In difesa dei negozi

Tassare l'e-commerce fino al 30%: parte dal Piemonte proposta di legge nazionale

In tempi "normali" la tassazione passerebbe dal 3 al 15%, addirittura raddoppiata in lockdown grazie alla nuova "Web Covid Tax" (se approvata).

24 Novembre 2020 ore 15:22

Non solo Amazon. Tutti i “colossi del web” al centro di un’iniziativa di legge nazionale avanzata dal Consiglio regionale del Piemonte. Lo prevede la carta costituzionale: cinque Consigli regionali possono avanzarle una proposta di legge che il Parlamento può successivamente ratificare. E la Giunta guidata dall’azzurro Alberto Cirio s’è fatta paladina di questa inedita battaglia in difesa dei negozi di vicinato. In soldoni, il tema è alzare le tasse per l’e-commerce per aiutare il commercio con vendita diretta in crisi.

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Parte dal Piemonte proposta di legge nazionale

Ad illustrare l’iniziativa, è stato lo stesso governatore piemontese oggi, martedì 24 novembre 2020, nel corso di una diretta streaming. Ecco Cirio:

“Appena il testo sarà depositato lo formalizzerò a tutte le altre regioni: c’è molta disponibilità, non sarà difficile raggiungere il quorum, ne abbiamo parlato diverse volte durante le Conferenze Stato-Regioni.

Il punto di partenza è la Web Tax nazionale (legge 145 del 2018), norma introdotta dal Parlamento che si applica a tutte le aziende che hanno fatturato globale non inferiore ai 750 milioni di euro (un’asticella molto alta per non tassare la piccola attività) e non inferiore a 5.5 milioni sul territorio nazionale.

Oggi un artigiano ha una tassazione che in Italia si aggira attorno al 65% dei ricavi: l’imposizione al 3% della web Tax era un buon inizio, ma nel 2020 tutto va rimodulato al rialzo per una questione di equità di trattamento, considerata l’emergenza coronavirus.

Nella nostra proposta la parola 3% viene sostituita con la parola 15%: chiediamo che lo Stato aumenti la tassazione sui “colossi del web”, SEMPRE, non c’entra il Covid in questo caso.

Tutto ciò considerando anche che il fatturato complessivo annuale dell’e-commerce in Italia equivale a 31 miliardi di euro, secondo il Politecnico di Milano, ovvero circa 2.5 miliardi di tasse, ma soprattutto che nel 2020 l’incremento del fatturato per l’e-commerce è stato del 31%, proprio a causa dell’emergenza coronavirus.

C’è un importante vincolo di destinazione in legge: questi soldi andranno a tutti coloro che alla mattina alzano una saracinesca. Insomma, la vendita diretta.

Questo in “tempo di pace”. In tempi di Covid, introduciamo inoltre una “Web Covid Tax”, che aumenta l’aliquota standard dal 15% al 30% per tutte le transazioni e-commerce in periodo di lockdown.

La ratio: essere libertari vuol dire partire dalla stesse condizioni per tutti. L’e-commerce ha fatto +31% quest’anno solo perché i negozi fissi erano chiusi, loro malgrado: non siamo invidiosi, complimenti, ma se guadagni di più perché gli altri non possono lavorare, è corretto che tu lasci sul territorio il 30%.

Questo dal primo giorno di zona rossa fino alla chiusura dei negozi: i “colossi” dovranno subire questa tassazione e i soldi andranno a chi è stato chiuso, ma anche a chi è rimasto aperto, ma è stato comunque danneggiato. Questa la nostra proposta di legge”.

La parola ora alle altre regioni, in attesa che almeno quattro si facciano avanti, e poi, al Parlamento.

Tassare l’e-commerce: perché dal Piemonte

La proposta targata Piemonte arriva dopo un serrato dibattito nella regione, anche sul piano istituzionale. Ad esempio con Conferescenti per prima battagliera nel chiedere un bilanciamento:

Bisogna limitare lo strapotere di Amazon. Le restrizioni del Dpcm penalizzano i negozi fisici a favore dei giganti di e-commerce del web. L’introduzione di una maggiore tassazione nei loro confronti è oggi più che mai necessaria

Confcommercio Torino non è stata da meno:

“Questo lockown ancora di più accentua la differenza tra imprese che hanno i magazzini pieni e non possono vendere e nostri concorrenti sleali che invece stanno vendendo a piene mani. Non è possibile che un’ impresa fisica abbia una tassazione del 60% e i grandi big del web siano praticamente esenti da tasse nel nostro Paese: vanno tassati di più”.

E’ in questo solco che il governatore del Piemonte è sceso in trincea ormai più di un mese fa, mentre la tensione ora sembra però salire. Ancora da inquadrare, infatti, un episodio verificatosi proprio ieri, lunedì 23 novembre 2020, in un centro logistico Amazon alle porte di Torino, bersagliato a distanza da ignoti con colpi di arma da fuoco.

LEGGI: Sale la tensione: colpi di fucile contro la sede Amazon

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