Detenuto a Cremona scappa durante visita medica in ospedale

Ha approfittato della distrazione di medici e poliziotti.

Detenuto a Cremona scappa durante visita medica in ospedale
Cremona, 28 Novembre 2019 ore 15:30

Un detenuto nel carcere di Cremona è scappato durante una visita medica in ospedale. Si tratta di un nordafricano 24enne ritenuto ad “alto rischio di radicalizzazione religiosa”.

La visita medica

Si è liberato del tutore al braccio e della stampella e si è dato alla fuga. Protagonista della vicenda un detenuto nel carcere di Cremona di 24 anni, nordafricano, scappato oggi, giovedì 28 novembre.

La fuga

Il giovane ha approfittato della distrazione di medici e poliziotti, si è alzato, ha gettato la stampella ed è corso via. Nella fuga si è anche sfilato il tutore che portava al braccio. Il soggetto è ritenuto un elemento ad “alto rischio di radicalizzazione religiosa”. 

Era privo di manette

A darne notizia è il segretario regionale del sindacato della Polizia Penitenziaria (Uilpa), Domenico Benemia che ha riferito: “Era privo di manette perché classificato come impossibilitato a muoversi autonomamente – ha spiegato – ma il problema è la gravissima carenza di personale”.

Rintracciato e arrestato.

Sono stati gli stessi agenti della Polizia Penitenziaria, a cui era sfuggito in ospedale, a rintracciarlo e arrestarlo poco dopo in un’area boschiva non lontana dall’ospedale. Il 24enne, detenuto in carcere a Cremona per reati di spaccio, aveva già tentato la fuga tempo fa dal carcere di San Vittore (MI). Ancora da chiarire perché indossasse un tutore al braccio e usasse una stampella, data la velocità con cui è riuscito a liberarsene e a fuggire.

La nota dell’ospedale

“In merito alla notizia apparsa in questi giorni sulla stampa relativa alla tentata fuga di un detenuto dall’Ospedale di Cremona, desideriamo anzitutto precisare che l’episodio (accaduto il 28 novembre 2019) non è avvenuto alla presenza dei medici.

Si fa presente che i medici svolgono un’attività di cura, non di custodia. E ciò avviene nel rispetto dei diritti umani e della persona, in qualsiasi condizione.

Nel caso specifico il percorso assistenziale, in regime ambulatoriale, si è svolto con regolarità e senza negligenza alcuna da parte del personale sanitario”.

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