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Cambio di rotta

AstraZeneca: sì di Aifa a mix di vaccini a over 60 anche se ci sono state reazioni avverse

Via libera alla seconda dose anche con sieri m-Rna.

AstraZeneca: sì di Aifa a mix di vaccini a over 60 anche se ci sono state reazioni avverse
Attualità 30 Agosto 2021 ore 11:57

Via libera dell'Aifa alla vaccinazione eterologa anche per gli over 60 che hanno avuto reazioni avverse dopo la prima dose del vaccino AstraZeneca. Un cambio di rotta importante quello approvato nel fine settimana dall'Agenzia italiana del farmaco, che potrebbe ulteriormente dare velocità alla campagna vaccinale.

Aifa dice sì alla vaccinazione eterologa per gli over 60

L'Agenzia del farmaco ha dato l'ok alla vaccinazione con un siero a m-Rna (Moderna o Pfizer) anche per gli over 60 che hanno avuto reazioni dopo la prima dose.

Di seguito la nota con cui è stato comunicato il via libera:

A seguito di richieste pervenute da parte di alcune Regioni relativamente agli interventi da adottare a seguito della comparsa di una reazione avversa grave dopo la prima dose di un vaccino anti Covid-19, l’Aifa, acquisito il parere della propria Commissione Tecnico-Scientifica, precisa che non è possibile fornire raccomandazioni generali a fronte dell’eterogeneità delle casistiche che necessitano di specifica valutazione clinica. Tuttavia, analogamente a quanto già deciso per i soggetti di età inferiore ai 60 anni, applicando il principio di massima precauzione, l’Agenzia specifica che, nei soggetti che abbiano presentato reazioni avverse gravi di tipo trombotico o comunque a carico della sfera coagulativa dopo somministrazione di Vaxzevria (AstraZeneca), si può procedere al richiamo con un vaccino a m-Rna.

Per le altre casistiche di reazione avversa, si ritiene che, in assenza di dati derivanti da studi ad hoc, non sia possibile esprimere raccomandazioni di carattere generale che prescindano dall’esame delle specifiche reazioni e dalla valutazione clinica dei singoli casi.

La vaccinazione eterologa: il parere di cinque esperti

Dopo l'approvazione da parte dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), l'ordinanza emessa a giugno dal ministero della Salute e la raccomandazione del Cts, i soggetti under 60 che hanno già ricevuto la prima dose di Astrazeneca, si sottoporranno alla cosiddetta vaccinazione eterologa: a chi ha meno di 60 anni, come seconda dose,  potrà essere inoculato un vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Il parere di Ministero e Cts

Dopo aver dichiarato lo stop definitivo alla somministrazione del vaccino Astrazeneca ai soggetti di età inferiore ai 60 anni, il ministero della Salute ha indicato che, per chi rientrasse in quella fascia d'età e fosse già stato vaccinato con la prima dose di Astrazeneca, dovrà ricevere, in seconda dose, un vaccino a mRNA, (Pfizer o Moderna), sottoponendosi quindi alla cosiddetta vaccinazione eterologa.

Su tale procedura si è espresso in prima persona il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha rassicurato sulla seconda dose con un vaccino diverso. Secondo alcuni studi effettuati su soggetti che hanno ricevuto la vaccinazione eterologa, la risposta immunitaria è risultata migliore rispetto a quelli che hanno effettuato la regolare vaccinazione con lo stesso siero anti-Covid.

Anche il Comitato tecnico scientifico ha sottolineato che il timore di fare il richiamo con un vaccino diverso è immotivato, in quanto, non è la prima volta che si deve ricorrere a questo metodo, i cui risultati sono stati efficienti.

Cosa dicono gli esperti

Anche la maggior parte degli esperti in materia si unisce in coro a quanto affermato dal ministero e dal Cts sulla vaccinazione eterologa. Per il farmacologo Silvio Garattini, a livello di sicurezza, non esiste alcun problema nel ricevere dosi diverse di vaccino. Sergio Abrignani, membro del Cts, sottolinea che procedere con questo metodo non rappresenta minimamente una sperimentazione. L'ex direttore generale dell'Ema, Guido Rasi, parla di una soluzione ottimale per porre rimedio alle conseguenze di Astrazeneca.

Di parere più prudente sono invece il virologo Fabrizio Ernesto Pregliasco, il quale ritiene che per la vaccinazione eterologa non sono stati fatti necessari approfondimenti, e il microbiologo Andrea Crisanti, che reputa non sufficienti i dati relativi alle vaccinazioni con sieri differenti.

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