l'inchiesta

Morti per Coronavirus: primi indagati anche nel Cremonese

Lo ha confermato stamane il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Brescia, Guido Rispoli.

Morti per Coronavirus: primi indagati anche nel Cremonese
Cremona, 22 Maggio 2020 ore 13:33

Morti per Coronavirus, primi indagati anche nel Cremonese. Come riporta prima Brescia, a confermarlo è il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Brescia, Guido Rispoli in una conferenza stampa tenutasi in mattinata.

Morti per Coronavirus: ci sono i primi indagati

Nel mirino ci sono i rappresentanti del Governo e della Regione, gli organi di gestione delle strutture ospedaliere e sociosanitarie locali, soprattutto ospedali e Rsa, accusati essenzialmente di incapacità nelle scelte organizzative e per l’inadeguatezza delle risorse umane e dei presidi messi a disposizione per fronteggiare l’emergenza. Ma anche il personale sanitario e infermieristico a vari livelli, accusato di condotte attive od omissive con l’ipotesi di colpa medica.

I reati imputati

Ecco, quindi, i primi iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta condotta dal gruppo specializzato di magistrati delle Procure di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova sulla gestione dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Lo ha confermato stamane Guido Rispoli (nella foto di copertina), procuratore generale presso la Corte d’Appello di Brescia. Nella fattispecie, i reati ipotizzati sono quelli previsti dagli articoli 589, 590 e 590 sexies del Codice penale, che puniscono la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Ma si configurano anche il reato di epidemia colposa (articolo 438 Cp) e quello di delitto colposo contro la salute pubblica (articolo 452 Cp).

Tantissime le denunce

Un’indagine scaturita dalle segnalazioni e dagli esposti presentati dai parenti delle persone decedute, da coloro che si sono infettati in ospedale o in Rsa e che hanno denunciato la mancata adozione di misure preventive, ma anche dal personale medico che ha contratto il Covid-19 per l’assenza di misure di prevenzione. Poi si sono aggiunte l’Inail, che classifica le infezioni da Coromavirus nella categoria degli infortuni del lavoro, il lavoro della Polizia giudiziaria e dei Nas.

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