17 gennaio 2023

Festa di Sant’Antonio Abate, tanti allevatori per la celebrazione a Cicognolo

Coldiretti Cremona: occasione per sottolineare il valore della nostra zootecnia

Festa di Sant’Antonio Abate, tanti allevatori per la celebrazione a Cicognolo
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Oggi, martedì 17 gennaio 2023 si è svola la festa di Sant’Antonio Abate, tanti allevatori si sono riuniti a Cicognolo per la celebrazione. Coldiretti Cremona: occasione per sottolineare il valore della nostra zootecnia.

Festa di Sant’Antonio Abate, tanti allevatori per la celebrazione a Cicognolo

Tanti allevatori e coltivatori si sono riuniti nella chiesa parrocchiale di Cicognolo, per prendere parte alla Santa Messa celebrata da don Emilio Garattini, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Cremona, e don Antonio Mascaretti, parroco di Cicognolo. E’ stato questo il modo di sottolineare insieme il valore della festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e delle tradizioni contadine.

Da sempre è questa una giornata attesa e sentita nelle  campagne cremonesi – evidenzia Coldiretti Cremona –. Nelle aziende agricole gli allevatori attendono la visita del sacerdote, che giunge a benedire gli animali e chi se ne prende cura. Così gli imprenditori agricoli affidano alla protezione del Santo il loro quotidiano lavoro, il loro impegno per consegnare alla comunità cibo buono e sano, dall’origine garantita, prendendosi nel contempo cura del creato.

Nella festa di Sant’Antonio – prosegue Coldiretti Cremona – sottolineiamo il valore del lavoro dei campi, della nostra zootecnia, che è un’eccellenza frutto della passione, la tenacia, la professionalità e la cura di tanti allevatori.

Gli animali custoditi negli allevamenti italiani rappresentano un tesoro unico.

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Quello di Sant’Antonio Abate è un giorno – aggiunge Coldiretti – che vede in tutta Italia parrocchie di campagne e città prese d’assalto per la benedizione dalla variegata moltitudine di esemplari presenti sul territorio nazionale.

L’allevamento italiano – continua Coldiretti – è un importante comparto economico che rappresenta il 35 per cento dell’intera agricoltura nazionale, per una filiera che vale circa 40 miliardi di euro, con un impatto rilevante dal punto di vista occupazionale dove sono circa 800mila le persone al lavoro sull’intera filiera.

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