PER SENSIBILIZZARE

La Neuroradiologia di Cremona si racconta in sette (video) storie. Andrea e l'ictus all'improvviso: "Mi hanno salvato la vita"

Ogni giorno l’équipe di neuroradiologia interventistica dell’Ospedale Maggiore è alle prese con l’emergenza

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Il dottor Emilio Giazzi, che saluta il paziente alla dimissione

Andrea e l'ictus all'improvviso: "Mi hanno salvato la vita". Ogni giorno l’équipe di neuroradiologia interventistica dell’Ospedale di Cremona è alle prese con l’emergenza.  Collabora con pronto soccorso, neurologia, neurochirurgia.

Andrea e l'ictus all'improvviso

Andrea Quattrini, 54 anni, non dimenticherà mai quel giorno. Era alla Fiera di Cremona per lavoro quando improvvisamente qualcosa è cambiato. Un giramento di testa, poi il silenzio. Le parole non uscivano, il braccio destro non rispondeva. Con l'altro, con uno sforzo disperato, è riuscito a chiedere aiuto a un passante. Poi il buio, fino al pronto soccorso dell'Ospedale di Cremona, dove i medici gli hanno diagnosticato un ictus ischemico acuto.

Le video-storie

Quella di Andrea è solo una delle tante storie che oggi diventano testimonianza diretta di una sfida che si gioca contro il tempo. L'Asst di Cremona ha infatti lanciato un progetto innovativo: una serie di video-storie per raccontare il lavoro dell'équipe di Neuroradiologia, diretta da Claudia Ambrosi, impegnata nel trattamento di patologie cerebrovascolari complesse.

Due prospettive

Le video-storie, realizzate dal Servizio Comunicazione e Relazioni Esterne, intrecciano due prospettive: quella del paziente e quella dello specialista. Ambientate nella sala angiografica, queste testimonianze verranno pubblicate ogni quindici giorni sui canali social dell'Asst di Cremona, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico e diffondere la conoscenza sulle patologie neurologiche acute.

La sala angiografica

L'importanza del progetto non sta solo nell'informazione, ma nella speranza che offre: conoscere i sintomi, sapere come reagire, comprendere che un intervento tempestivo può salvare una vita.

Codice Ictus: il protocollo che salva vite

Andrea è uno dei 400 pazienti che ogni anno beneficiano del "Codice Ictus", un protocollo che attiva una corsia preferenziale all'interno dell'ospedale, coinvolgendo il pronto soccorso, la neurologia e la neuroradiologia. L'obiettivo è chiaro: ridurre al minimo i tempi di intervento.

L'equipe di Neuroradiologia

Nel caso di Andrea, il riconoscimento tempestivo dei sintomi ha permesso di eseguire rapidamente una trombectomia meccanica per rimuovere l'ostruzione. "Ricordo ancora la gioia nel vederlo muovere di nuovo la parte del corpo colpita" racconta il dottor Emilio Giazzi, uno degli specialisti coinvolti.

Lo stesso Andrea descrive il momento in cui ha capito di essere salvo:

"Quando i medici hanno rimosso l'occlusione, ho ripreso subito a parlare. In quel momento ho capito di avercela fatta".

Le video-storie dell'Asst di Cremona non sono solo racconti, ma strumenti di sensibilizzazione. Diffondere la consapevolezza sull'ictus può fare la differenza tra la vita e la morte. Perché quando si tratta di ictus, ogni minuto conta.

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