Rapina alla Banca Popolare di Cremona: arrestati i 4 componenti della banda VIDEO

L’assalto all’istituto il 18 giugno scorso.

Cronaca Cremona, 25 Luglio 2018 ore 12:36

Rapina alla Banca Popolare di Cremona: arrestati i 4 componenti della banda che assaltò la filiale il 18 giugno scorso.

Rapina alla Banca Popolare di Cremona

I Carabinieri della Compagnia di Cremona hanno rintracciato e arrestato in ottemperanza ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 16 luglio  dal G.I.P. del Tribunale di Cremona, D. Pierpaolo Beluzzi, per i reati di rapina aggravata in concorso, porto di oggetti all’offesa e e ricettazione 4 uomini:
C.S., nato a Tradate (VA) cl. 1965, domiciliato a Rozzano (MI), di fatto senza fissa dimora, pregiudicato, nullafacente;
S.V. detto “faina”, nato a Casorate Primo (PV) il 28.11.1975 e residente a Rozzano (MI), nullafacente;
L.A. “detto Totò”, nato a Palermo il 01.07.1980 e residente a Rozzano (MI), nullafacente;
D.A. detto “Tino”, nato a Milano il 25.02.1976, residente a Rozzano (MI), autotrasportatore.
A seguito di articolati e tempestivi accertamenti investigativi, sono stati individuati quale autori della rapina avvenuta il 18 giugno scorso presso l’agenzia della “Banca Popolare di Cremona” situata in via Milano 20, quando un soggetto con il volto coperto da sciarpa e occhiali da sole ed utilizzando un taglierino, ha minacciato una cassiera facendosi poi consegnare prima il denaro contenuto all’interno della cassa e successivamente quello custodito nella cassaforte a tempo, per la somma complessiva di oltre 90mila euro.

Le indagini

La richiesta su richiesta del Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Cremona, Dr. Lorenzo Puccetti, scaturisce dall’esito di una intensa e articolata attività di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri di Cremona, che ha comportato inizialmente una attenta analisi di riscontri oggettivi. Partendo dalle foto in possesso dei pregiudicati residenti nella zona di Corsico e dintorni, e considerato che l’autovettura utilizzata per la fuga dal rapinatore, una Fiat 500, nel corso delle ricerche, era stata rinvenuta alla periferia di Cremona, all’ingresso della tangenziale che porta all’arteria stradale di maggior collegamento con l’area sud milanese e che gli accertamenti esperiti hanno consentito di appurare che il veicolo era stato rubato nel mese di aprile nel centro di Opera (MI).

L’autore materiale della rapina

Il riconoscimento, supportato da altri elementi, in primis la comparazione e l’analisi dei fotogrammi ricavati dal sistema di videosorveglianza presente all’interno della banca assaltata, hanno prima di individuare quale autore materiale della rapina, armato di taglierino, C.S., nato a Tradate (VA) cl. 1965, domiciliato a Rozzano (MI), di fatto senza fissa dimora, pregiudicato che in data 5 luglio scorso è stato sottoposto ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, a Busto Arsizio (VA) dopo che essere stato rintracciato presso l’ospedale di quel centro mentre era ricoverato per alcuni problemi di salute.

Le successive indagini

Gli accertamenti, anche di carattere tecnico effettuati dopo l’individuazione del rapinatore materiale e sulla base del materiale rinvenuto nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate nei primi giorni del corrente mese di luglio, nelle residenze degli indagati a Rozzano, hanno consentito di comprendere come i quattro, tutti in contatto tra loro per pregresse conoscenze, maturate anche negli ambienti della “mala” rozzanese, essendo almeno tre di loro, per quanto concerne il reato di rapina mano armata ai danni di istituti di credito, macchiati di recidiva specifica, reiterata infraquinquennale, sono partiti da Rozzano attorno alle ore 8.00 del 18 giugno, per ritornare nella città di residenza alle ore 11.00. Le indagini, in particolare hanno consentito di appurare come la “batteria” di rapinatori si sia mossa dal centro dell’hinterland milanese a bordo di tre autovetture; difatti i quattro hanno utilizzato come “staffette apri pista”, oltre quella rubata, due auto “pulite” in uso ed intestate alle loro compagne, proprio per non destare sospetto.

Rapina pianificata in ogni dettaglio

La rapina risulta essere stata pianificata in tutti i dettagli, in particolare da L.A., D.A. e S.V. che stante i numerosi precedenti specifici e quindi il pericolo di essere riconosciuti oltre che di lasciare impronte digitali sul luogo del reato, si sarebbero rivolti per l’accesso in banca e la commissione materiale della rapina a C.S., soggetto che dall’attività d’indagine è risultato avere una conoscenza solamente con uno degli altri tre rapinatori, verosimilmente per un trascorso comune in una struttura restrittiva.

