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Nel Comasco

Bambina di due anni uccisa a botte: il suo aguzzino si chiama Gabriel e ha 25 anni

L'accusa nei suoi confronti è pesantissima: "La piccola Sharon è stata picchiata più volte e violentata".

Bambina di due anni uccisa a botte: il suo aguzzino si chiama Gabriel e ha 25 anni
Cronaca 24 Gennaio 2021 ore 16:31

Bambina uccisa a botte nel Comasco: ecco chi è il suo aguzzino. Aveva raccontato di come la piccola si fosse tirata addosso una stufetta che l’avrebbe colpita in testa.

Bambina uccisa a botte: ecco chi è il suo aguzzino

E’ un 25enne di Lentate sul Seveso (MB) l’uomo finito in carcere per la morte della piccola Sharon Barni a Cabiate, nel Comasco. Si chiama Gabriel Robert Marincat e da tre mesi viveva con la bambina uccisa e la mamma, sua compagna.

In carcere un 25enne

Il 25enne è finito in carcere con la pesantissima accusa di aver ucciso la piccola Sharon, la figlia della sua compagna. Di origini rumene ma da anni in Italia, operaio, era solo in casa con la bambina di 18 mesi quando, l’11 gennaio 2021, è successa la tragedia. Ma non si sarebbe trattato di un incidente domestico con la stufetta, come aveva lasciato credere a tutti lui per giorni.

Maltrattamenti e violenze sessuali

L’uomo, arrestato sabato mattina (23 gennaio 2021) mentre era a casa della mamma, a Lentate sul Seveso, dove era tornato a vivere da qualche giorno, è infatti accusato di maltrattamenti che hanno portato alla morte della bambina (reato punibile sino ad un massimo di 24 anni) e violenza sessuale ai danni di persona minore di dieci anni (punita sino ad un massimo di venti anni).

La bambina è stata ripetutamente picchiata

La svolta è arrivata in seguito all’autopsia. Gli esiti preliminari della consulenza medico legale, insieme agli accertamenti scrupolosamente svolti dal Tenenza dei Carabinieri di Mariano Comense (che ha ininterrottamente controllato Marincat sin dal momento in cui sono emerse le prime incongruenze nel suo racconto) hanno indotto l’autorità giudiziaria a ritenere che la piccola Sharon sia stata ripetutamente picchiata, verosimilmente non solo nel pomeriggio di lunedì 11 gennaio, quando si trovava da sola con l’indagato. Non solo. Sarebbe anche stata violentata nei giorni vicini a quello della sua tragica morte.