E' morto a 103 anni don Bernardo Fusar Poli parroco emerito di Bagnolo

I funerali si terranno oggi, 26 agosto, alle 17 nella chiesa parrocchiale di Bagnolo.

E' morto a 103 anni don Bernardo Fusar Poli parroco emerito di Bagnolo
Crema, 26 Agosto 2019 ore 12:25

Don Bernardo Fusar Poli parroco emerito di Bagnolo Cremasco e decano dei sacerdoti cremaschi, si è spento il 24 agosto all’etaà di 103 anni. I funerali si terranno oggi, 26 agosto, alle 17 nella parrocchiale di Bagnolo Cremasco.

Per una vita parroco di Bagnolo

Nella notte tra sabato e domenica don Bernardo ha fatto ritorno alla casa del Padre. Nato a Chieve il 10 dicembre del 1915 ed ordinato sacerdote il 29 giugno del ’39 ha vissuto i suoi ben ottant’anni di ministero in prevalenza nella comunità di Bagnolo dove è stato parroco dal 1956 al 1991. La salma si trova per la visita e la preghiera presso il chiesuolo adiacente la chiesa parrocchiale di Bagnolo.

Ottant’anni di sacerdozio

Solo poco più di due mesi fa aveva festeggiato il prestigioso traguardo dell’ottantesimo di sacerdozio alla presenza del parroco di Bagnolo Cremasco don Mario Pavesi, del Vescovo di Senigallia S.E. Mons. Franco Manenti, del Vescovo di Crema S.E. Mons. Daniele Gianotti e del Vescovo emerito di Lanciano/Ortona Mons. Carlo Ghidelli.
Nell’omelia dell’Eucarestia in cui si è celebrato l’ottantesimo anniversario dell’ordinazione Presbiterale di don Bernardo così si esprimeva nell’omelia il vescovo di Crema:

“Conservare e custodire la fede è anche un impegno dello spirito e della mente; oltre che preghiera e contemplazione, è studio, meditazione, riflessione. Oggi don Bernardo ha la gioia di vedere pubblicato questo suo libro, Gesù Cristo nelle definizioni di se stesso, che è testimonianza di quella curiositas che spinge a leggere, ad annotare, a elaborare, e che viene messa al servizio della fede e soprattutto, in questo caso, a servizio dell’amore per il Signore Gesù, che don Bernardo ci insegna a contemplare nelle diverse sfaccettature con le quali il Cristo si dona a quanti credono in lui e gli affidano la propria vita. Conservare la fede significa, in definitiva, accettare di entrare in un cammino, in quel pellegrinaggio della fede che la Lettera agli Ebrei descrive attraverso una «nuvola di testimoni» nel c. 11, arrivando poi a concludere con parole molto vicine a quelle che Paolo scrive a Timoteo: ‘Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa [o nella «gara», nella «lotta»] che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento’ (Eb 12, 1-2).

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