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Regione Lombardia

Ripartiamo da infrastrutture e trasporti

Terzi: "Entro il 2024 le linee ferroviarie si arricchiranno di oltre 200 treni, tante le novità in tema di mobilità sostenibile"

Ripartiamo da infrastrutture e trasporti
Glocal news 04 Maggio 2021 ore 18:16

Circa 2 miliardi di euro investiti da Regione Lombardia per rinnovare la flotta di Trenord. Iniziano, inoltre, a vedersi i primi risultati dei 4 miliardi del Piano Lombardia. Nuovi treni, mobilità sostenibile e infrastrutture sono quindi le parole chiave per la ripartenza della Regione. A dirlo è Claudia Maria Terzi, assessore regionale a Infrastrutture e trasporti.

Nuovi trasporti e nuove infrastrutture

Per quanto riguarda i trasporti: da qui al 2024 le linee ferroviarie lombarde si arricchiranno di più di 200 nuovi treni. Si aggiungeranno, inoltre, nuove soluzioni di mobilità sostenibile, tra cui treni ibridi e treni a idrogeno su specifiche tratte. Mentre grazie ai finanziamenti hanno iniziato a muoversi importanti progetti, fermi da anni negli uffici comunali e provinciali. Si lavora a pieno ritmo insomma per una ripartenza a 360 gradi.

L’intervista all’assessore Terzi

Quello dei trasporti è un tema centrale per quanto riguarda la ripartenza in sicurezza, soprattutto ora, con l’avvenuta riapertura delle scuole …

“Fino a ottobre/novembre 2020 abbiamo lavorato in autonomia cercando la collaborazione con gli enti che gestiscono il trasporto su gomma, ovvero le agenzie del TPL, e il mondo della scuola. Da inizio dicembre 2020, con l’intervento di uno dei tanti dpcm, la competenza della programmazione del trasporto pubblico, soprattutto rispetto alla gestione del trasporto scolastico, è stata ufficialmente riconosciuta ai prefetti, i quali hanno istituito tavoli ad hoc con tutti gli attori coinvolti. Inoltre fin dall’inizio della pandemia abbiamo lavorato molto sull’elemento più rigido del trasporto pubblico, ovvero quello su ferro: abbiamo coadiuvato Trenord nel realizzare un’offerta che tenesse conto della situazione pandemica, ovvero una rimodulazione del servizio finalizzata a offrire un maggior numero di posti sui treni nelle fasce di punta.

A livello generale, sia per il ferro che per la gomma, Il sistema del trasporto pubblico così come lo abbiamo pensato sta reggendo. Fondamentale è stata in questo senso la collaborazione tra i prefetti e le scuole circa la necessità di attuare sistematicamente lo scaglionamento degli orari. Aver diluito l’accesso degli studenti alle scuole ha reso più agevole la gestione dei mezzi”.

Regione Lombardia ha investito nell’acquisto di treni nuovi. Il programma di immissioni sulla rete sta procedendo?

“Sì, procede e recentemente sono entrati in servizio i nuovi treni Caravaggio sulla Milano-Gallarate-Domodossola che interessa appunto un gran numero di pendolari nel Milanese e nel Varesotto. Siamo intervenuti, tra le altre linee, anche sulla Milano-Lecco via Carnate che era in sofferenza per disagi determinati anche dalla circolazione di treni vecchi. Su questa linea sono già in funzione dei nuovi Caravaggio e ci saranno ulteriori immissioni di treni nuovi nei prossimi mesi. Rilevante anche il caso della linea Colico-Chiavenna, il cui servizio ora è completamente effettuato con treni nuovi: le prestazioni qui sono migliorate sensibilmente e questo dimostra come l’introduzione di nuovo materiale rotabile, in alcuni casi, possa fare la differenza. Non solo in termini di comfort, ma anche in termini di puntualità e di certezza del servizio.

