Inquinamento falda, il sito Stogit è contaminato

Lo conferma la Conferenza dei servizi dello scorso 23 marzo che ha disposto anche nuovi monitoraggi.

Inquinamento falda, il sito Stogit è contaminato
07 Aprile 2018 ore 16:17

Inquinamento falda a Sergnano, la Conferenza dei servizi conferma la preoccupazione: il sito è stato dichiarato contaminato e partirà la messa in sicurezza operativa. “Grande risultato – commentano gli ambientalisti – ma non basta”.

La Conferenza dei servizi

La Conferenza dei servizi, che si è tenuta lo scorso 23 marzo, riguardo alla Stogit di Sergnano e all’inquinamento della falda non ha dato risultati confortanti. Sono state approvate, infatti, la Miso – Messa in sicurezza operativa e l’analisi di rischio oltre a importanti prescrizioni ulteriori. In particolare il sito è stato dichiarato contaminato e pertanto di andrà verso la messa in sicurezza operativa del sito per la durata stimata di due anni.

Rischio sanitario inaccettabile

“In particolare in base all’Analisi di rischio sito specifica che era stata richiesta, si osserva che non c’è l’accettabilità del Rischio Sanitario per il composto cancerogeno benzene e per i composti cancerogeni idrocarburici – ha spiegato il capogruppo di minoranza Movimento 3.0 e coordinatore del Comitato NoGasaran, Enrico Duranti – Inoltre il Rischio ambientale è risultato non accettabile per il percorso di migrazione della contaminazione in falda per i parametri di benzene, idrocarburi totali e isometri dello xilene”.

Monitoraggio dell’aria

Per questo motivo su prescrizione condivisa anche da Provincia, Arpa e Ats, verrà predisposto un monitoraggio dell’aria in punti definiti critici. Questo monitoraggio dell’aria sarà a tutela dei lavoratori on site/off site nonché dei fruitori dell’area. In particolare dovranno essere monitorate le concentrazioni di benzene e degli altri idrocarburi nell’area.

“Un passo avanti”

“Questa prescrizione è un grande passo avanti, in linea con quello che abbiamo sempre richiesto come gruppo Movimento 3.0 e Comitato No Gasaran – ha aggiunto Duranti – Inoltre è stato prescritta anche la necessità di aggiornare i certificati di destinazione urbanistica. In particolar modo nel PGT dovrà essere inserita l’Analisi di rischio con il superamento delle concentrazioni di rischio, in base al Testo unico ambientale del 2006. In pratica il sito dovrà essere contraddistinto come contaminato”.

“Si blocchi la variante”

“Proprio in questi mesi in Comune è in fase di approvazione la variante urbanistica, ma dell’inserimento dell’analisi di rischio non c’è traccia. Chiediamo quindi che il procedimento di variante venga immediatamente bloccato per renderlo idoneo con le richieste formulate dalla Provincia – ha concluso Duranti – In merito alle prescrizioni e alle conclusioni della Conferenza dei Servizi, in qualità di gruppo consiliare Movimento 3.0 e Comitato no Gasaran, le riteniamo un passo in avanti ma ancora insufficienti. Infatti chiediamo che i monitoraggi dell’aria e anche delle eventuali contaminazioni di suolo e falda vengano estesi anche al di fuori del sito”.

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