Bomba ecologica in tavola

Fanghi tossici, ecco in quali comuni cremonesi ci sono i terreni velenosi

L'elenco di tutti i comuni dove la WTE ha sversato i fanghi tossici tra il 2018 e il 2019.

Fanghi tossici, ecco in quali comuni cremonesi ci sono i terreni velenosi
Cronaca Cremona, 27 Giugno 2021 ore 09:57

Fanghi tossici, composti anche da idrocarburi, metalli pesanti e acido solforico, rivenduti e utilizzati per concimare i campi: diffuso l'elenco dei Comuni dove la bresciana WTE ha smaltito tra il gennaio 2018 e l'agosto 2019 150mila tonnellate di liquami non trattati.

Fanghi tossici nei campi agricoli anche in provincia di Cremona

Ci sono anche dei terreni a Casalmorano, Castellone, Castelvisconti, Derovere, Formigara, Gussola, Martigiana di Po, Persico Dosimo, Piadena Drizzona, Pieve d'Olmi, Pieve San Giacomo, Scandolara Ravara, Sospiro e Torricella del Pizzo nel lungo elenco diffuso nei giorni scorsi. Qui l'azienda bresciana WTE a quanto emerso dalle indagini svolte dai Carabinieri Forestali del Gruppo di Brescia coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica dott. Mauro Leo Tenaglia e chiuse a fine maggio, avrebbe sversato "gessi di defecazione" che in realtà erano fanghi contaminati raccolti da impianti di depurazione pubblici e privati non trattati, così da massimizzare il profitto, e anzi "arricchiti" anche dall'acido solforico delle batterie esauste.

Una bomba ecologica fatta da 150mila tonnellate di materiali, l'equivalente di 5mila tir, sparsi su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. E da quelli finiti nei prodotti agricoli e poi sulle nostre tavole. Il tutto per ridurre i costi e massimizzare i profitti: il business criminale che ha fruttato alle sette società coinvolte oltre 12 milioni di euro di profitti illeciti.

"Chissà il bimbo che mangia la pannocchia di mais cresciuta su quei campi" diceva, intercettato, al telefono il responsabile commerciale della Wte.

La bonifica

Ora a tenere banco, e causare non pochi grattacapi, è la bonifica. Si dovranno rimuovere i primi trenta centimetri di terreno da tutti i campi coinvolti. Un'operazione che porterebbe a creare una montagna di terreno inquinato di 10 milioni di metri cubi da avviare a trattamento, con un costo che supererebbe i 12 milioni di euro sequestrati dalla procura all'azienda.

Chi dovrà farla? I Comuni, che ora dovranno acquisire i mappali dei campi inquinati. Saranno eseguite quindi nuove analisi per stabilire il grado di contaminazione e poi, se l'azienda agricola dovesse rifiutarsi, dovranno occuparsi loro della bonifica o, in ultima istanza, la Regione.

I comuni interessati

La maggior parte dei campi inquinati dai fanghi tossici sono nel Bresciano, con 31 Comuni coinvolti. A seguire il Cremonese, con 14 e il Milanese con 10. Fuori dalla Lombardia, ci sono invece campi in provincia di Novara, di Verona, di Vercelli e di Piacenza.

Provincia di Brescia: Calcinato, Quinzano, Calvisano, Mazzano, Lonato, Manerbio, Montirone, Fiesse, Brescia, Bagnolo Mella, Bedizzole, Botticino, Dello, Leno, Gambara, Ghedi, Isorella, Offlaga, Nuvolera, Orzinuovi, Ospitaletto, Pavone Mella, Pontevico, Poncarale, Pralboino, Remedello, Rezzato, Roccafranca, San Paolo, Verolanuova e Visano.

Provincia di Cremona: Casalmorano, Castellone, Castelvisconti, Derovere, Formigara, Gussola, Martigiana di Po, Persico Dosimo, Piadena Drizzona, Pieve d'Olmi, Pieve San Giacomo, Scandolara Ravara, Sospiro e Torricella del Pizzo.

Città Metropolitana di Milano: Abbiategrasso, Bareggio, Basiglio, Boffalora sopra Ticino, Canegrate, Legnano, Magenta, Mesero, Parabiago e Robecco sul Naviglio.

Provincia di Mantova: Asola, Canneto sull'Oglio, Casalromano, Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Ceresara e Volta Mantovana.

Provincia di Lodi: Lodi, Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda e Cavenago d’Adda.

Provincia di Pavia: Marzano e Monticelli Pavese.

Provincia di Como: Mozzate.