Immagini e testimonianze

Covid, presentato il docufilm “A viso aperto”: sul grande schermo la pandemia nei territori più colpiti

Un viaggio dentro un territorio devastato dal virus tra Crema, Bergamo, Cremona e Brescia.

Covid, presentato il docufilm “A viso aperto”: sul grande schermo la pandemia nei territori più colpiti
Cremona, 03 Settembre 2020 ore 16:24

Coronavirus, presentato il docufilm “A viso aperto”. Assessore cultura: inquadra l’immagine della reazione lombarda. Stupisce che sia stato “rifiutato” dalla mostra del Cinema di Venezia. E’ arrivato il momento che la Lombardia si doti di un suo festival”.
Il docufilm ‘A viso aperto’, che abbiamo visto stamattina in anteprima nazionale alla ex ‘Manifattura Tabacchi’ di Milano, è davvero un bel film. Mi compiaccio personalmente e faccio i miei complimenti ai produttori, Indexproduction e Cineteca italiana, e anche all’autore, Ambrogio Crespi. Lo ha detto l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura al termine della presentazione del docufilm ‘A viso aperto‘, che ripercorre, tra Crema e Bergamo, Cremona e Brescia, momenti significativi della pandemia che si è abbattuta con particolare aggressività sul territorio lombardo.

“È un film – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura – girato nelle zone più colpite durante l’emergenza sanitaria del Covid, un viaggio dentro un territorio devastato dalla pandemia, che ci racconta, attraverso le immagini e le testimonianze, la reazione per combattere e arginare l’espansione del virus da parte del grande popolo lombardo, a cominciare dalle persone coinvolte in prima linea, dai dirigenti sanitari, dai medici e dagli infermieri, dalle forze dell’ordine e dagli imprenditori, più in generale da parte dei cittadini. In questo senso è un inno al lombardismo. Evidenzia infatti le virtù lombarde come lo spirito di sacrificio, la dedizione al lavoro, l’abnegazione della nostra gente. Storicizzare il presente è sempre molto difficile. Eppure questo documentario ci riesce molto bene. Per tale ragione verrà proiettato nei prossimi giorni a Cremona, Bergamo, al ‘Vittoriale’ di Gardone Riviera e poi di nuovo a Milano, al Teatro Dal Verme. È inoltre previsto anche un appuntamento a margine della Mostra del Cinema di Venezia”.

Lombardia pensa a un suo Festival del Cinema

Proprio pensando alla Mostra di Venezia l’assessore regionale alla Cultura e Autonomia ha sottolineato: “Il fatto che la Biennale abbia sostanzialmente ‘rifiutato’ questo documentario ci dice che è giunta l’ora che la grande Lombardia si doti di un suo Festival del Cinema, anche per valorizzare un settore, quello dell’audiovisivo, che sul nostro territorio regionale vede impegnate e coinvolte importanti risorse umane e materiali. Da almeno un paio d’anni stiamo lavorando in questa direzione e abbiamo raccolto la disponibilità di alcuni imprenditori privati. Siamo ancora alla fase progettuale, ma siamo molto ottimisti in ordine alla sua concreta realizzazione nel 2021″.

Anche gli assessori regionali all’Ambiente e Clima e al Welfare hanno partecipato alla presentazione del docufilm ‘A viso aperto’.

“È una bellissima testimonianza – ha affermato l’assessore regionale al Welfare – che rimarrà imperitura e racconta non solo cosa è successo, ma anche le emozioni vissute dai lombardi in quei momenti. Quando Luigi Ambrogio Crespi, a metà marzo, mi ha detto che avrebbe voluto raccontare la drammatica unicità che stava travolgendo la regione Lombardia, l’ho subito messo in contatto con i direttori dei nostri ospedali di frontiera. La sua creatività ha permesso il racconto della drammaticità di un momento in cui sono emerse le migliori qualità dei lombardi: capacità di resistere, fare squadra, non arrendersi e non darla vinta al virus. È un messaggio molto positivo perché la regione Lombardia è stata travolta, ma non si è piegata ed è ripartita con slancio. In questo docufilm ognuno di noi ha riconosciuto una parte della propria vita in quei giorni”.

“È un docufilm – ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima – che non cede alla retorica di una rappresentazione alla ricerca di un impatto sensazionalistico e non fornisce una lettura di parte. Questo documentario mostra la straordinaria umanità della risposta di tutta l’Italia e, soprattutto, della Lombardia. A volte la solidarietà è stata ‘invisibile’, manifestata non per convenienza personale ma semplicemente come gesto di umanità e di vita, in una devastante situazione di dolore”.

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