Sanità e politica

“In Lombardia non è andato tutto bene”: Pd in piazza a Crema per la sanità lombarda FOTO E VIDEO

"Siamo convinti che si debba cambiare radicalmente il servizio sanitario in Lombardia".

Crema, 26 Luglio 2020 ore 11:08

Il Pd nella giornata di ieri, sabato 25 luglio 2020, è esco in piazza con un gazebo per “dire a gran voce che è ora di cambiare”, per ascoltare le testimonianze di chi ha sperimentato le inefficienze della sanità lombarda e per portare le nostre proposte.

Il banchetto a Crema

Ieri mattina un banchetto informativo è stato posizionato a Crema in Via XX Settembre, nell’ambito della mobilitazione del Partito Democratico regionale sul tema della sanità lombarda. Presenti, tra gli altri, il segretario regionale PD Vinicio Peluffo, il consigliere regionale Matteo Piloni, la coordinatrice territoriale Pd Cinzia Fontana e l’assessore comunale Fabio Bergamaschi.

In Lombardia non è andato tutto bene: siamo convinti che si debba cambiare radicalmente il servizio sanitario in Lombardia, per questo stiamo lavorando ad un progetto alternativo. Lo abbiamo fatto ascoltando tutti i giorni chi opera nella sanità e ora ci stiamo confrontando con i cittadini. Oggi siamo a Crema per parlare in uno dei territori che è stato più colpito e dove stanno emergendo proposte per cambiare e vogliamo farli entrare nel nostro progetto. “

“Medici di base mandati a fare la guerra senza armi”

Matto Piloni ha poi aggiunto:

“Uno dei temi che dobbiamo portare all’attenzione di Regione è la realizzazione dei Presidi socio sanitari,. che in questi mesi sono assolutamente mancati. Lo prevede la legge di riforma del sistema socio sanitario lombardo ma rimasta inapplicata. A Crema abbiamo fatto questa proposta quasi tre anni e mezzo fa, siamo pronti e abbiamo delle idee. Il territorio sta lavorando insieme, tutti i sindaci a 360°, e questo è l’obiettivo che dobbiamo portare avanti perché i cittadini non possono essere lasciati soli come avvenuto in questi mesi.

Poi c’è il tema della medicina generale di territorio, i medici di base che non sono stati coinvolti e sono stati mandati a fare una guerra senza avere le armi. Non avevano i guanti, camini, mascherine e nessun protocollo che spiegasse loro cosa fare. Questi elementi devono tornare al centro della riforma, della sanità lombarda, che sia vicino ai cittadini e che li faccia sentire al sicuro. “

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