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Nel Bresciano

Ricatto a luci rosse, sacerdote paga 14mila euro per il silenzio di un giovane

Il 22enne ricattatore, che dopo aver filmato l'atto sessuale aveva chiesto 50mila euro, è stato arrestato.

Ricatto a luci rosse, sacerdote paga 14mila euro per il silenzio di un giovane
Cronaca 23 Aprile 2021 ore 16:46

Ricatto a luci rosse: vittima un sacerdote che ha pagato 14mila euro per il silenzio di un giovane. L’arresto del ricattatore è avvenuto a Trieste. Il fatto, invece, in Franciacorta.

Ricatto a luci rosse: vittima un sacerdote

L’apparenza da pecorella smarrita nasconde l’indole da lupo senza scrupoli. E così, dopo essersi accattivato le attenzioni di un parroco della provincia di Brescia, per l’esattezza di una comunità della Franciacorta, chiedendogli qualche spicciolo per sopravvivere e per comprarsi qualcosa da mangiare, il ragazzo ha messo in scena il suo piano. Come riporta Prima Brescia il sacerdote è caduto in tentazione, dopo che il ragazzo si era tolto i vestiti. L’atto sessuale (masturbazione) è stato ripreso in segreto dal giovane e da lì è iniziato il calvario per il sacerdote.

Il ricatto

Infatti, per evitare la diffusione di quelle immagini ai suoi parrocchiani, i cui contatti telefonici sono stati sottratti
subdolamente dalla rubrica del cellulare del prete, il ragazzotto gli aveva chiesto una somma spropositata: 50.000 euro. Il parroco, per comprare il suo silenzio, gliene aveva offerti 14.000. Alla successiva richiesta di denaro, però, il sacerdote si è rivolto all’Autorità Giudiziaria per raccontare tutta la vicenda.

L’arresto

E così, dopo un mese di latitanza, una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Aurisina (Trieste), ha rintracciato l’autore dell’estorsione ai danni del sacerdote, un giovane romeno di 22 anni, mentre stava entrando in Italia dal valico di Fernetti, dopo aver trascorso le festività pasquali in Romania. I militari hanno scoperto subito il passato criminale del ragazzo e lo hanno accompagnato in caserma. Lì è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia. Il giovane è stato poi accompagnato presso il locale carcere al Coroneo. Ora spetterà all’Autorità Giudiziaria, che ha emesso il provvedimento restrittivo, fare definitivamente luce sulla vicenda.