Morti bianche

Ancora morti sul lavoro: ieri nel Bresciano ha perso la vita un operaio 55enne

Inutile ogni tentativo di soccorrerlo.

Ancora morti sul lavoro: ieri nel Bresciano ha perso la vita un operaio 55enne
Cronaca 01 Giugno 2021 ore 12:17

Ancora morti sul lavoro: ieri nel Bresciano ha perso la vita un operaio 55enne. Come racconta Prima Brescia, per l'uomo nessuna tentativo di soccorso si è rivelato utile per salvargli la vita.

Ancora morti sul lavoro: nel Bresciano perde la vita un operaio 55enne

Un uomo è morto ieri pomeriggio, lunedì 31 maggio 2021, a Torbole Casaglia, nel bresciano. Poco dopo le 13,30 è scattato l’allarme in codice rosso nella centrale d’emergenza unica di Areu. L’infortunio lavorativo è stato segnalato in via Travagliato 18.

I soccorritori sono giunti dalla Croce Azzurra di Travagliato e da Ats di Brescia. E’ anche decollato l’elisoccorso di Brescia dagli Spedali Civili.

Ma per il 55enne, purtroppo, ogni soccorso si è rivelato inutile ed è deceduto a seguito dell’incidente. Secondo le primissime ricostruzioni degli inquirenti, l’uomo, di Castelcovati, sarebbe caduto in un pozzetto presente all’interno dell’impianto.

Il comunicato della Cisl

La drammatica notizia è arrivata quando ancora la delegazione dei bresciani della Cisl stava rientrando da Milano dove ieri mattina si è svolto stato un presidio davanti alla sede della Regione per pretendere più attenzione ai temi della sicurezza sul lavoro: un operaio di 55 anni, dipendente di una ditta esterna impegnata nell’Acciaieria di Torbole Casaglia per la pulizia delle tubazioni che aspirano le polveri della lavorazione, è precipitato da un’altezza di 10 metri perdendo la vita sul colpo.

«Non ci sono parole per dire lo sconforto e il dolore provocato da questa nuova tragedia. – dichiara il segretario provinciale della Cisl Alberto Pluda – Il cammino perché salute e sicurezza sul lavoro diventino la priorità, l’ossessione di tutti è sicuramente complicato, ma noi lo vogliamo, lo dobbiamo percorrere. Dobbiamo imparare a reimpostare ogni giorno ciò che si fa nei luoghi di lavoro, perché la morte si cela sia dietro la mancanza di presidi adeguati che nell’abitudine, nella routine di interventi fatti mille altre volte senza che succedesse mai nulla di grave. Piangiamo la morte di questo operaio con i suoi familiari, i suoi amici, i suoi compagni di lavoro. Questa tragedia deve avere conseguenze nei nostri comportamenti, nella nostra determinazione».

Che ci si trovi di fonte ad una vera, gravissima emergenza è stato ripetuto più volte nel presidio unitario a Milano davanti alla sede della Regione nell’ambito della mobilitazione nazionale “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”. Delegati, operatori e dirigenti di Cgil Cisl Uil hanno chiesto con forza a Regione Lombardia, alle associazioni datoriali e alle aziende un’azione concreta e condivisa di prevenzione degli infortuni e delle morti sul lavoro.

"Ormai assistiamo ad una strage quotidiana: questa Regione deve smetterla di prendere impegni, di fare promesse e non realizzare quel che servirebbe per evitarla”, ha affermato il leader regionale della Cisl Ugo Duci: “Servono 800 ispettori, professionisti della prevenzione e dei controlli. Perché senza i controlli e le verifiche in tante aziende la sicurezza viene messa sotto il tappeto. La salute e la vita devono venire sempre prima di ogni profitto. Bisogna passare dagli annunci declinati “al futuro” al “qui, subito e ora” delle azioni concrete!”.

Due morti nel Pavese

Neanche una settimana fa, venerdì 8 maggio 2021 nel Pavese, due uomini di 50 e 51 anni avevano perso la vita sempre a causa di un incidente sul lavoro. Deceduto dopo essere stati investiti da vapori tossici, contenenti verosimilmente ammoniaca. LEGGI QUI LA NOTIZIA