I fatti

C.S., pertanto è risultato essere entrato in banca, aver minacciato la cassiera e dopo essersi impossessato dei soldi contenuti nella cassa, circa 2mila euro, ha intimato l’impiegata di sbloccare la porta a bussola per far entrare un altro complice D.A., che munito di una sacca e e con una maglia sulla testa (per il timore di essere riconosciuto stante i precedenti penali specifici) lo ha aiutato nel prelevare le mazzette di altro denaro in contante contenuto in una cassaforte. L.A. ed S.V., sono rimasti invece presso il cambio auto, poco distante dalla banca a bordo delle autovetture “pulite”, al fine di prelevare i due complici una volta tornati sul posto con l’auto rubata ed una volta abbandonata questa, per allontanarsi tutti e quattro da Cremona impegnando due strade diverse per far ritorno a Rozzano.

Denuncia per spaccio

C.S. che era stato rintracciato il 4 luglio scorso dai militari cremonesi presso l’ospedale civile di Busto Arsizio (VA) dove era ricoverato per problemi di salute, è stato colpito dalla nuova misura cautelare, comprendente anche la ricettazione della Fiat 500 utilizzata nel corso dell’episodio criminoso, presso il carcere di Cremona ove è attualmente ristretto dopo essere stato trasferito dal carcere di Busto. La perquisizione degli effetti personali e della stanza dallo stesso occupata presso la struttura sanitaria, consentiva di rinvenire, occultati all’interno di un armadietto, due involucri contenenti rispettivamente gr.5 di eroina e gr. 5 di cocaina, per cui è stato anche denunciato anche per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I complici residenti a Rozzano

I militari a seguito del citato fermo, quindi, riuscirono ad acquisire importanti elementi per cui hanno individuato in breve tempo, identificandoli anche altri tre pregiudicati, tutti residenti a Rozzano. Perquisiti presso le proprie abitazioni del centro milanese, in due abitazioni, i militari hanno trovato circa 10mila euro in banconote da 50 euro, raccolte in mazzette riconducibili alla rapina oggetto di indagine. In particolare il rinvenimento del denaro nell’abitazione di L.A., durante la perquisizione del 5 luglio, è avvenuto grazie ad una ricerca accurata all’interno della cappa della cucina a gas, mentre l’uomo nonostante le richieste dei Carabinieri, aveva negato di possedere denaro in contante.

Gli altri tre arresti

L.A., è stato rintracciato la mattina di venerdì 20 luglio dai militari Cremonesi, presso un appartamento di Pietra Ligure (SV) dove stava alloggiando in villeggiatura. Mentre S.V. e D.A. sono stati rintracciati ed arrestati, la stessa mattina, presso le rispettive abitazioni di Rozzano. C.S., ha invece ricevuto la stessa mattina il nuovo provvedimento presso il carcere di Cremona dove, come detto, era stato trasferito da quello di Busto Arsizio (VA). Gli arrestati sono stati già interrogati dal GIP e a seguito delle convalide rimangono tutti in carcere in regime di custodia cautelare.

Altra droga nell’abitazione

Nel corso della perquisizione presso la casa di S.V. furono rinvenuti altri quantitativi di sostanza stupefacente. Si presume che proprio con la droga ed il contestuale mondo di personaggi orbitanti attorno ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti nel centro di Rozzano (MI), sia l’ambiente in cui sia maturato il progetto e la commissione della grave rapina cremonese del mese di giugno. C.S., considerato il suo stato di salute che non consente lunghi periodi di detenzione, potrebbe essere stato avvicinato o appositamente “reclutato” dagli altri, tra gli assuntori di sostanze stupefacenti per la commissione materiale della rapina, dietro la promessa di un premio in denaro o in droga e con la speranza che anche se fosse stato riconosciuto, come poi è avvenuto, di non essere arrestato.

Il lavoro dei militari dell’arma da gennaio a oggi

Solo l’azione della Compagnia di Cremona, senza contare quelle delle compagnie di Crema e Casalmaggiore, dal mese di gennaio di quest’anno, ha consentito di trarre in arresto ben 12 persone su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, in esito a tempestive attività d’indagine, 4 in flagranza di reato e denunciarne altre 9 in stato di libertà, scoprendo gli autori di almeno 10 rapine. Molti anche gli arresti per furto. Da sottolineare in particolare oltre all’attività d’indagine che in pochi giorni ha consentito di assicurare alla giustizia gli autori della rapina del 18 giugno, quella anch’essa tempestiva che consentiva già il 13 giugno, di individuare e trarre in arresto una batteria di rapinatori pendolari “catanesi” autori il 15 maggio scorso di un “assalto” ai danni dell’agenzia della “Banca Popolare di Cremona” di questo Viale Po  e non ultima l’attività che ha permesso di individuare ed arrestare il 24 marzo scorso, i due autori della rapina ai danni della tabaccheria “Barbieri” in questa via Manzoni n.43 commessa il 21 febbraio u.s.. Un’azione incisa e costante, quella dei Carabinieri, frutto di un efficiente controllo del territorio ed un impegno investigativo concreto, certosino, con un unico obiettivo, quello di rendere la città di Cremona e la provincia più sicura, con particolare attenzione sì alle fasce deboli, ma anche alle categorie più “esposte” come commercianti e bancari.

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