In tutto sono 222 i treni che abbiamo ordinato con un investimento di 2 miliardi di euro interamente finanziato da Regione Lombardia. Il fermo covid dello scorso anno ha fatto slittare di alcuni mesi il programma di immissioni, che però ora è tornato a pieno regime. Di questi 222 treni nuovi ordinati, 25 sono già entrati in servizio. Progressivamente andremo a rinnovare la parte più vetusta della flotta di Trenord, ovvero quella ereditata da Trenitalia. Nel programma di acquisto sono compresi anche i treni che verranno introdotti sulle tratte delle Olimpiadi 2026, come il nuovo servizio di trasporti che verrà realizzato verso l’aeroporto di Orio collegando Orio al Serio, Bergamo e Milano”.

Nel 2022 inoltre saranno attivi sulle tratte anche i treni ibridi, come sono andati i primi test? E quali sono le tempistiche del progetto?

“Dai primi mesi 2022, avremo a disposizione per la nostra rete di trasporti, anche innovativi treni ibridi diesel-batteria, e saremo i primi a metterli in servizio in Italia. Si tratta di treni a basso consumo, con emissioni che si riducono del 30% rispetto ai normali treni diesel. Inoltre, sono molto moderni anche dal punto di vista strutturale. Questi treni ibridi, denominati Colleoni, sono molto silenziosi, non hanno vibrazioni, e la batteria permette loro di andare in “full electric ” sia in arrivo che in partenza dalle stazioni.

Questo permetterà di quasi azzerare il rumore, ma soprattutto diminuire le emissioni nei centri abitati, abbattendole per un valore pari a quello di 8600 auto all’anno. Caratteristiche che si aggiungono a tutte le dotazioni già presenti sui nuovi treni: prese elettriche in tutti i sedili, impianto di condizionamento di ultima generazione, toilette pensate anche per le persone con disabilità, postazioni per alloggiare le bici e caricare le e-bike. La prossima frontiera saranno i treni a idrogeno: anche in questo caso saremo i primi in Italia a sperimentare questa nuova tecnologia. Lo faremo sulla linea Brescia-Iseo-Edolo nel giro di pochi anni”.

Un altro tema caldo sono gli investimenti del Piano Lombardia, i 4 miliardi forniti dalla Regione per agevolare la ripartenza dopo la crisi Covid.
Come sta procedendo il tutto?

“Il Piano Lombardia agisce su due direttrici. Da un lato le opere strategiche di interesse sovracomunale. Dall’altro interventi più contenuti a livello di importo ma sempre finalizzati a migliorare la vita dei cittadini, riqualificando strade, istituti scolastici, immobili comunali, piazze, centri sportivi e altro: in particolare questi ultimi interventi sono stati finanziati con l’erogazione ai Comuni di 400 milioni di euro ripartiti sulla base del numero di abitanti. Fondi determinanti per progetti che i Comuni avevano nel cassetto ma che non riuscivano a realizzare appunto per mancanza di risorse. Questa prima parte di contributi è stata già del tutto spesa in interventi che si sono conclusi o si concluderanno a breve.

La parte più corposa del Piano però è costituita dagli altri 3 miliardi e 600mila euro. Molte di queste risorse sono state allocate sulle infrastrutture e riguardano soprattutto progetti strategici importanti, penso a una serie di Varianti stradali che potranno efficientare la viabilità rendendo il traffico più fluido. Su questi ultimi interventi abbiamo cercato di applicare la massima semplificazione possibile in modo da consentire agli enti attuatori, per esempio Province e Comuni, di mettere in moto quanto prima ciò che è necessario per arrivare all’avvio dei lavori.

Abbiamo quindi cantieri più contenuti già partiti o conclusi, mentre gli interventi più grandi sono in fase di conclusione di progetto. Dalle strade alle piste ciclabili fino alla messa in sicurezza dei ponti, queste risorse regionali sbloccano opere che altrimenti sarebbero rimaste solo sulla carta. Ma soprattutto danno un contributo decisivo per la ripartenza dell’economia del nostro territorio, fornendo opportunità di lavoro alle aziende lombarde”.