Il cartello incriminato

"Se ci fai vedere le... bevi gratis": locale di Milano nella bufera

Polemiche e indignazione, con centinaia di commenti contrari. Il locale l'ha definita una “goliardata".

"Se ci fai vedere le... bevi gratis": locale di Milano nella bufera
23 Settembre 2020 ore 12:49

Dal sapore vagamente sessista. Ma vagamente… S’è attirato una ridda di commenti (ovviamente più che altro negativi) un bar del centro di Milano che ha affisso un cartello rivolto ai propri avventori, e in particolare alle clienti di sesso femminile, che fra i vari messaggi diceva anche, in sostanza: “Se ci fai vedere le… bevi gratis”.

Nubifragio di critiche comprensibile. Di cattivo gusto – per usare un eufemismo – anche volendo prenderlo per uno scherzo. E’ infatti così (“Una goliardata”) che si sono giustificati i titolari del locale meneghino, dove ormai evidentemente per emergere rispetto alla serratissima concorrenza arrivano a inventarsene di tutti i colori.

“Se ci fai vedere le… bevi gratis”

Dal Giornale dei Navigli

La polemica è esplosa dopo che sui social network ha cominciato a rimbalzare la foto di un cartello esposto fuori dalla The Social Chupiteria, locale in viale Bligny che si definisce “un locale non normale”.

Il cartello cita:

“Proponiamo giochi per le nostre bellissime e simpaticissime clienti. Vuoi il numero della barista? Prendi 30 chupiti. Se dai un bacio al barista vinci 5 chupiti. Un bacio tra due ragazze, due chupiti. Se fai vedere il seno vinci chupiti in base alla taglia. Se hai la quinta, cinque chupiti e l’applauso di tutti. Se hai la retro offri tu a noi. Se ci lanci il reggiseno, quattro chupiti. Se fai la menosa ricorda che le altre ce l’hanno come te e vai a fanculo”.

Il cartello “incriminato”

La replica del locale dopo le polemiche

Polemiche e indignazione, con centinaia di commenti contrari a quello che il locale ha definito un “cartello goliardico”. Così si sono difesi i titolari:

“Spesso le goliardate che fanno ridere noi stessi non ci rendiamo conto che possono ferire altre persone… Questo è il nostro caso e ci scusiamo per chi si è sentito colpito. Il cartello con le regole (mai attuate ovviamente) è stato rimosso. Per il resto siamo un gruppo di ragazzi che cerca di lavorare in maniera seria e responsabile non colpiteci per un cartello. Grazie”, hanno scritto dal locale dopo il vortice di polemiche”.

Ad ogni modo, “bene o male, purché se ne parli…” diceva Oscar Wilde. E la boutade estemporanea ha comunque regalato al locale una visibilità nazionale.

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