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Crema saluta i medici cubani: “Siamo stati naufraghi e ci avete soccorso” FOTO

Chiude l'ospedale da campo allestito con l'aiuto dei medici cubani. Ieri il saluto delle autorità in piazza Duomo.

Crema saluta i medici cubani: “Siamo stati naufraghi e ci avete soccorso” FOTO
Crema, 25 Maggio 2020 ore 14:28

Chiude l’ospedale da campo allestito dai medici cubani a Crema: “Siamo stati naufraghi e ci avete soccorso”. Ieri, domenica 24 maggio 2020, il saluto delle autorità in piazza Duomo.

Crema saluta i medici cubani

“La chiusura dell’ospedale da campo di Crema è certamente un segnale incoraggiante. Da alcuni giorni non si registravano pazienti ricoverati nella struttura sanitaria allestita dall’Esercito lo scorso 25 marzo, in sole 72 ore. Un vero e proprio ospedale dotato di 32 posti letto, tutti con erogatori di ossigeno, 3 posti per terapia intensiva ed una sala radiografica specializzata. Un ringraziamento particolare ai nostri militari, ai medici e agli infermieri cubani della Brigata Henry Reeve per il prezioso supporto sanitario”.

Queste le parole del Sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, con delega alla sanità militare, per commentare lo smantellamento dell’ospedale da campo di Crema, simbolo del dramma vissuto dal territorio.

 “Per due mesi, questa struttura sanitaria ha accolto i pazienti affetti da Covid-19, fornendo un importante aiuto e sollievo alle strutture ospedaliere della zona, congestionate dall’alto numero di degenti. L’emergenza non è terminata ma il fatto che questa struttura sanitaria non sia più necessaria ci fa ben sperare – ha concluso Calvisi – La Difesa continua a rimanere in prima linea nel contrasto all’espansione del virus, fornendo personale sanitario in supporto agli ospedali civili, strutture specializzate per l’accoglimento dei malati, materiali, uomini e mezzi per il controllo del territorio e la gestione delle emergenze”.

Il saluto ai medici cubani

Ieri la città di Crema, in primis con il suo sindaco Stefania Bonaldi, ha salutato il team di medici cubani che in questi mesi hanno affrontato con i colleghi cremaschi i momenti più difficili della pandemia. A loro è stata consegnata una targa commemorativa e sono stai salutati dalle parole del primo cittadino:

“Cari amici cubani,
sarò davvero breve perché, meglio delle mie parole, la nostra immensa gratitudine è già visibile nei volti delle autorità qui presenti, che ringrazio di cuore, con una particolare commozione per i colleghi sindaci e sindache e gli amministratori di Crema, che rappresentano altri volti, tanti altri volti, quelli di tutti i cremaschi, nessuno escluso, che vi stringono in un abbraccio affettuoso e sincero, ma anche pieno di nostalgia perché siamo certi che ci mancherete, proprio come dei fratelli.
Lo sappiamo bene, perché noi italiani siamo stati un popolo di migranti e conosciamo i sentimenti che accompagnano i distacchi. Mancherete ma non sparirete, perché le nostre coscienze conserveranno il vostro dono e ci rinforzeranno nella convinzione che a Crema nessuno deve essere mai più straniero, da ora in poi avremo un argomento decisivo da opporre a chiunque volesse ledere o diminuire il nostro sacro dovere di ospitalità.

Ci mancherà la vostra presenza rassicurante, che in un momento di inaudita incertezza e di pericolo incombente è stata una medicina efficace.
Ci mancherà ciò che silenziosamente avete rappresentato in queste settimane, a cominciare dalla certezza che il nostro pianeta può combattere e vincere le disparità, le ingiustizie e le emergenze, solo se tutti i popoli si affratellano.
Arrivando qui avete detto che la vostra patria è il mondo, quindi da ora in poi sarete sempre nostri compatrioti, in questo mondo vasto e spesso maltrattato dall’assenza del valore supremo della solidarietà.
Siamo stati naufraghi e ci avete soccorso, senza domandarci il nome né la provenienza.
Dopo mesi di lutti, angoscia, dubbi, ora vediamo la luce ma solo perché ci siamo stretti gli uni agli altri.
Donne e uomini del nostro Sistema Sanitario lombardo, Istituzioni, governanti e amministratori di ogni livello, ci siamo stretti a voi, cari medici ed infermieri della Brigata Cubana “Henry Reeve” e con voi al vostro popolo generoso, attingendo dalla vostra competenza e dalla vostra passione l’ossigeno necessario a tenere viva la fiducia, indispensabile nella lotta.
Senza di voi tutto sarebbe stato più difficile.

Nella nostra città e nel nostro Territorio in questi mesi si sono moltiplicati i gesti di solidarietà e di generosità, abbiamo visto tornare alla luce sentimenti di vicinanza che erano assopiti dall’abitudine, logorati dalla quotidianità.Questi sentimenti di umanità e fratellanza li avete alimentati anche voi, con la vostra presenza qui, discreta ma efficace, rispettosa ma determinata, pacata ma affidabile.
Siete arrivati nel momento più drammatico e insieme a noi vi siete battuti per trasformare “il lamento in danza”, una danza collettiva, a riprova che le grandi battaglie non le vincono gli eroi solitari, ma le comunità, e ciò che è accaduto nella nostra terra ne è la prova, la dimostrazione.
Siamo stati comunità, per questo abbiamo vinto, siamo stati, anche grazie a voi, uno schiaffo all’Individualismo, l’alleato preferito delle avversità. Siamo stati una comunità, certo, multiculturale e umanissima. Uno schieramento che non ammetteva sconfitte e infatti non abbiamo perso.
Abbiamo lottato da popolo appassionato e progettuale, rifuggendo il rischio di essere folla caotica e velleitaria, mossa solo dalla paura.
Siamo diventati avversari intelligenti di un patogeno assassino, ma intelligente pure lui.
Con voi è stato più facile.
Grazie, a nome di tutti i cittadini e le cittadine di Crema, del nostro Territorio, della Lombardia e dell’Italia intera!”

L’ospedale da campo venne allestito alla fine di marzo, in piena emergenza sanitaria. Gestito da una brigata di 52 fra medici e infermieri arrivati da Cuba era dotato di 32 posti letto con ossigeno e 3 di terapia intensiva oltre a una sala radiografica specializzata.

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