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Raccolta fondi tra gli studenti, consegnato l’assegno simbolico all’ospedale di Cremona

Tutto è partito dall’idea di realizzare una maglietta – un cuore e una croce (simbolo della cura) -  a sostegno dei sanitari e di quanti si stavano prodigando per aiutare i malati.

Raccolta fondi tra gli studenti, consegnato l’assegno simbolico all’ospedale di Cremona
Cronaca Cremona, 25 Febbraio 2021 ore 16:41

L’idea di quattro rappresentanti di classe del Torriani ha fatto scuola. Nella mattinata di oggi, 25 febbraio 2021, la consegna simbolica dell’assegno: “La raccolta fondi di questi studenti è un gesto denso di significato”, ha spiegato Giuseppe Rossi Direttore Generale dell’ASST di Cremona.

Una maglietta speciale per l’ospedale di Cremona

Vittoria Balsano, Gianluca Cavagnini, Francesco Friggeri e Rebecca Gaboardi (rappresentanti di classe dell’Istituto Torriani di Cremona) sono gli ideatori di una raccolta fondi singolare. Durante i mesi più duri dell’emergenza, mentre erano distanti, costretti a casa dal lockdown, hanno sentito la necessità di dare un contributo alla  città dove studiano.

Da qui l’idea di realizzare una maglietta – un cuore e una croce (simbolo della cura) –  a sostegno dei sanitari e di quanti si stavano prodigando per aiutare i malati.

Detto, fatto. Il tamtam fra rappresentanti di classe ha permesso all’iniziativa di prendere corpo. Dal Torriani, dove ha avuto luogo la prima vendita, la raccolta fondi si è estesa a molte altre scuole: Stanga, Aselli, Anguissola, Ghisleri, Vida, Einaudi e Stradivari.

La consegna simbolica dell’assegno

Vittoria, Gianluca e Rebecca, stamattina, sono arrivati in ospedale con l’assegno nello zaino e un sorriso pieno di speranza e consapevolezza. Ad accoglierli con ammirazione c’era il Direttore generale Giuseppe Rossi e la conversazione ha preso subito una piega amicale, quasi paterna.

“Ragazzi, non so come ringraziarvi, il vostro gesto è denso di significato e di cultura. Sì perché la cultura è anzitutto comprensione di ciò che accade intorno e voi avete dimostrato grande consapevolezza. E dove c’è cultura c’è anche cura.

E’ davvero molto bello che l’idea sia partita da voi ragazzi. La spontaneità di questa iniziativa è più che lodevole. Ho apprezzato nel profondo il vostro desiderio di partecipare a un destino comune, quello dell’intera città e dell’ospedale”.

“Dovevamo fare la nostra parte”

“Ci siamo sentiti in dovere di dare il nostro contributo alla Città attraverso un gesto concreto, piccolo ma tangibile” – ha affermato Gianluca  Cavagnini (5° anno Informatica).

“Durante la prima quarantena erano in molti a pensare che a noi ragazzi non importasse nulla di quanto stava accadendo. Non era così – ha aggiunto Vittoria Balsano (3° anno Chimica). In realtà abbiamo sofferto molto questa situazione, non andare a scuola, non potersi incontrare è stato tutt’altro che semplice”.

“Per questo abbiamo voluto coinvolgere gli altri  ragazzi che vivevano la nostra stessa sensazione e compiere insieme a loro una azione concreta” – ha aggiunto Rebecca Gaboardi (4°anno Indirizzo sportivo).

“Con il Covid abbiamo perso uno dei nostri docenti, il professor Fabio Faccini, questo ci ha molto colpito: la nostra iniziativa è dedicata anche a lui” – asseriscono all’unanimità.

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