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Progetto pilota

“Covid questo s-conosciuto”: aiutare i giovani promuovendo (tra di loro) comportamenti responsabili

Coinvolti genitori, docenti e dirigenti scolastici dei tre Istituti d'Istruzione Superiore cittadini.

“Covid questo s-conosciuto”: aiutare i giovani promuovendo (tra di loro) comportamenti responsabili
Attualità Cremona, 22 Aprile 2021 ore 13:16

Si è tenuto il primo evento di restituzione del progetto pilota Covid: questo S-conosciuto promosso dal Comune di Cremona attraverso l’Informagiovani, iniziativa nata per offrire agli studenti un ulteriore supporto, visto il difficile momento che stanno vivendo a causa degli effetti della pandemia e del conseguente isolamento sociale, ma anche per aiutarli a sviluppare una maggiore consapevolezza, promuovendo tra di loro comportamenti responsabili.

“Covid questo s-conosciuto”

L’incontro ha visto coinvolti genitori, docenti e dirigenti scolastici dei tre Istituti d’Istruzione Superiore cittadini che hanno partecipato alla progettualità: Liceo delle Scienze Umane “S. Anguissola”, I.I.S. “L. Einaudi” e I.I.S. “Stanga”. E’ intervenuta anche la consigliera comunale Franca Zucchetti, presidente della Commissione consiliare Cultura e Istruzione, Commissione che ha seguito con particolare interesse le problematiche connesse alle conseguenze dell’emergenza sanitaria sulla vita di studenti e degli adolescenti. Nel corso dell’appuntamento sono stati presentati i risultati delle attività del progetto, con un approfondimento sugli aspetti emotivi emersi direttamente dalla voce dei ragazzi.

A seguire ha preso la parola l’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri che ha illustrato i presupposti alla base di questo progetto pilota, iniziato a marzo e che si concluderà ad aprile, sottolineando l’importanza e la centralità che la scuola e il tema dell’orientamento rivestono per l’Amministrazione Comunale: “Come offrire un supporto a ragazzi e ragazze che l’emergenza sanitaria ha costretto ad un lungo isolamento e ai loro insegnanti, come garantire ai genitori un accompagnamento nella gestione delle relazioni con adolescenti che hanno indubbiamente maggiormente sofferto della sospensione della attività scolastica in presenza, sono le domande che come Amministrazione Comunale ci siamo posti ed alle quali il progetto ‘Covid questo S-conosciuto’ vuole dare alcune risposte.

Gli incontri con gli insegnanti, in occasione dell’aggiornamento del piano annuale del diritto allo studio che contiene i progetti condivisi con le scuole, sono stati l’occasione per scambiare alcune idee e raccogliere messaggi che l’Informagiovani ha elaborato e tradotto in una proposta che tiene conto di una serie di esigenze: l’approfondimento della conoscenza sulla natura e sull’evoluzione dell’epidemia, il supporto psicologico, di cui si avverte sempre più la necessità, la promozione di comportamenti responsabili tra gli adolescenti, aspetti non semplici da tenere insieme e soprattutto da concretizzare in una forma capace di coinvolgere e di rendere protagonisti i ragazzi e le ragazze.

Era necessario disporre di competenze diverse che però dovevano raccordarsi e coordinarsi in un progetto comune ed abbiamo avuto la disponibilità di professionisti, che ringrazio in modo particolarmente sentito, come la dottoressa Claudia Balotta per l’aspetto scientifico, la dottoressa Federica Frosi per quello psicologico ed il dottor Andrea Mattioli per quello dell’animazione digitale. Alcuni Istituti – Anguissola, Einaudi e Stanga – che hanno data da subito la disponibilità, hanno fatto da apripista per una coprogettazione che ha visto i ragazzi partecipi e protagonisti e che ci auguriamo possa essere di riferimento anche per altre realtà scolastiche”.

