giovani e la scuola, che hanno già pagato prezzi altissimi.

Attendiamo un vostro riscontro, riponendo fiducia nella vostra attenzione e nella sensibilità con cui vorrete considerare i nostri argomenti e le nostre istanze e vi salutiamo cordialmente.

Il Presidente della Provincia Mirko Paolo Signoroni

Il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti

Il Sindaco di Crema Stefania Bonaldi

Il Sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni