cremona in lutto

Alessandro Costa, funerali il 24 marzo nella chiesa del Cristo Re: stroncato a 35 anni per un'infezione fulminante

Difensore centrale dell’Us Chieve 1974, lavorava a Cremona come educatore e collaborava con il settore giovanile della Cremonese

Alessandro Costa, funerali il 24 marzo nella chiesa del Cristo Re: stroncato a 35 anni per un'infezione fulminante
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Una tragedia ha colpito il mondo del calcio dilettantistico e la comunità cremonese: Alessandro Costa, difensore centrale dell’Us Chieve 1974, si è spento improvvisamente nella notte tra mercoledì e giovedì a soli 35 anni. La causa del decesso è stata una fulminante infezione batterica che, in poche ore, ha compromesso irrimediabilmente il suo organismo.

Domenica 23 marzo 2025, a partire dalle 8 del mattino, la salma di Alessandro sarà trasferita nella camera ardente dell’ospedale Maggiore di Cremona, dove amici, parenti e compagni di squadra potranno rendergli omaggio. I funerali si terranno lunedì alle 11:30 presso la chiesa di Cristo Re.

Una malattia improvvisa e letale

Tutto è iniziato con un malessere apparentemente banale: problemi gastrointestinali e febbre alta. Nella giornata di martedì 18 marzo 2025, Costa ha avvertito i dirigenti della squadra che non avrebbe potuto partecipare all’allenamento a causa della febbre, che aveva superato i 40 gradi. La situazione, però, si è aggravata rapidamente. Mercoledì mattina, il calciatore ha deciso di recarsi in ospedale per un controllo, ma nel giro di poche ore le sue condizioni sono precipitate. Ricoverato d’urgenza al Maggiore di Cremona, è stato prima sedato e intubato, poi trasferito in terapia intensiva. Nonostante l’intervento immediato dell’équipe medica, la violenza dell’infezione ha provocato un’insufficienza multipla d’organo, portandolo alla morte.

Una comunità in lutto

Alessandro Costa non era solo un calciatore: lavorava a Cremona come educatore e collaborava con il settore giovanile della Cremonese, trasmettendo la sua passione ai più piccoli. Arrivato al Chieve all’inizio della stagione dalla Sported Maris, aveva lasciato un segno profondo in entrambe le squadre, non solo per le sue doti tecniche ma anche per il suo spirito di squadra e la sua umanità.

Il direttore sportivo dell’Us Chieve, Attilio Cavalli, è stato tra gli ultimi a sentirlo:

"Martedì sera mi ha chiamato per avvisarmi che aveva la febbre alta e che non sarebbe venuto all’allenamento. Mercoledì mattina mi ha scritto un messaggio dicendo che stava andando in ospedale perché la febbre non scendeva. Nel primo pomeriggio è stato sedato e trasferito in terapia intensiva, ma la situazione è precipitata rapidamente".

L’ultimo saluto

Nel giorno dell’addio, i compagni dell’Us Chieve deporranno sulla bara la maglia di Alessandro, in segno di rispetto e affetto. Anche la Sported Maris parteciperà ufficialmente alla cerimonia, rendendo omaggio a un giocatore che per anni ha vestito i suoi colori e che, fino all’ultimo, si è dedicato ai bambini del settore giovanile.

Alessandro Costa lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia. Il 35enne si sarebbe dovuto sposare il prossimo 31 maggio con la sua compagna, con cui aveva avuto un figlio di appena due anni. A piangerlo, oltre alla sua futura moglie e al piccolo, ci sono i genitori e la sorella, devastati da una perdita così improvvisa.

La sua scomparsa rappresenta un evento rarissimo e drammatico, come sottolineato dagli stessi medici dell’ospedale Maggiore. Una fatalità che lascia sgomenti e che spezza il cuore di chiunque abbia conosciuto Alessandro, un uomo che ha sempre vissuto con passione, dedizione e generosità.

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