Il progetto

Il progetto si inserisce nel Piano per il Diritto allo studio e, a questo proposito, Alberto Ferrari, Dirigente Scolastico del Liceo Aselli, capofila dell’area orientamento dichiara: “Il Piano del Diritto allo studio di quest’anno, che ha come capofila dell’orientamento il Liceo Aselli, è nato e si è sviluppato sulla indispensabile attenzione a quanto gli adolescenti hanno sofferto in questo periodo. Sappiamo tante cose della situazione pandemica, ma per chi opera nella scuola è necessario fare un ulteriore sforzo per comprendere quanta sofferenza abbia provocato nei ragazzi dei nostri istituti superiori e come si possa, partendo dall’ascolto dei ragazzi, trovare le migliori strategie per progettare il futuro. Il cammino è lungo, ma quando scuola e amministrazioni pubbliche riescono a parlarsi e a progettare insieme possiamo guardare al futuro con più speranza”.

Il progetto, realizzato in modalità sperimentale, ha visto la partecipazione di tre classi quarte delle tre scuole secondarie di secondo grado cittadine che ne avevano rappresentato maggiormente il bisogno: la 4BBIO Indirizzo Biomedico del Liceo delle Scienze Umane “S. Anguissola”, la 4BS – Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale dell’I.I.S. “L. Einaudi” e la 4C dell’Istituto Tecnico Agrario “Stanga” per un totale di 74 ragazzi.

Gli incontri online

Il primo dei tre incontri online per ogni classe è stato di carattere scientifico/informativo con un breve dibattito con i ragazzi, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con chi ha fatto della scienza e della ricerca la propria mission, Claudia Balotta, immunologa e professore associato di Clinica delle Malattie Infettive all’Università degli Studi di Milano. La dottoressa Balotta ha sottolineato come “incontrare i giovani non è solo una occasione di condivisione delle conoscenze scientifiche più aggiornate ma per comprendere le loro aspirazioni e i loro desideri per il futuro che oggi è denso di difficoltà, per difendere il pianeta e preservare la nostra salute”.

Il secondo incontro è stato tenuto da Federica Frosi, psicologa e associata EMDR, in qualità di esperta di eventi post traumatici. In questo caso vi è stato un approfondimento dal punto di vista psicologico attraverso la formula del dibattito. Federica Frosi commenta:

“Gli incontri con i ragazzi delle quarte classe delle superiori hanno evidenziato il desiderio da parte degli stessi di poter condividere con un adulto le loro difficoltà, riconoscendole come ‘normali’ all’interno di una situazione anormale. L’isolamento, la mancanza di progettualità e di prospettiva futura, l’impossibilità di vivere il tempo dell’adolescenza secondo le modalità conosciute crea un disagio visibile nei ragazzi che, seppur impegnati a rispettare i limiti imposti dalla pandemia, faticano a dare senso a questo periodo e a trovare motivazioni per affrontare giornate che si ripetono uguali all’infinito. La didattica a distanza li ha esclusi dalla vita vissuta e tenuti in uno spazio sicuro ma privo di stimoli adatti alla loro età. Gli adulti, a loro volta, faticano a dare ai ragazzi una prospettiva poiché si trovano ad affrontare una situazione nuova, per la quale non hanno esperienza, facendo sentire i ragazzi ulteriormente disorientati. Offrire uno spazio di ascolto, strategie di organizzazione e gestione del tempo, una lettura della loro condizione è l’impegno che gli adulti dovrebbero assumersi al fine di favorire la salute mentale dei giovani”.

A raccordare i due approcci è entrata in gioco l’esperienza di Andrea Mattioli, People and Culture Manager, HR Agile, Educator, esperto in progettazione ed attività di gruppo con i giovani e fiduciario TEDX. Il suo contributo ha permesso di far emergere il vissuto dei ragazzi, focalizzando l’attenzione sulla loro esperienza. Da questo lavoro sono scaturiti alcuni video spot diretti ai loro coetanei.

“La complessità dell’essere umano o della pandemia – sottolinea Andrea Mattioli – non possono essere affrontati solo con un punto di vista. Abbiamo deciso di unire la scienza alle emozioni per aumentare la consapevolezza degli studenti su un tema che oggi si chiama pandemia ma domani potrebbe presentarsi con altri nomi. Fare tesoro delle esperienze e comunicarle agli altri attraverso un video, pensiamo possa essere dono per tutti”.

