Dibattito in corso

Forno crematorio a Spino d’Adda: si riunisce la Commissione affari istituzionali

Si lavora per modificare il regolamento comunale e consentire il referendum.

Forno crematorio a Spino d’Adda: si riunisce la Commissione affari istituzionali
Cronaca Crema, 19 Gennaio 2021 ore 06:43

La Commissione affari istituzionali si è riunita per modificare il regolamento comunale e consentire il referendum sul forno crematorio di Spino d’Adda. Sul progetto è in corso da diverse settimane un violento dibattito, e sono nate diverse iniziative di cittadini contrari alla sua realizzazione.

Modifica al regolamento

Si era arrivati, nelle scorse settimane, a chiedere un referendum. Come riporta Prima Treviglio, l’attuale regolamento comunale non permette tuttavia di effettuare una consultazione referendaria nello stesso anno in cui si vota per le elezioni amministrative. Per questo, l’organismo deputato a elaborare il testo sulle modifiche si è riunito sabato mattina e il gruppo di minoranza “Progetto per Spino” ha avanzato una serie di proposte.

Le proposte della minoranza

La minoranza chiede l’ “eliminazione del passaggio in commissione affari istituzionali per l’ammissibilità dei referendum d’iniziativa consigliare per velocizzare i tempi” si legge in una nota riassuntiva. Oltre a ciò, si chiede l’”eliminazione della possibilità per il Consiglio comunale di votare un ordine del giorno di tenore diverso rispetto all’esito del referendum per impedire di stravolgere l’esito referendario. Eliminazione dei vincoli che impedirebbero lo svolgimento del referendum quest’anno per permettere una celere consultazione dei cittadini. Eliminazione del quorum attuale per la validità del referendum, posta al 50% più uno degli iscritti alle liste elettorali, o sostanziale diminuzione dello stesso, per impedire che campagne di boicottaggio del referendum prevalgano sulla corretta informazione dei cittadini”.

Il comitato “No al forno crematorio” non si ferma

Fra il pubblico c’erano anche Vincenzo MottolaRoberto MusumeciClaudio Bordogna e gli altri membri del comitato “No al forno crematorio”, che in tre giorni hanno distribuito 2.500 volantini agli spinesi con il sunto della petizione lanciata dal gruppo e le ragioni per firmarla.

“Lunedì scorso sono stati informati, i tre consiglieri regionali dell’area cremasca – ha commentato il presidente Vincenzo Mottola – Abbiamo ricevuto dal consigliere Marco Degli Angeli del Movimento cinque stelle un sostegno al no e dal consigliere Matteo Piloni del Pd rassicurazioni e impegno affinché nulla venga fatto senza il consento degli Spinesi; il consigliere Federico Lena, della Lega nord fa saper invece che si atterà alle istanze degli spinesi”.

Grazie all’attività di informazione del comitato, la discussione si è spostata negli altri paesi dell’Alto Cremasco, compresi Comuni fuori provincia come Boffalora d’Adda e Zelo Buon Persico. In che modo un forno crematorio può migliorare la vita di chi abita nelle vicinanze? Questa la domanda che si pongono ambientalisti e cittadini. Un ritorno economico per le casse dell’Ente di piazza XXV aprile ci sarà, ma il suo peso è ancora tutto da appurare.

In attesa della risposta della Regione

E adesso? Fatto il primo passo di un cammino burocratico che si preannuncia lento e faticoso, la commissione si riunirà di nuovo entro la settimana. La tappa successiva sarà la risposta della Regione, prevista per il mese di aprile, alla manifestazione di interesse per la costruzione del forno avanzata dal sindaco Luigi Poli a titolo di Comune capofila su proposta di 53 paesi.

In caso di semaforo verde da Palazzo Lombardia, la parola passerà agli spinesi, che saranno chiamati a esprimersi tramite un referendum popolare che, qualora uscisse vincitore il “no”, costringerebbe l’Amministrazione a fare retromarcia dal progetto. Viceversa, impianto di cremazioni, dotato di 2 linee e situato all’interno del perimetro dell’area cimiteriale situata sul territorio del Comune di Spino d’Adda per un costo di 4 milioni e mezzo di euro, interamente a carico delle società partecipate dai paesi del Cremasco (Consorzio.it) e del Bresciano (Cogeme).

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