Edizione dedicata a Giulia Maria Crespi

Giornate Fai d’Autunno 2020: quello che si potrà visitare a Cremona e provincia

Per la prima volta due fine settimana con aperture a contributo libero.

Giornate Fai d’Autunno 2020: quello che si potrà visitare a Cremona e provincia
Cremona, 12 Ottobre 2020 ore 11:19

Eccezionale doppio appuntamento con le Giornate Fai d’Autunno: per la prima volta due fine settimana (sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020) con mille aperture a contributo libero in 400 città di tutta Italia.  L’edizione 2020 è dedicata a Giulia Maria Crespi. Qui i “tesori” che si potranno visitare a Cremona e provincia.

Giornate Fai d’Autunno 2020

Sogni? Sì sogni!
A furia di sognare,
si riesce a portare nel concreto
ciò che si sogna.
Giulia Maria Crespi
6 giugno 1923 – 19 luglio 2020)

A Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio, è dedicata l’edizione 2020 delle Giornate FAI d’Autunno: mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, organizzate per la prima volta in due fine settimana, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020. Anche quest’anno promotori e protagonisti sono i Gruppi FAI Giovani, ideali eredi e testimoni dei valori che per tutta la vita hanno guidato la Fondatrice e Presidente Onoraria del FAI – Fondo Ambiente Italiano: l’inesauribile curiosità, la voglia di cambiare il mondo e l’instancabile operosità per un futuro migliore per tutti. Ispirandosi a lei, i giovani del FAI – con la collaborazione delle Delegazioni e degli altri Gruppi di volontari della Fondazione – scenderanno in piazza per “seminare” conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e natura italiano e accompagneranno il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni: un caleidoscopio di meraviglie nella proposta effervescente del FAI e dei suoi delegati che reagiscono con ancor più energia e impegno, positività ed entusiasmo al periodo difficile che l’Italia sta attraversando.

Dimore storiche, castelli, giardini e tanto altro ancora

Storiche dimore signorili, castelli, giardini, sedi istituzionali, chiese, complessi conventuali e tante altre “chicche” come borghi, collezioni private, parchi, luoghi della produzione e del commercio solitamente riservati agli addetti ai lavori si sveleranno attraverso punti di vista insoliti e racconti che meraviglieranno i visitatori, soddisfacendo e, insieme, accrescendo il loro desiderio di sapere, la loro curiosità. Prendere parte alle Giornate FAI d’Autunno 2020 vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e “toccare con mano” ciò che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; vuol dire soprattutto sostenere la missione del FAI in un momento particolarmente delicato. Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI con una donazione libera – del valore minimo di 3 € – e potranno anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati.

In occasione delle Giornate d’Autunno anche i Beni del FAI si mostreranno da prospettive inconsuete. Saranno proposte al pubblico visite speciali dedicate in particolare agli interventi per la sostenibilità ambientale dei Beni e, più in generale, al patrimonio di natura, ambiente e paesaggio curato e valorizzato dalla Fondazione.

I gioielli da ammirare a Cremona e provincia

CHIESA DI SANTA LUCIA, Cremona

Domenica: 10:00 – 17:00

La chiesa dedicata a Santa Lucia, che sorge nell’omonima piazza, risulta essere una delle più antiche di Cremona ed è databile tra XII e XIII secolo. L’edificio presenta una sobria facciata in cotto, ricostruita da Francesco e Giovanni Dattaro nel tardo ‘500, è scandita da lesene binate poggianti su alto zoccolo e con cornicione aggettante su piccole mensole. Ai lati del timpano si trovano due volute che la raccordano con l’ordine inferiore. La sommità è alleggerita da pinnacoli piramidali. Al centro della facciata si apre un finestrone settecentesco, in sostituzione del rosone originario. L’interno è impreziosito dalle statue lignee di Giacomo Bertesi, dalla decorazione pittorica ottocentesca della navata centrale e dai delicati affreschi quattrocenteschi assegnati a Giovanni Bembo.

