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Maltrattamento animali

Nuova inchiesta choc: crudeltà in un macello di maiali nel cremonese

Maltrattamenti, violazioni sistematiche delle norme sul benessere animale, e casi di vere e proprie uccisioni crudeli.

Cronaca Crema, 10 Giugno 2021 ore 16:53

Violenze inaudite sui maiali nel macello dall’azienda Zema, leader in Italia e all’estero nel settore della distribuzione di carni. Ancora una volta Animal Equality documenta quello che accade in un macello italiano, per svelare le terribili crudeltà che gli animali sono costretti a subire in questi luoghi.

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Nuova inchiesta choc: crudeltà in un macello di maiali nel cremonese

La nuova inchiesta racconta ciò che avviene all’interno dell’impianto di macellazione Zema S.r.l., dove tra maltrattamenti, violazioni sistematiche delle norme sul benessere animale, e casi di vere e proprie uccisioni crudeli vengono uccisi circa 3.000 animali a settimana.

Guarda il video (attenzione immagini forti)

Zema S.r.l. è un’azienda della provincia di Cremona che si occupa di macellazione e lavorazione di carni suine fin dal 1987, nonché una delle molte aziende rappresentative del Made in Italy sia in Italia che all’estero.

Degli oltre 800.000 suini allevati nel cremonese, circa 150.000 all’anno raggiungono questo impianto di macellazione. Circa il 19% dei suini della provincia di Cremona sono quindi macellati in questa struttura.

Sebbene l’azienda si promuova come una realtà che pone particolare cura agli animali, le immagini analizzate dai nostri investigatori nel macello mostrano una situazione ben diversa.

I maltrattamenti sugli animali

Le immagini mostrano le terribili pratiche che quotidianamente avvenivano nella struttura, tra cui:

  • Operatori che commettono numerosi maltrattamenti sui maialini, dandogli calci, colpi con aste; alcuni animali vengono trascinati per le orecchie o le zampe;
  • Violazioni sistematiche fino ad arrivare a casi di vere e proprie uccisioni crudeli;
  • Stordimento inefficace o inadeguato, alcuni animali venivano mutilati ancora coscienti (nei video si vedono alcuni maiali messi sul nastro trasportatore con le zampe parzialmente staccate e mutilate);
  • Animali sgozzati ancora coscienti o in modo inadeguato nel caso dei cuccioli, che finiscono per provare enorme dolore anche nella fase di uccisione e dissanguamento;
  • I video rivelano come gli animali venissero inseriti nella gabbia di stordimento in gruppo, in violazione delle norme di benessere animale, che richiedono che ogni animali sia stordito singolarmente;
  • Anche il momento dello scarico degli animali presenta criticità. I video mostrano animali che cadono da camion inadeguati, senza le rampe per la discesa, spinti dagli operatori stessi;
  • In una delle sequenze più tragiche dei video raccolti dagli investigatori si vede un operatore che colpisce ripetutamente un maialino in testa con un’asta di ferro e poi lo scaglia contro un muro per poi gettare il corpo dell’animale morente oltre il recinto.

Queste immagini provano la mancanza di controlli e di rispetto delle norme da parte degli operatori, in qualunque fase della produzione, dall’arrivo degli animali alla loro morte.

Le denunce

A seguito della raccolta di questa documentazione, Animal Equality ha presentato due esposti in Procura e una denuncia per pubblicità ingannevole presso l’AGCM nei confronti di Zema S.r.l. Nonostante questo – da aprile 2020 ad oggi – nulla sembrerebbe essere cambiato e non vi sono stati riscontri ufficiali da parte delle autorità.

 “La nostra investigazione ha messo in luce ancora una volta i maltrattamenti e le brutalità che subiscono gli animali coinvolti nella filiera agroalimentare insieme con la mancanza totale di controlli adeguati e del rispetto delle leggi vigenti in materia di benessere animale. Non possiamo accettare che questa situazione rimanga invariata e continueremo a batterci perché i diritti degli animali vengano realmente tutelati”, dice Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia.

"Un'altra grave vicenda che coinvolge il nostro territorio"

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale Matteo Piloni, capodelegazione dem in commissione Agricoltura, che ha presentato immediatamente una interrogazione alla giunta lombarda.

“Vogliamo sapere, innanzitutto, se Regione Lombardia fosse a conoscenza di quanto stava accadendo a Salvirola e, inoltre, come si stia attivando in merito al rispetto delle normative sul benessere animale, anche a tutela delle numerose aziende agricole del settore, che invece rispettano le regole e che verrebbero eventualmente penalizzate da condotte non rispettose della normativa” spiega Piloni che sul tema era già intervenuto lo scorso dicembre, con un ordine del giorno al bilancio concernente il finanziamento di iniziative per il benessere animale e l’incremento del livello di biosicurezza negli allevamenti zootecnici e lo scorso marzo, con la proposta presentata durante la sessione europea del consiglio regionale, di chiudere gli allevamenti di visoni e più in generale di animali da pelliccia, e di promuovere maggiormente il benessere animale nel nostro paese.

“Alla giunta lombarda, abbiamo poi chiesto anche maggiori informazioni sul tipo di controlli effettuati dagli enti preposti – aggiunge il consigliere dem - e se non sia il caso di potenziarli, alla luce di questa ultima vicenda, ma anche dopo le numerose segnalazioni relative anche ad altri temi ambientali che stanno coinvolgendo il territorio lombardo, come il caso dell’indagine dei gessi di defecazione che ha coinvolto l’azienda WTE”.