Arrivata la sentenza

Delitto di Gorlago: condannata a trent’anni Chiara Alessandri

Il pm aveva chiesto l'ergastolo.

Delitto di Gorlago: condannata a trent’anni Chiara Alessandri
Cremona, 18 Giugno 2020 ore 18:30

Colpevole. Sconterà trent’anni di carcere Chiara Alessandri, che nel gennaio dello scorso anno colpì con un martello Stefania Crotti, la moglie del suo ex amante, per poi portarla in un bosco e darle fuoco mentre era ancora viva. Il delitto di Gorlago. La sentenza è arrivata oggi a Brescia, al termine del processo con rito abbreviato. Il pm aveva invece chiesto l’ergastolo.

Il delitto di Gorlago: trent’anni per Chiara Alessandri

Il corpo di Stefania Crotti era stato trovato in un giorno di gennaio 2019 in un piccolo bosco a Erbusco, in provincia di Brescia. Semi carbonizzato, e con una ferita alla testa. Un giallo in piena regola, che gli inquirenti hanno dipanato dopo una breve indagine, stringendo il cerchio proprio attorno ad Alessandri, che infine ha confessato l’omicidio.

Il movente? la gelosia: l’assassina – 44 anni, madre di tre figli – aveva avuto una relazione con il marito della Crotti, in passato, ma quando questi aveva troncato la storia, lei aveva deciso di vendicarsi. Aveva quindi organizzato un vero e proprio agguato, attirando con l’inganno Stefania nel suo garage, bendata, per poi colpirla violentemente alla testa con un martello. Poi, inconsapevole forse del fatto che fosse ancora viva, l’ha caricata nel bagagliaio dell’auto, l’ha scaricata in una strada di campagna del Bresciano e le ha dato fuoco.

nostante il corpo bruciato e l’impossibilità di risalire alle impronte digitali, la fede nuziale aveva  dato agli inquirenti la pista che ha condotto al fermo della donna. Dopo un lungo interrogatorio, Chiara Alessandri aveva confessato l’omicidio,  ma non di aver bruciato il corpo.  A processo, il pm aveva chiesto l’ergastolo contestando sia l’omicidio volontario che la soppressione di cadavere.

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Riconosciuta la premeditazione dell’omicidio

La difesa aveva sempre negato la premeditazione del delitto, sostenendo che l’omicidio fosse stata la conseguenza di un una lite. Gli spostamenti dell’assassina in Franciacorta nei giorni che hanno preceduto il delitto, però,  e la  tanica di benzina ritrovata nella sua auto, raccontano tutta un’altra storia. E i giudici hanno confermato questa tesi.

Nella foto: Stefania Crotti  e Chiara Alessandri 

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