Visite a cura di volontari FAI

PALAZZO ZURLA DE POLI, Crema

Domenica: 11:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00

NOTE PER LA VISITA
Turni di visita ogni 30 minuti, gruppi di 10 visitatori, durata della visita 45 minuti.

Edificato nel 1520 da Leonardo Zurla, per la nobile famiglia di Crema, il palazzo si estende tra le attuali vie Tadini e Bottesini con due sobrie facciate esterne che ricalcano i canoni cinquecenteschi lombardi e che, come usualmente accadeva, riservano lo sfarzo agli ambienti interni. Dal cortile un breve scalone conduce al salone d’onore, ricco di affreschi raffiguranti i momenti salienti della favola di Amore e Psiche, attribuiti a Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco, e, recentemente, ad Aurelio Buso. Adiacenti al salone, tre sale minori sono decorate con cicli pittorici dei maggiori artisti lombardi del tempo, nei quali ricorre il tema del peccato umano e del perdono di Dio. I tre cicli pittorici, tra i quali la parabola del Figliol prodigo di Aurelio Buso, esprimono un unico progetto teologico, affidato dai committenti, in anni diversi, ai singoli autori perché lo sviluppassero secondo i canoni del proprio tempo e del loro personale stile espressivo.

Visite a cura di volontari FAI

PALAZZO MARAZZI, Crema

Ingresso dedicato agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco.

ORARIO

  • Sabato: 11:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00
  • Domenica: 11:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00

NOTE PER LA VISITA
Turni di visita ogni 20 minuti, 10 visitatori per gruppo, durata indicativa della visita 40 minuti. Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Documentato come proprietà di Giovan Tommaso Vimercati, che nel 1422 lo lasciò in eredità ai frati di Sant’Agostino, all’inizio del XVI secolo fu dimora della nobile famiglia dei Griffoni Sant’Angelo. Passò ai conti Scotti sino alla seconda metà del XVIII secolo ed ebbe poi diverse destinazioni d’uso (osteria e albergo del Pozzo nuovo). Dal 1843, sino all’inaugurazione della linea ferroviaria, fu punto di partenza delle diligenze per Lodi e Milano. Palazzo Marazzi tornò alle originarie funzioni abitative nel 1917, quando fu acquistato dal conte Fortunato Marazzi (1851-1921), generale e uomo politico che combatté negli anni 1915-16 sul Carso e diresse le operazioni per la conquista di Gorizia. L’edificio attuale, esito di rimaneggiamenti ottocenteschi e novecenteschi, è incentrato su un grande cortile rettangolare con due lati porticati. Un imponente scalone d’onore, con balaustra in pietra, conduce al piano nobile. Vi sono esposte quattro pregevoli opere di Iacopo e Leandro Bassano.

Visite a cura dei volontari FAI

VILLA MARAZZI, Palazzo Pignano

APERTURA A CURA DI Delegazione FAI di Crema

NOTE PER LA VISITA
Frequenza delle visite ogni 20 minuti, gruppi di 15 persone, durata della visita 40 minuti. Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Una torre, due grandi corti, agricola la prima, d’onore la seconda con la villa vera e propria, e un vasto parco costituiscono il complesso di villa Marazzi. La torre è l’edificio più antico, databile gli inizi del 1400, anche se rimaneggiato più volte: probabilmente una delle strutture difensive volute a guardia del territorio da Giorgio Benzoni, mentre era signore di Crema. La villa risale al XVI secolo, edificata come dimora di villeggiatura da Sermone Vimercati, che, con la sua sposa Ippolita Sanseverino, diede origine alla nobile famiglia dei Vimercati Sanseverino (1520 ca.). Nei secoli l’edificio ha subito modifiche, ma ha conservato l’impianto originario. Le decorazioni pittoriche della loggia e delle sale presentano rispettivamente caratteri stilistici dei secoli XVII, XVIII e XIX; di Pietro Ferrabini i paesaggi che ornano la sala del biliardo. Dall’inizio del XX secolo, per vie ereditarie, a partire dal conte Fortunato Marazzi, il complesso è proprietà della famiglia Marazzi.

Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni Liceo linguistico “W. Shakespeare” di Crema e volontari FAI.

