Truffa aggravata e ricettazione, arrestato un 53enne

Nei guai è finito un 53enne di origini siciliane che ha tentato di raggirare un'azienda di Offanengo.

Truffa aggravata e ricettazione, arrestato un 53enne
27 Febbraio 2018 ore 10:54

Si è presentato in un’azienda sventolando un assegno da oltre 40mila euro per ritirare materiale mai ordinato, ma è stato arrestato. Per l’autotrasportatore di origine siciliana l’accusa è di truffa aggravata e ricettazione.

Tenta la truffa in ditta

I carabinieri della stazione di Romanengo al comando del maresciallo Andrea Gaurino sono intervenuti, ieri a Offanengo, in seguito alla chiamata del titolare di un’azienda del paese che segnalava la presenza di un autotrasportatore con richieste alquanto sospette. Il camionista, infatti, chiedeva di caricare sul suo camion un grande quantitativo di materiale prodotto dall’azienda e aveva esibito un assegno circolare di oltre 42mila euro per giustificarne l’acquisto.

Titolare sospettoso

La richiesta di acquisto, però, non era mai pervenuta al titolare della ditta, che a quel punto ha deciso di contattare il titolare della ditta acquirente che ha subito negato di aver mai inviato un camionista.
A quel punto il titolare ha allertato il 112 e i carabinieri sono subito giunti sul posto. Il 53enne autista di origine siciliana, ma residente a Bologna stava attendendo di caricare la merce a bordo del suo autoarticolato.

Assegno falso

I primi controlli si sono concentrati sull’assegno che è subito risultato falso ed è stato sequestrato. A quel punto è stato contattato il titolare dell’azienda per la quale il 53enne diceva di lavorare che, dal canto suo, confermava la regolarità di tutta l’operazione. In realtà altro non era che un complice che aveva simulato di essere il titolare di una ditta calabrese che in realtà non esisteva più da tempo.

Arrestato per truffa aggravata e ricettazione

Il 53enne T.L. è stato quindi arrestato per tentata truffa aggravata, ricettazione, uso di atto falso e falsità materiale commessa da privato. Il PM della Procura della Repubblica di Cremona ha disposto la traduzione in carcere a Cremona.
La perquisizione nella casa di Bologna, ha permesso di rinvenire altri assegni di provenienza illecita (sequestrati) che dimostravano come non fosse un caso isolato quello accaduto a Offanengo.

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