"Sono il Diavolo"

A capo di una setta satanica a soli 23 anni: violenze anche su minori

Per dimostrare di essere immortale, il giovane ha pure inscenato una finta resurrezione.

A capo di una setta satanica a soli 23 anni: violenze anche su minori
04 Giugno 2020 ore 10:49

“Io sono il Diavolo e voi dovete obbedirmi”, diceva. E lo accontentavano, perché anche lasciando stare il soprannaturale, malgrado la giovane età stiamo parlando veramente di un concentrato di perfidia e malignità comunque fuori dal comune: a soli 23 è riuscito a imporsi su un gruppo di giovanissimi, inventandosi un culto satanico di sana pianta.

Nella setta da lui stesso creata soggiogava i suoi adepti approfittando di situazioni di vulnerabilità e di inferiorità psichica: per fortuna, grazie alla segnalazione di una madre, è stato arrestato con l’accusa di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, violenza sessuale e pornografia minorile.

Si spacciava per “Il Diavolo”: arrestato

Da Prima Firenze

Arriva dalla provincia di Prato, questa brutta storia. Il giovane e carismatico capo setta è ritenuto responsabile di aver ridotto e mantenuto in uno stato di profonda soggezione diverse persone, alcune delle quali anche minori, per compiere violenze sessuali.

Il 23enne di Montemurlo ora ai domiciliari, pretendeva cieca obbedienza e totale accondiscendenza a qualunque sua richiesta mediante inganno, violenza e minacce.

A scoperchiare il vaso, la Squadra Mobile di Firenze diretta da Antonino De Santis, unitamente al Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine di Roma, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze, a seguito della segnalazione da parte della madre di due ragazzi e dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici.

I poliziotti hanno scoperto un contesto di soggezione continuata indotto mediante inganno, minacce e violenza, contraddistinto da una visione distorta della realtà nella quale il leader era considerato il “Diavolo”, con capacità e poteri sovrannaturali, e i suoi seguaci entità non umane che, al fine di acquisire più poteri, sarebbero stati costretti a rituali di ogni genere, anche di natura sessuale.

Aveva architettato un fantasioso culto

Il giovane avrebbe fatto credere a tutti gli appartenenti al gruppo che erano persone prescelte, che nelle precedenti vite avevano avuto un’altra identità sovrannaturale (Amon, Atena, Banshee, Aracne, Eva, le Sette Furie, Ares, etc) e che la loro missione era quella di salvare il mondo.

Con loro aveva stipulato un patto in ragione del quale gli dovevano essere fedeli e mantenere il segreto per evitare disgrazie e sofferenze a sé stessi e alle proprie famiglie.

Per dimostrare di essere immortale il 23enne, ha pure inscenato una finta resurrezione: si sarebbe fatto stringere il collo con le mani da un fidato appartenente al gruppo per poi cadere a terra fingendosi morto fino a quando non si sarebbe rialzato rimettendo a posto l’osso del collo e la trachea.

Avrebbe inoltre asserito che ogni persona che si avvicinava al gruppo e seguiva i suoi precetti poteva acquisire gli stessi suoi poteri sovrannaturali attraverso una serie di rituali, come dare morsi sulle braccia con fuoriuscita di sangue o farsi inviare tramite Whatsapp immagini di corpi nudi facendo credere che le foto sarebbero state viste da un’entità cibernetica denominata “Hydra”; costringerli con violenza fisica e minacce a subire, in diverse occasioni, rapporti sessuali di vario tipo.

Gli adepti, anche minorenni, versavano in condizioni di totale sudditanza nei confronti dell’indagato. Molte vittime venivano attratte dalla promessa di sbloccare le loro potenzialità e risolvere i loro problemi di isolamento, solitudine finanche, talvolta, di depressione.

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