Per mezzo milione di euro

Il cognato del governatore della Lombardia indagato per una fornitura di camici ospedalieri alla Regione

Dopo lo scoop di Report, diventa un caso anche giudiziario la commessa in pieno lockdown alla società di Andrea Dini, di cui anche la moglie di Attilio Fontana detiene il 10%.

Il cognato del governatore della Lombardia indagato per una fornitura di camici ospedalieri alla Regione
09 Luglio 2020 ore 17:41

L’indagine sul “caso camici” era stata avviata dopo l’inchiesta di Report sulla fornitura di dispositivi di protezione individuali affidata da Regione Lombardia direttamente a Dama Spa, impresa del settore moda del cognato del Presidente della Regione Attilio Fontana e di cui anche la moglie detiene il 10%. Non solo i pm stanno anche verificando se Fontana si sia interessato attivamente alla vicenda o meno.

Caso camici, indagato il cognato di Fontana

Da Prima Saronno

Documenti acquisiti, funzionari regionali ascoltati e convocati, ieri: c’erano anche l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo e il presidente della società Aria Spa, la maxi-società di committenza della Regione.

Continua l’indagine della Procura per far luce sulla fornitura per 513mila euro di camici sanitari affidata a Dama Spa, la società che commercializza il marchio di moda Paul & Shark (con sede in via Piemonte 174, a Varese), di proprietà di Andrea Dini, cognato del presidente Attilio Fontana, e di cui è socia anche la moglie del Governatore, Roberta.

Una nuova ombra su quanto avvenuto in Lombardia durante la fase più acuta dell’emergenza Covid, dopo l’annullamento da parte del Tar dell’accordo tra il San Matteo di Pavia e la DiaSorin per i test sierologici.

Troppi scivoloni durante l’epidemia

Non è l’unico punto oscuro sulla gestione della Regione dell’emergenza. Il caos per la mancata istituzione della “zona rossa” ad Alzano e Nembro, il pasticcio delle Rsa che ha portato il virus tra la popolazione più fragile di fronte all’infezione e le continue polemiche sui dati, sul numero di tamponi sono da mesi alla base delle critiche e degli attacchi, politici e non solo, verso Fontana e il vertice dell’assessorato al Welfare Giulio Gallera.

Fu donazione o no?

L’indagine è per “turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente”. Due i nomi iscritti nel registro degli indagati: quello di Andrea Dini e quello del Direttore Generale di Aria Spa Filippo Bongiovanni. A svelare la “strana vicinanza” di cognomi e proprietà era stata Report.

L’inviato di Report al cancello di casa Dini

Ad aprile Regione Lombardia – tramite la controllata Aria Spa – aveva chiesto all’azienda la fornitura di camici medici per 513mila euro, con tanto di procedura negoziata per l’acquisto. Acquisto che peraltro richiede precise autorizzazioni trattandosi di dispositivi di protezione individuale ad uso medico e che normalmente sono soggetti a lunghe procedure.

L’intervista e lo storno della fattura

Un affidamento diretto che ha subito insospettito Report, dato che Dama Spa non è inserita tra l’elenco fornitori di Regione Lombardia.

Il 15 maggio, la troupe della trasmissione di Rai3 aveva intervistato Fontana sulla gestione dell’emergenza Covid. Secondo i magistrati, quell’intervista avrebbe però insospettito il presidente.

Pochi giorni dopo, il 20 maggio 2020, Dini fece stornare la fattura trasformando quell’ordine in donazione. Ed è in questa fase di passaggio che i magistrati stanno verificando se vi sia stato un interessamento attivo da parte del presidente Fontana e se abbia inciso o meno sulla trasformazione.

Agli inviati di Report spiegò che era tutto frutto di un errore di un dipendente e che sin dall’inizio si intendeva donare quel materiale e cederlo quindi gratuitamente alla Regione. Agli inquirenti ora il compito di capire se si sia trattato solo di un errore o di una “retromarcia” postuma.

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