Esclusione scongiurata

Olimpiadi Tokyo 2020: l'Italia avrà la sua bandiera (con decreto d'urgenza)

Sarebbe stata un'onta difficile da digerire, un'Olimpiade senza il Tricolore che sventola e il veto sull'inno di Mameli.

26 Gennaio 2021 ore 16:05

Verrebbe proprio da dire “L’abbiamo sfangata in extremis“. E’ notizia delle ultime ore: lo spauracchio dell’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 è scongiurato mediante un decreto approvato d’urgenza nell’ultimo Consiglio dei Ministri del governo Conte-bis che ha ristabilito l’autonomia del Coni. 

Italia alle Olimpiadi 2020

Sarebbe stata un’onta difficile da digerire: un’Olimpiade senza il Tricolore che sventola e il veto sull’inno di Mameli.

Scenario che aveva generato una moltitudine di appelli da ogni dove che sono stati raccolti dal Consiglio dei Ministri – l’ultimo del governo Conte-bis – che come ultimo atto prima delle dimissioni del premier, nella tarda mattinata odierna, martedì 26 gennaio 2021, ha approvato un decreto legge che restituisce l’autonomia al Coni (e lo dota anche di personale proprio). Il CIO (Comitato olimpico internazionale) che si riunirà mercoledì non dovrebbe a questo punto avere alcun motivo per escludere l’Italia dai Giochi di Tokyo 2020.

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Ma perché questo rischio?

Riavvolgiamo il nastro: perché l’Italia rischiava un’Olimpiade mutilata con gli atleti azzurri che avrebbero dovuto gareggiare alle prossime Olimpiadi senza bandiera e come sportivi indipendenti (tipo i privatisti all’esame di maturità)? Questo nella migliore delle ipotesi… perché tra i rischi ci sarebbe potuta essere anche la stessa partecipazione degli azzurri ai giochi in Giappone.

La riposta è semplice. Al centro del contenzioso tra l’Italia e il Comitato olimpico internazionale c’è la riforma dello sport voluta dal primo governo Conte – formato da Lega e M5S – che ha privato il Coni di parte della sua autonomia. Questa novità viola la Carta Olimpica e il Cio – in occasione dell’assegnazione a Milano-Cortina i Giochi invernali 2026 – esprime preoccupazione per la riforma.

Preoccupazione che cresce ad agosto, quando, nonostante una richiesta di spiegazioni dal Comitato Internazionale, non arrivano risposte.

La situazione non migliora e si arriva a un appello diretto, nei mesi scorsi, del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach che avverte l’Italia del fatto che le leggi in vigore “non consentono più al Coni di operare in accordo alla Carta Olimpica”.

E così le problematiche si trascinano, strettamente connesse ai giochi di Palazzo, fino a poche ore fa. Gianni Malagò, presidente del Coni, appena appresa la notizia della svolta ha interrotto il cda di Milano-Cortina per informare Bach: “La legge è ok, l’autonomia è salva”. “Sono molto felice”, la replica di Bach.

Giovanni Malagò

Malagò

Il giorno della verità

Ad ogni modo, spetterà ora al Parlamento convertire il provvedimento, ancora non è del tutto fnita.

L’Italia potrebbe comunque rischiare delle sanzioni ma non così pesanti. La verità si saprà domani, mercoledì 27 gennaio, quando si terrà la riunione del Comitato Olimpico Internazionale. Anche il Ministro dello Sport Spadafora ha commentato l’approvazione del decreto che contiene le norme che garantiscono l’autonomia del Comitato Olimpico Italiano:

“Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto contenente le norme che sanciscono l’autonomia del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Ora l’ultima parola spetta al Parlamento in sede di conversione. Per la lunga e gloriosa storia sportiva e democratica del nostro Paese era improbabile che l’Italia venisse così duramente sanzionata già domani, ma la decisione di oggi fuga ogni dubbio e risolve il problema dell’indipendenza del CONI lasciato aperto dalla riforma del 2019”.

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