Cronaca
Cremona

Bimba nasce morta, padre denunciato dopo aver sferrato un pugno al primario

Per la morte del feto, in udienza preliminare, è stata rinviata a giudizio la ginecologa: per lei l'accusa è di omicidio colposo.

Bimba nasce morta, padre denunciato dopo aver sferrato un pugno al primario
Cronaca Cremona, 13 Maggio 2021 ore 09:34

Bimba nasce morta, padre denunciato dopo aver sferrato un pugno al primario. Una vicenda che risale al 3 gennaio del 2019. Rinviata a giudizio per omicidio colposo anche la ginecologa.

Bimba nasce morta, padre sferra pugno al primario: denunciato

Un lieto evento che si è trasformato in dramma. E' il 3 gennaio del 2019 e per Nicoletta, 40 anni, alla sua prima gravidanza, arriva il momento del parto. Ma qualcosa va storto e la donna partorisce una bambina morta. Il padre, una volta venuto a conoscenza di quanto accaduto aveva dato in escandescenze. L'ostetrica non riuscendo a gestire la situazione aveva chiamato il primario.

Aldo Ricciardi, primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Cremona, fu aggredito dal padre che gli sferrò un pugno in pieno volto rompendogli gli occhiali e procurandogli una prognosi di 7 giorni. Sul posto per riportare la calma dovettero intervenire anche le Forze dell'Ordine.

A distanza di un mese dai fatti il primario decise di sporgere querela per lesioni e violenza privata oltre che per danneggiamento. Una denuncia che è però ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria.

Ginecologa accusa di omicidio colposo

Rinviata invece a giudizio la ginecologa, Alessandra Scarpa che aveva seguito la gravidanza di Nicoletta. La 40enne era stata visita nei giorni antecedenti il parto ma, secondo l'accusa, nonostante dagli esami fossero emersi una riduzione del liquido amniotico, una riduzione della crescita del feto oltre che alterazioni della glicemia nella mamma, la dottoressa non aveva ritenuto di ricoverare la 40enne.

Sempre secondo l’accusa, se ci fosse stato un ricovero, alle prime avvisaglie di sofferenza del feto sarebbe stato possibile procedere con l’induzione del parto o al parto cesareo e salvare così la bambina. Per la ginecologa l'accusa è di omicidio colposo.