In cosa è consistito il progetto

I ragazzi che hanno preso parte al progetto hanno compilato un questionario per dare una propria valutazione circa l’efficacia dei contenuti e le modalità di coinvolgimento che i relatori hanno utilizzato nel corso degli incontri. Dai risultati raccolti emerge un generale apprezzamento dell’iniziativa, la necessità di confronto, la voglia di raccontarsi, di essere ascoltati, ma anche di rendersi protagonisti di questo percorso responsabilità stimolando nei loro coetanei comportamentali responsabili.

Flavio Arpini, Dirigente Scolastico del Liceo delle Scienze Umane “S. Anguissola”, congratulandosi con l’Amministrazione per l’iniziativa commenta: “E’ stato un modo per tenere i nostri ragazzi, in questo periodo particolarmente provati, in rem, stimolando il loro apporto e l’intreccio con i percorsi che la scuola ha potuto predisporre all’uopo. Tutti i partecipanti potranno apprezzare la creatività e le riflessioni che traspaiono da questo apprezzabile lavoro. Grazie ancora a tutti soprattutto per l’opportunità data ai ragazzi di collaborare con esperti altamente qualificati, che possono aprire loro nuovi orizzonti. Queste esperienze fortificano il legame tra scuola e territorio.”

Nicoletta Ferrari, Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Luigi Einaudi” a sua volta dichiara: “Oggi più che mai i ragazzi vivono una situazione di malessere, di disagio emozionale, di disorientamento determinato dalle incertezze, insicurezze che la difficile situazione sanitaria emergenziale ha generato, con conseguente demotivazione. Grazie all’attenzione dell’Assessore Maura Ruggeri e dei consiglieri della Commissione Cultura, con la collaborazione della responsabile dell’Informagiovani Maria Carmen Russo e di tutto il suo staff, agli studenti dell’Indirizzo Socio – Sanitario Classe 4 BS è stata data la possibilità di partecipare ad un Progetto Pilota ‘Il Covid questo S-Conosciuto’, condotto da esperti qualificati, dove hanno potuto condividere sentimenti, emozioni e sciogliere ogni dubbio, ma anche affrontare la solitudine, la paura e l’angoscia che questa situazione di pandemia crea, migliorando la capacità di comprendere se stessi e il proprio ruolo nella gestione della pandemia medesima. Il progetto ha concretamente promosso una condizione di “benessere”, in quanto l’essere informati in maniera critica e dialogica è la prima mossa per difendersi e per mettere in atto comportamenti corretti; inoltre è stato un percorso educativo, formativo e culturale capace di stimolare, grazie ai video/messaggi finali prodotti, la curiosità, la creatività, lo spirito di iniziativa e la responsabilità personale”.

“Il progetto si è basato su un’idea vincente, quella di unire un’occasione formativa con esperti di prim’ordine con l’opportunità per gli studenti di mettersi in gioco in prima persona, prendere consapevolezza delle proprie emozioni e dare sfogo alla propria creatività. La modalità stessa con cui si è scelto di proporre le attività, allo stesso tempo “easy” ma stimolante ed estremamente attenta ai partecipanti, ha riscosso molto successo tra i ragazzi. Siamo davvero grati all’Informagiovani e all’Assessorato all’Istruzione e alle Risorse Umane del Comune di Cremona per aver avuto l’opportunità di partecipare alla fase pilota di questo progetto”, è il commento di Roberta Ghirardosi, Dirigente Scolastica dell’IIS “Stanga”.

L’evento online

Gli spot realizzati dai ragazzi verranno presentati da loro stessi nel corso di un evento pubblico online al quale sarà possibile accedere dal sito dell’Informagiovani del Comune di Cremona e che si svolgerà venerdì 30 aprile alle ore 18.

L’iniziativa è inserita nel piano degli interventi comunali dell’anno 2020/21 del Diritto allo studio e nei laboratori del progetto regionale Patrimonio# Futuro#Democrazia realizzati nell’ambito del bando “La Lombardia è dei Giovani” finanziato da Regione Lombardia e realizzato in collaborazione con Anci Lombardia – Capofila Comune di Cremona.