Ospedale di Cremona

Chirurgia da sveglio: intervento su una giovane donna bilingue

Il primario Fioravanti: “La paziente sta bene, le abilità linguistiche e motorie sono state conservate. Come sempre l’esito è frutto di un grande lavoro di équipe”.

Chirurgia da sveglio: intervento su una giovane donna bilingue
Cronaca Cremona, 31 Gennaio 2021 ore 09:19

Altro intervento di chirurgia da sveglio all’Ospedale di Cremona. E’ accaduto qualche giorno fa, grazie alle abilità dell’équipe di Neurochirurgia – diretta da Antonio Fioravanti – che ha asportato un Tumore cerebrale (temporo insulare sinistro) con un volume di dieci centimetri.

 Chirurgia da sveglio a Cremona

La chirurgia da sveglio è una metodica super specialistica; viene applicata per il trattamento delle aree critiche del cervello (linguaggio, movimento, ecc) e vede il paziente collaborante durante la seduta operatoria. Lo scopo è quello di valutare in diretta gli esiti dell’azione del neurochirurgo e ridurre al minimo i rischi dell’intervento stesso.

“L’ultimo intervento è stato effettuato su una giovane donna di 30 anni, bilingue e ambidestra – spiega Fioravanti. Queste caratteristiche hanno aumentato la complessità dell’operazione. Nelle persone che parlano più di una lingua, ad esempio, le sedi cerebrali interessate (madre lingua e altra lingua) possono essere diverse.E nel caso della nostra paziente era esattamente così. Lo abbiamo appreso durante la mappatura pre-operatoria, avvenuta attraverso la valutazione neuropsicologica e la Risonanza magnetica. In sostanza facendo parlare la paziente durante le indagini di valutazione si è potuto constatare che le aree attive durante la conversazione in Italiano erano diverse dal quelle attive con la madre lingua. Il nostro intento era di preservarle entrambe”.

 La paziente parlava

Durante l’intervento la paziente parlava con me, è stata svegliata nel momento dell’asportazione del tumore. Mentre procedevo a trattare la lesione nelle zone più profonde, la signora ha avuto difficoltà ad articolare le parole di madre lingua (anomia e disarticolia). La possibilità di constatarlo in diretta ha permesso a me e ai miei collaboratori di agire di conseguenza, nell’immediato. Oggi la signora è ancora ricoverata, ma sta bene. L’asportazione è stata radicale e, grazie a questa metodica, le sue capacità linguistiche e di movimento sono state preservate”.

E ancora:

Questo intervento – continua Fioravanti – è stato un lavoro di squadra che ha visto coinvolti chirurghi, anestesisti, neurologi, neurofisiologi, infermieri, tecnici di neurofisiologia e neuroradologi. Il lavoro d’équipe è stato come sempre eccellente e fondamentale. Accanto a me c’erano i chirurghi Gabriele PaioliEmanuela CatenacciJaharad Aliaga Arias.  Sara Subacchi (neuropsicologa), Sara Longinotti (neurofisiologa), Elena Grappa (anestesista). Claudia Dilda e Marina Cusumano (Infermieri Strumentisti), Laura CariniLaura AntonioniPaola Pizzi e Teresa Vitale (Infermiere di sala). All’Ospedale di Cremona, dal 2019, sono più di 20 gli interventi eseguiti con la chirurgia da sveglio. Tenuto conto della pausa obbligata imposta dal Covid-19 è un buon risultato. Ad oggi, le attività della neurochirurgia sono riprese. Stiamo trattando tutte le patologie neoplastiche. Il nostro ospedale è anche Hub regionale per la neurochirurgia e la traumatologia e questo comporta un volume di lavoro consistente che ci vede ben posizionati in Lombardia e arricchisce la nostra casistica”.

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