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“L’autunno è arrivato, come la seconda ondata. Ma i posti in terapia intensiva non sono aumentati”

E' un panorama desolante quello che dipinge Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd, a pochi giorni dalla ripresa incalzante dei contagi e dei ricoveri da Covid.

“L’autunno è arrivato, come la seconda ondata. Ma i posti in terapia intensiva non sono aumentati”
Cremona, 26 Ottobre 2020 ore 18:05

“L’autunno è arrivato, come la seconda ondata. Ma i posti in terapia intensiva non sono aumentati”. Secondo Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd, ci sono precisi passi da fare e prova a riassumerli.

“L’autunno è arrivato, come la seconda ondata”

“Abbiamo trascorso l’estate a dire cosa si sarebbe dovuto fare nel caso di una seconda ondata in autunno. L’autunno è arrivato e anche la seconda ondata. Eppure in Lombardia i posti di terapia intensiva e semintensiva non sono stati aumentati, i percorsi separati per i Covid in molti pronto soccorso non ci sono, le Unità di assistenza domiciliare non sono state né aumentate, le unità di tracciamento non sono state potenziate, i medici di base andati in pensione non sono stati sostituiti, le assunzioni di infermieri e assistenti sanitari sono state poche”, è un panorama desolante quello che dipinge Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd, a pochi giorni dalla ripresa incalzante dei contagi e dei ricoveri da Covid.

“Precisi passi da fare”

Secondo l’esponente dem ci sono precisi passi da fare e prova a riassumerli: “Aumentare il personale sanitario per le attività di tracciamento, raddoppiando i numeri attuali; potenziare le Usca, perché oggi in provincia di Cremona ci sono 4 unità e 9 medici, ma ne servono almeno 7 e 15 medici; potenziare e dare una struttura all’assistenza domiciliare, coinvolgendo medici di base, psicologi, infermieri di comunità/famigliari e assistenti sociali; organizzare i tamponi direttamente a scuola, anche attraverso i test rapidi; utilizzare strutture private accreditate per potenziare il processo dei tamponi e le visite, interventi ed esami per l’attività sanitaria ordinaria; garantire il caricamento dell’esito del tampone sul Fascicolo sanitario elettronico; procedere alle assunzioni di medici e infermieri per le strutture ospedaliere e le Rsa”.

Azioni che dovevano essere già in essere, secondo Piloni, e se non lo sono dipende da “responsabilità precise che non possono essere attribuite al fato o al destino cinico e baro”. 

Solo 100 vaccini a medico

“Entro novembre saranno disponibili solo 100 vaccini antinfluenzali per medico di famiglia”, lo dice Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd. “In una circolare inviata ai medici di base di tutta la regione, c’è scritto che le prime dosi del vaccino si troveranno in questi giorni e saranno solo 30. Altre 20 arriveranno tra il 26 e il 31 ottobre e altre 50 dal 2 novembre in poi. Solo da metà novembre si potranno prenotare ulteriori dosi. Cifre irrisorie che non basteranno a coprire nemmeno le categorie dei pazienti fragili e degli over 65”, spiega ancora Piloni. Insomma, in Lombardia la campagna vaccinale ha gravi problemi e non basterà per tutti.

Non solo: un servizio giornalistico ha svelato che 100mila dei 500mila vaccini dell’ultima gara effettuata in Lombardia, quelli della società cinese Life On, non sono riconosciuti dall’agenzia italiana del farmaco. Infine, “manca il vaccino pneumococcico: la gara è andata deserta. Serviva ai soggetti fragili e a chi ha avuto il Covid con complicanze respiratorie”, conclude sconsolato Piloni.

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