ARCHIVIO STORICO DIOCESANO E PALAZZO VESCOVILE, Cremona

ORARIO

  • Sabato: 10:00 – 18:00
  • Domenica: 10:00 – 18:00

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

L’Archivio Storico Diocesano custodisce gli archivi della Curia e della Mensa Vescovile di Cremona, della Fabbriceria e del Capitolo della Cattedrale e numerosi archivi parrocchiali. Tra i pezzi più significativi si ricordano i corali quattrocenteschi del Capitolo della Cattedrale, come il Codex III, notato dal cremonese G.F. Montani, e il Codex V, miniato da A. Cicognara. L’Archivio è parte integrante del Palazzo Vescovile, il cui assetto attuale si deve prevalentemente alla ricostruzione di F. Rodi tra il 1793 e il 1817. Dopo la cancellata d’ingresso, lo scalone d’onore conduce al piano nobile, dove si susseguono ambienti con decorazioni pittoriche a motivi floreali, erme e candelabre. Dalla Galleria dei Vescovi si passa alla “Rotonda”, ampia sala decorata illusionisticamente con cerchi concentrici sempre più piccoli. Seguono la cappella di Santo Stefano e la sala Bolognini, in cui è collocato uno straordinario bancone ligneo, firmato da Giovanni Maria Platina e datato 1483.

Visite a cura dei volontari FAI

MUSEO LAURETANO E COMPLESSO DI SANT’ABBONDIO, Cremona

ORARIO

  • Sabato: 10:00 – 17:30
  • Domenica: 12:30 – 17:30

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Il Complesso è di antiche origini: probabilmente appartenuto ai Benedettini, nel ‘200 passò agli Umiliati, poi ai Teatini e, infine, fu trasformato in parrocchia nel 1804. L’interno della chiesa accoglie gli interventi pittorici cinquecenteschi di grandi artisti come O. Samacchini, il Malosso e G. Campi, mentre nella sagrestia monumentale sono conservate numerose tele del Massarotti. Il Santuario Lauretano, edificato adiacente alla chiesa nel 1624, custodisce la Madonna Nera, scultura oggetto di grande devozione soprattutto dopo la peste del 1630. Dal chiostro bramantesco è possibile accedere a diversi ambienti con decorazioni di carattere storico-mitologico eseguite nei primi decenni del ‘500, i sotterranei di inizio ‘800 e il Museo Lauretano, in cui si trovano l’antica raccolta di ex voto, preziose suppellettili liturgiche, straordinari dipinti come la bembesca Madonna adorante il Bambino, e il registro con la data di battesimo del grande musicista Claudio Monteverdi.

Visite a cura dei volontari FAI

QUADRERIA DELLA FONDAZIONE CITTA’ DI CREMONA, Cremona

ORARIO

  • Sabato: 10:00 – 18:00
  • Domenica: 10:00 – 18:00

L’apertura consente di ammirare una singolare costruzione tardo seicentesca, già sede del Consorzio della Donna, una delle più importanti realtà medievali dedite alla carità e all’assistenza che ebbe numerosi accorpamenti fino a diventare l’odierna Fondazione Città di Cremona. Quest’ultima, nel corso dei secoli, ha visto costituirsi una quadreria di altissimo livello qualitativo, in seguito all’accorpamento di altri luoghi pii, che portavano in “dote” opere d’arte, e a numerose donazioni di benefattori. Oltre alle raffinate Storie bibliche di Francesco e Pietro Antonio Picenardi, tra cui si distingue la struggente Annunciazione, il cuore della collezione è costituito da importantissimi capolavori novecenteschi di Giuseppe Rivaroli, Carlo Vittori, Emilio Rizzi, Mario Busini e Mario Biazzi, solo per citare i nomi principali.

Visite a cura dei volontari FAI

(Foto di copertina:Palazzo Zurla de Poli, foto Monica Antonelli – fondoambiente.it)

Mascherina obbligatoria all’aperto anche per chi fa attività motoria

TORNA ALLA HOME

Top news regionali
Turismo 2020
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia