Castel Gabbiano pozzi avvelenati la parola alla Provincia di Cremona

Mentre inizia a serpeggiare il panico per i dati emersi dalle analisi sui pozzi di Castel Gabbiano interviene la Provincia di Cremona.

Castel Gabbiano pozzi avvelenati la parola alla Provincia di Cremona
Crema, 22 Febbraio 2018 ore 14:43

Castel Gabbiano pozzi avvelenati, la Provincia di Cremona diffonde un comunicato stampa per chiarire la situazione ed evitare allarmismi.

Castel Gabbiano pozzi avvelenati affaire: interviene la Provincia

La relazione resa nota il 9 febbraio 2018 dalla Water & life lab, su mandato della Flamma di Isso, industria che produce principi attivi o intermedi per l’industria farmaceutica ha scatenato il panico nel Cremasco. Le analisi attestano la presenza nei pozzi di Castel Gabbiano di trielina e cloroformio in percentuale maggiore al consentito. Nella giornata di ieri i sindaci della zona si sono riuniti emettendo un documento, proposto dal presidente Aldo Casorati, nel quale si chiedono rassicurazioni agli organi competenti. Lo scenario è spinoso in quanto la questione è estremamente delicata e va trattata con la necessaria tempestività, cercando di evitare al contempo allarmismi laddove non fossero giustificati e comprovati.

La Provincia di Cremona ribatte

In questa cornice arriva il comunicato stampa da parte della Provincia di Cremona, che prova a fare chiarezza. “In risposta alle notizie diffuse a mezzo stampa, appare doveroso fornire gli opportuni chiarimenti. Il D.Lgs. 152/06 (il c.d. “Codice Ambiente”) prevede che la Provincia si attivi una volta ricevuta la comunicazione di superamento dei limiti di legge nelle matrici ambientali suolo e falda.
Nel Comune di Isso (BG) è attivo un procedimento di bonifica relativo all’insediamento industriale Flamma SpA. In tale procedimento ambientale sono coinvolti il Comune di Isso (BG), in qualità di ente titolare, la Provincia di Bergamo, ARPA e ATS Bergamo, per le relative competenze.
La Provincia di Cremona, invece, non partecipa a tale procedimento ambientale, per incompetenza territoriale. Ciò nonostante e pur non essendo note nel territorio a valle della Ditta Flamma evidenze analitiche di superamento della concentrazione d’inquinanti previste dal Codice Ambiente, una volta ricevuta la relazione di Arpa del 04/09/2017, che evidenziava un’elevata criticità ambientale nella falda sottesa all’insediamento industriale bergamasco e dopo aver svolto gli opportuni approfondimenti, la Provincia di Cremona, con nota del 20/09/2017, ha ritenuto di chiedere agli Enti bergamaschi competenti di voler considerare l’opportunità di estendere le indagini ambientali alla falda nei comuni limitrofi al sito stesso.”

Le indagini sulla falda cremonese

“La Provincia di Cremona ha inviato la richiesta d’indagini sulla falda, formulata agli Enti bergamaschi, anche, per opportuna conoscenza, agli enti territoriali competenti in materia di tutela della salute, ossia ai limitrofi Comuni cremaschi e ad ATS Valpadana. La Provincia di Cremona si è quindi costantemente attivata nei tempi tecnici, affinché venisse fatta chiarezza in merito alla qualità della falda nei comuni del territorio cremasco. A maggior tutela del proprio territorio, la Provincia di Cremona ha richiesto, inoltre, che i campionamenti sulla falda venissero svolti, non solo dai tecnici incaricati dalla soc. Flamma, ma anche, in contraddittorio, dai tecnici di Arpa, al fine di validare i risultati analitici. Ad oggi, essendo pervenuti sia gli esiti delle analisi effettuate dal laboratorio incaricato dalla soc. Flamma, sia quelli svolti da Arpa sui pozzi cremaschi, per quanto riguarda gli aspetti ambientali (individuazione del soggetto responsabile dell’inquinamento), questa Provincia sta attivando le indagini previste dal Codice Ambiente, richiedendo la collaborazione dei competenti Enti bergamaschi. In tale ambito, occorrerà valutare i superamenti dei limiti di legge emersi nei pozzi situati in Comune di Castel Gabbiano, rispetto alle concentrazioni rilevate in Provincia di Bergamo, in relazione agli aspetti idrogeologici.
Per quanto riguarda gli aspetti sanitari (uso delle acque) i Comuni coinvolti si potranno coordinare con ATS Valpadana nell’ambito delle varie normative di settore (potabilità, usi zootecnici, usi agricoli).”

“Commenti impropri della stampa” secondo la Provincia

“Dalla stampa sono emersi, inoltre, commenti impropri in merito alle affermazioni della soc. Flamma, che riferisce di aver notificato agli enti l’inquinamento della falda relativamente al parametro triclorometano, già a partire dall’anno 2014. A tal proposito, appare superfluo (ma, probabilmente, opportuno) precisare che, essendo l’insediamento industriale ubicato in Provincia di Bergamo, si suppone che tale notifica sia stata inviata ai competenti enti bergamaschi, con i quali la Provincia di Cremona intende attivare gli opportuni confronti, nell’ambito delle indagini per l’individuazione del soggetto responsabile dell’inquinamento.
In conclusione, si sottolinea che tutte le indagini ambientali finora svolte a tutela del proprio territorio, sono state condotte in via precauzionale su iniziativa della Provincia di Cremona, che garantisce di continuare ad operarsi in tal senso, nella massima trasparenza, senza clamore e senza inutili allarmismi, in collaborazione con i comuni, nell’ambito delle attività di competenza, finalizzate alla tutela dell’Ambiente.”

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